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Macereto siliceo

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Con la collaborazione della curatrice del giardino:

Thlaspi rotundifolium © Barbara Barisani
Thlaspi rotundifolium © Barbara Barisani

Osservando i detriti che compongono il macereto non si può fare a meno di chiedersi come facciano le piante a vivere in condizioni così estreme!
In natura questo tipo di ambiente si forma ai piedi delle pareti rocciose (orizzonte alpino medio e superiore) in seguito alla caduta dei piccoli detriti. Di giorno l'acqua riempie le fessure tra le rocce, ma di notte, gelando aumenta di volume e con l'andare del tempo ne determina la frattura e l'inevitabile caduta a valle.
Questo contesto, povero di terra, è instabile a causa delle periodiche cadute delle rocce ed è attraversato dall'acqua dei ghiacciai che passa rapidamente tra le fessure. Infine, il clima rigido, con venti forti e la neve che vi permane per la maggior parte dell'anno, fanno sì che le specie che vi crescano abbiano una crescita molto lenta. Paradossalmente, se crescessero in luoghi più favorevoli sarebbero sopraffatte da specie che crescono più velocemente.
Le caratteristiche delle piante che vivono nel macereto è di possedere delle lunghe radici che hanno lo scopo di ancorare le piantine al terreno e di cercare l'acqua in profondità.
Tra le numerose specie che crescono in questo ambiente possiamo ricordare il Geum reptans (con la caratteristica infruttescenza a spirale), la Saxifraga oppositifolia o l'Eritrichium nanum (che è una specie rara presente in Italia sulle alpi), l'Artemisia genipi, utilizzata per la preparazione del famoso liquore (il genépy) dalle proprietà digestive, l'Adenostyles leucophylla e la Silene acaulis.

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