Saturday, September 4, 2010
   
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Alpinismo

Mont Avic

Via: 
versante sud e cresta ovest
Scheda
Autore: 
Massimo Martini
Data del rilievo: 
09/08/2009
Foto di copertina: 

Mont Avic ©2009 Massimo Martini

Tipologia Percorso: 
A/R
Difficoltà: 
F (Alpinistico Facile)
Grado Alpinistico: 
II-
Attrezzatura: 
Cordino e casco (opzionale)
Periodo Consigliato: 
giugno, luglio, agosto, settembre
Tempo Complessivo: 
9h30'
Dislivello: 
1706 m

Introduzione

Risalendo il vallone di Champdepraz non possiamo non rimanere incantati dalla magica piramide che si erge in fondo valle. Il Mont Avic è sicuramente una delle più belle montagne valdostane e quello che descriveremo qui sotto è un itinerario sicuramente impegnativo ma che vi permetterà di inoltrarvi in questo territorio alpino ancora intatto.

Punta Tersiva

da Lillaz per il Vallone dell'Urtier
Scheda
Autore: 
Ermanno Panara
Data del rilievo: 
27/08/2010
Tipologia Percorso: 
A/R
Difficoltà: 
F (Alpinistico Facile)
Grado Alpinistico: 
II
Chiodatura: 
spit sulla parete prima del ghiacciaio
Attrezzatura: 
ramponi (ev. corda 40 m con discensore per evitare la catena molto lasca
Segnavia: 

Alta Via 2, 13, 10D, ometti

Periodo Consigliato: 
luglio, agosto, settembre, senza neve fresca
Tempo Complessivo: 
12h00'
Dislivello: 
1950 m

Lasciata l’auto al parcheggio di Lillaz (1623 m) imboccare la strada che costeggia il torrente Urtier. Poco dopo il fabbricato della CVA sulla sinistra si alza un sentiero con segnavia dell’Alta Via n. 2, e n. 13. Si sale nel bosco e dopo una decina di minuti si esce all’aperto dove si trova una palina sulla destra per la palestra di roccia. La si ignora imboccando invece verso sinistra e continuando a salire seguendo sempre i bolli dell’Alta Via n. 2. Si segue il corso del torrente sulla sua destra orografica stando qualche decina di metri più in alto. Si attraversa l’abitato di Goilles desot, si prosegue quasi in piano e a quota 1821 m si attraversa l’Urtier su un ponte di legno. Il sentiero ripende a salire nel bosco per qualche centinaio di metri finchè si scorgono le case di Bouc (1861 m). Si abbandona quindi l’Alta Via e si raggiunge il piccolo villaggio attraversato il quale una strada sterrata conduce ad un secondo ponte da percorrere a sua volta. Si torna quindi sulla destra orografica del torrente da cui si diparte una traccia di sentiero sul prato. Seguendo questa traccia si può evitare un lungo percorso su poderale. A quota 1960 il sentierino prosegue incrociando tre volte la strada. Si raggiunge una chiesetta a quota 2020 e da qui non si può che seguire la sterrata. Dopo un lungo percorso a tornanti, passata una bella cascata, si arriva a un tornante con un ponte che attraversa ancora l’Urtier. Prima del ponte prendere una traccia di sentiero non segnalata ma evidente che risale la destra del torrente e conduce ad un bellissimo pianoro dove confluiscono nell’Urtier i torrenti di Ponton, de Peradza ed altri minori. Ad un certo punto la traccia scompare ed è necessario risalire il prato verso sinistra. All’altezza di alcuni ruderi si incontra una sterrata con bollo 10D da percorrere fino a quota 2507. Voltare quindi a sinistra sullo stradello per l’Alpe Invergneux (2524 m). Attraversare l’alpeggio e dirigersi a destra sul prato salendo fino a intercettare il sentiero 10D diretto al Passo des Invergneux (2902 m) che si raggiunge dopo circa quattro ore di marcia.
Dal passo è necessario seguire la dorsale sulla destra. La vetta è ben visibile ma ancora lontana, ma una lieve traccia di sentiero si snoda dapprima su prato, successivamente su terra. Un gradone di roccia malsicura obbliga ad una discesa di qualche metro sul versante nord-ovest, chiamato “la Serra” che si deve percorrere su pietrame malfermo e da cui si ha una bella vista sul vallone del Grauson. Si incontrano piccoli nevai e, aiutati da scarsi ometti spesso crollati, si risale ripidamente su terreno instabile per portarsi sull’altro versante della montagna da cui si può ammirare il vallone dell’Urtier, il lago Ponton e la Finestra di Champorcher.
Bisogna sempre camminare con attenzione perché la traccia di sentiero è esposta e il terreno friabile e spesso scivoloso. A quota 3200 m circa alcuni evidenti ometti sulla cresta indicano che si deve scollinare ancora. Ci si trova adesso su un pianoro di terra in cui è visibile la traccia e alcuni ometti.
Dopo una breve salita si raggiungono altri grandi ometti. Da qui inizia il tratto alpinistico. A quota 3194 una catena aiuta a scendere una parete di 24 m su roccia piuttosto liscia e scivolosa, dove è anche difficile non far precipitare sassi. La discesa conduce all’attacco del ghiacciaio del Tessonet che si deve attraversare nel senso della larghezza e che non presenta crepacci. L’uso dei ramponi è comunque necessario in quanto si incontrano tratti innevati intercalati con altri di ghiaccio vivo.
Alla fine del ghiacciaio si risale ripidamente la morena, a metà della quale si incontra la traccia proveniente dal vallone del Grauson. Si giunge infine al Colle Tersiva a 3310 m di quota. Il tratto finale risale la cresta a fianco del nevaio presente tutto l’anno con ripide serpentine su brecciolino fino alla cima, dove si trova la statua bronzea della Madonna ed una piccola croce. Tempo di marcia: sette ore da Lillaz.
La discesa si svolge sullo stesso percorso di salita, cercando di tagliare per prati quando possibile per evitare i lunghi tratti di poderale.

Allalinhorn

Via: 
Hohlaubgrat
Scheda
Autore: 
Giancarlo Beretta
Data del rilievo: 
20/07/2010
Foto di copertina: 

Allalinhorn, la cresta ©2010 Giancarlo Beretta

Tipologia Percorso: 
Circolare
Difficoltà: 
AD (Alpinistico Abbastanza Difficile)
Grado Alpinistico: 
III-
Pendenza max: 
45°
Attrezzatura: 
corda,picozza,ramponi, un paio di rinvii e di chiodi da ghiaccio
Periodo Consigliato: 
giugno, luglio, agosto, settembre
Tempo Complessivo: 
5h00'
Dislivello: 
1102 m

Introduzione

La salita di questa cresta,abbastanza frequentata, è molto panoramica e durante il percorso consente di avere panorami stupendi e, a mano a mano che si sale, sempre più vari. Dalla vetta poi la vista è eccezionale sui numerosi 4000 della valle di Saas e di Zermatt e sugli altri più lontani dal Bianco all’Oberland. La via di salita è sempre evidente e logica e con l’avanzare della stagione si possono trovare, vista l’esposizione, numerosi tratti di ghiaccio vivo e le difficoltà maggiori si trovano nella parte alta dove i pendii si fanno più esposti e la cresta diventa un po’ affilata e; nel tratto roccioso invece c’è un breve tratto iniziale di III° e poi detriti e rocce rotte dove però bisogna sincerarsi della loro stabilità ma dove il fittone metallico e le soste sono affidabili.

Allalinhorn

Via: 
Via normale
Scheda
Autore: 
Giancarlo Beretta
Data del rilievo: 
20/07/2010
Foto di copertina: 

croce di vetta

Tipologia Percorso: 
A/R
Difficoltà: 
PD (Alpinistico Poco Difficile)
Pendenza max: 
40°
Attrezzatura: 
corda,picozza,ramponi,
Segnavia: 

nessuno

Periodo Consigliato: 
giugno,luglio,agosto,settembre
Tempo Complessivo: 
3h15'
Dislivello: 
576 m

Introduzione

L’Allalinhorn è una grande calotta ghiacciata che fa da corona, con altri 4000, alla splendida valle di Saas ed è uno dei più facili 4000 delle Alpi ed è indicato ai neofiti che vogliono prendere confidenza con l’alta montagna e la progressione su ghiacciaio. L’itinerario è molto frequentato e di conseguenza sempre ben tracciato e presenta difficoltà elementari normalmente senza pericoli oggettivi; il traverso terminale sotto la vetta può presentarsi a volte delicato in presenza di placche nevose ventate. Dalla vetta la vista è eccezionale sui numerosi 4000 della valle di Saas e di Zermatt e sugli altri più lontani dal Bianco all’Oberland. Visto il modesto dislivello, la salita può essere effettuata anche in giornata prendendo le prime corse della funivia e del Metro Alpin.

Punta Gerlach

Scheda
Autore: 
Massimo Martini
Data del rilievo: 
31/07/2010
Foto di copertina: 

Punta Gerlach ©2010 Massimo Martini

Tipologia Percorso: 
A/R
Difficoltà: 
F (Alpinistico Facile)
Grado Alpinistico: 
I
Periodo Consigliato: 
luglio, agosto, settembre
Tempo Complessivo: 
5h00'
Dislivello: 
1025 m

Introduzione

Nel novero dei 3000 a volte ci sono delle vette sconosciute, la Punta Gerlach appartiene a questa cerchia. L'itinerario qui proposto permette di gustare l'antico sapore dell'esplorazione alpina, quella che a cavallo dei secoli XIX e XX era un'attività molto in voga da queste parti.
Il percorso si snoda in due fasi: una prima fase escursionistica ci conduce sulle alture del bacino artificiale di Place Moulin, tra laghi incantevoli e resti di alpeggi; la seconda fase è più propriamente alpinistica con l'ascensione alla vetta. La difficoltà complessiva non è eccessiva (un alpinistico Facile con qualche passaggio di I° grado) ma non va assolutamente sottovalutata a causa della natura infida del versante. In vetta spettacolare panorama sull'alta Valpelline e sull'accidentato circo di vette che fanno da corollario al Lago Morto.

Punta Gerlach

Scheda gita
Autore: 
Massimo Martini
Data Escursione: 
31/07/2010
Relazione Gita: 
Punta Gerlach
Foto di copertina: 

In vetta! ©2010 Massimo Martini

Condizioni via: 
roccette rotte e detriti nel tratto dal Lago Morto alla vetta
Condizioni meteo: 

sereno

Affollamento: 
Nessuno
Avvistamenti faunistici: 

Marmotta, Stambecco

Difficoltà percepita: 
F (alpinistico facile)

Punta Basei

Via: 
Normale da Thumel, dal Colle Basei per la cresta nord
Scheda
Autore: 
Massimo Martini
Foto di copertina: 

Punta Basei, cresta nord ©2008 Massimo Martini

Tipologia Percorso: 
A/R
Difficoltà: 
PD (Alpinistico Poco Difficile)
Grado Alpinistico: 
II+
Attrezzatura: 
Cordino (opzionale)
Periodo Consigliato: 
luglio, agosto, settembre
Tempo Complessivo: 
7h30'
Dislivello: 
1484 m

Introduzione

Uscita alpinistica complessivamente semplice ma dal notevole sviluppo chilometrico. La difficoltà dell'itinerario risiede interamente nel superamento di un gradino roccioso di una decina di metri, proprio prima della vetta. Notevoli suggestioni panoramiche.

Piramide Vincent

Scheda gita
Autore: 
Claudio Scotti
Data Escursione: 
01/09/2004
Relazione Gita: 
Piramide Vincent

Come si può notare era un freddissimo e nuvoloso pomeriggio, ma è stato comunque fantastico, la foto e' stata scattata ad inizio settembre 2004!

Monte Matto, Cima Est

Parete nord-est della spalla
Via: 
Canale Sandra
Scheda
Autore: 
Livio Bertaina
Tipologia Percorso: 
Via di misto
Difficoltà: 
D (Alpinistico Difficile)
Chiodatura: 
Assente
Attrezzatura: 
Da alta montagna con ghiaccio
Periodo Consigliato: 
marzo, aprile
Tempo Complessivo: 
9h00'
Dislivello: 
550 m

Si tratta del canale sinuoso discendente sulla sinistra della terza elevazione, a destra della Cima Est del Matto, ben visibile dal rifugio, specie nella parte alta ove esso è più marcato.
Dal rifugio seguire l'itinerario per la Cresta Est del Matto fino sotto la verticale del canale.Salire lo zoccolo basale per ripidi pendii fino ai piedi del canale quota 2650 mt. Continuare nel canalino con pendenze di 45-50° sino al restringimento superiore, ove esso si impenna con tratti di 60° e sfocia nei pressi di un colletto della cresta a quota 2920 mt. circa.

Discesa sul versante opposto fino ad incrociare la normale per la Cima Est.Bella salita in ambiente solitario e severo.Dislivello 300 mt. + 250 mt. di zoccolo. Difficoltà AD+ D-. Materiali: chiodi da ghiaccio e roccia.

Primi salitori: F.Scotto e A.Siri, il 9 giugno 1985.

Monte Matto, cima est

Via: 
Cresta Est
Scheda
Autore: 
Livio Bertaina
Tipologia Percorso: 
A/R
Difficoltà: 
AD (Alpinistico Abbastanza Difficile)
Grado Alpinistico: 
IV+
Chiodatura: 
Pochi chiodi mal visibili
Attrezzatura: 
Classica da montagna
Periodo Consigliato: 
luglio, agosto, settembre
Tempo Complessivo: 
8h00'
Dislivello: 
1178 m

Il salto iniziale della cresta si vince direttamente salendo per placchette fessurate ( III e III+ ). 40mt. Si prosegue una ventina di metri su cresta orrizzontale, quindi, obliquando a sinistra per erba e roccette ci si porta alla base di un tratto verticale:Si sale qualche metro direttamente ( III ), poi si traversa a destra doppiando lo spigolo e si prosegue verticalmente ( IV ) subito a destra del filo fino ad una comoda cengia erbosa. 40 mt. Si segue la cresta tenendosi sempre nei pressi del filo e, superando una lunga serie di gendarmi a gradoni ( II, III, passi di III+ ), si raggiunge la sommità del primo grande risalto della cresta. 400 mt. Si prosegue in leggera discesa, tenendosi sul versante sud, per portarsi ai piedi del secondo risalto. Si traversa a sinistra lungo delle cengette per una quarantina di metri e si raggiunge una zona di rocce rossastre solcate da un vago diedro. Si supera il diedrino ( III+ ) e si prosegue per rocce più facili sino ad un terrazzino 40 mt. Si supera un tratto verticale lungo una piccola, ripida rampa ( IV- ) e si guadagna il filo di cresta; llungo alla cresta ci si porta alla base di un tratto strapiombante. 40 mt. Si traversa a destra per 5-6 metri, quindi si sale verticalmente ( III+, III ) fino ad uscire su rocce più facili. 40 mt. La cresta a questo punto si abbatte e per rocce rotte si guadagna la vetta.

Bella e classica salita - Primi salitori: V.de Cessole con le guide A.Ghigo e J.Plent nel 1904.Prima salita invernale: G.Serra e G.Fulcheri il 21 dicembre 1974. Difficoltà AD+. Sviluppo: 700 mt. Materiali: qualche chiodo, nut e fettucce lunghe. Utili i ramponi ad inizio stagione.