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Autore:
Con la collaborazione della curatrice del giardino:

Antica roccera rappresentante il Monte Bianco © Barbara Barisani
La parte antica del giardino è un po' più selvaggia delle altre ed è sicuramente più scenografica,
con la fontana e le roccere ottocententesche sagomate in modo da ricordare alcuni monti caratteristici della
Valle, come il Monte Bianco o il Cervino. Oltre ad essere un luogo romantico è un'importante testimonianza
della concezione dell'epoca sui giardini botanici.
I giardini di oggi tendono a ricreare l'ambiente naturale dei vari ambiti alpini limitando l'inserimento
di piante provenienti da luoghi lontani. Inoltre nella parte nuova prevale una collocazione dal punto di vista
geografico ed ecologico, mentre in quella antica le piante sono disposte secondo un criterio estetico. Uno
scenario di particolare bellezza è costituito dalla zona intorno alla cascatella che, soprattutto durante
la fioritura della Caltha palustris, offre uno spettacolo molto suggestivo.
Tra le piante sopravvissute all'abbandono si possono ammirare: la Potentilla nepalensis,
l'Achillea clavenae e l'Achillea lingulata (originarie delle alpi orientali),
l'Heracleum mantegazzianum (del Caucaso), la Viola cornuta, la Centaurea montana
e l'Aconitum compactum.
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