Bolzano
Monte Rudo
Il Monte Rudo è composto da più cime:
Teston di Rudo 2607 m. (Schwabenalpenkopf)
Monte Rudo-Ovest 2737 m. (Westlicher Rautkofel)
Monte Rudo di Mezzo 2608 m. (Mittlerer Rautkofel)
Monte Rudo-grande 2826 m. (Groβer Rautkofel)
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Monte Rudo Quota 2175
Introduzione
Quasi di fronte all’Hotel Tre Cime (Dreizinnenhotel) di Landro (Höhlenstein) si trova uno spiazzo erboso dove è possibile lasciare l’auto, oppure giungere dalla fermata del bus presso il Lago di Landro (Dϋrrensee). Il Monte Rudo (Rautkofel) è stato nella Prima Guerra mondiale un posto molto importante per le truppe austriache. Da questo monte era possibile controllare le attività belliche sul Monte Piana, dove erano attestate le truppe italiane. Il mattino del 24 maggio 1915, primo giorno di guerra, dal Monte Rudo venne sparato il primo colpo di cannone verso le postazioni italiane sul Monte Piana. Successivamente altri colpi di cannone colpirono Misurina e Forcella Lavaredo.
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Lago di Landro - Dürrensee
Immissario e emissario del lago è il Fiume Rienza. La profondità massima è di 3,5 metri. Si trova sulla stale 51 di Alemagna che da Cortina d'Ampezzo porta a Dobbiaco (Toblach).
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Sentiero dei Pionieri - Monte Piano - Sentiero dei Turisti
INTRODUZIONE
Il “Sentiero dei Pionieri” (Pionierweg), venne approntato come mulattiera, ancora prima della Grande Guerra, dalle truppe austriache. Il tracciato si arrampicava per le rocce settentrionali del Monte Piano fin quasi a raggiungerne la sommità. Baracche e ricoveri, oltre che una possente teleferica che saliva da Landro (Höhlenstein), completarono quella che sarebbe diventata la principale via d’accesso al Monte Piano. Il passo successivo fu dotare l’intero complesso di illuminazione elettrica. L’energia sarebbe servita altresì a far funzionare i compressori e le perforatici utilizzate per scavare caverne e ricoveri in roccia. Fu allora realizzata una linea elettrica ad alta tensione che proveniva da Valdaora (Olang) e passava per Dobbiaco (Toblach) utilizzando le rispettive centrali. Essa proseguiva fino a Landro (Höhlenstein) e al Monte Piano. Poco sotto la cupola sommitale, allo sbocco del sentiero, fu dunque scavata e attrezzata la grande (Caverna della Centrale Elettrica).
DESCRIZIONE
Da Landro (Höhlenstein), di fronte al Bar-Ristorante “Flora Alpina” (Alpenflora), inizia il sentiero n. 6 “Sentiero dei Pionieri” (Pionierweg) che, per rada boscaglia, conduce ad attraversare il greto sassoso del Fiume Rienza. Appena al di là, tracce del muro a secco della mulattiera di guerra indicano l’esatta direzione. La strada, ben conservata si inerpica con prodigiosi tornanti. Passaggi delicati e tratti esposti fino a raggiungere un piccolo cimitero di guerra. Accanto al piccolo cimitero vi era la cosidetta “Thè Haus” dove muli e soldati riposavano prima di arrivare all’inferno del fronte e la stazione intermedia della teleferica che saliva da fondovalle. Dalla “Thè Haus” il sentiero prosegue sfiorando resti di costruzioni e baracche fino ad attraversare sotto una bella e gialla parete strapiombante. Ben presto ci troveremo di fronte agli immani cumuli di rovine dell’accampamento dell’”Ala Destra”: qui sorgevano baracche, un posto di medicazione, cucine, magazzini. Vi si rintracciano i resti della stazione terminale della teleferica e dell’ex comando di Battaglione dei Kaiserjäger denominato “Comando del Settore di Guerra”. Appena sotto la singolare scala in cemento, a sinistra della quale sbocca una breve galleria, vi è la caverna che fungeva da centralina dell’alta tensione, riconoscibile dagli isolatori che sovrastano l’ingresso. Ancora poco ed ecco la Grande Croce di Dobbiaco che domina la cima del Monte Piano. Nei pressi, il cippo di confine datato 1753 e la prima linea austriaca quasi tutta costituita da possenti trinceramenti, profondamente scavati. Qui inizia il sentiero n.6/a “Sentiero dei Turisti” (Touristweg) . Il sentiero, in parte scavato nella roccia e con costruzioni in legno dove il terreno è franato. Lungo il fianco boscoso il sentiero si fa più ripido. Il bosco è più rado e si intravede il lago. Al termine della discesa, si gira a destra, il sentiero con ampio giro lungo la riva orientale del lago ci riporta al punto di partenza.
Thè Haus si trova a circa 1800 m., qui inizia la “Via” del Colonello Bilgeri al Monte Piano. Segnavia rosso dislivello 500 m. difficoltà EEA, sentiero attrezzato con forte esposizione.
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Croda Passaporto, i sentieri
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Torre di Toblin, M. Paterno
Gita aziendale con destinazione Rif. Locatelli partecipanti 21 tra soci parenti e aggregati.
Arriviamo in pullman a Sesto precisamente a Campo Fiscalino. Alle 11.46 ci incamminiamo lungo la strada quasi pianeggiante sino al bel Rifugio al Fondovalle , qui vi è un cartello che illustra la grossa frana staccatasi da Cima Una sommergendo di polvere la valle sono visibili ancora i segni sulla parete.
Ora seguiamo il sentiero 102 che risale la Valle di Sasso Vecchio proprio sotto Cima Una tra pini mughi e sul fondo una bella cascata.
Arrivati vicino alla cascata inizia a piovere ma giusto il tempo di farci togliere le mantelle che di li a poco smette allunghiamo il passo e alle 15.30 circa sono al rifugio con la moglie di li a poco arriveranno tutti.
Le cime sono ricoperte dalle nebbie che vanno e vengono.
Dopo essermi cambiato e depositato gli zaini nello stanzone (siamo in un camerone da 24 posti) si gironzola intorno al rifugio chiacchierando, ma verso le 17 sopra di noi si rasserena, decido allora di fare una scappata alla vicina e bella Torre di Toblim salendo dal la ferrata sulla parete nord e scendendo da quella sud, in meno di un ora sono già al rifugio pronto per l’ottima e abbondante cena.
Terminata la cena prendo informazioni sulla percorribilità della ferrata che porta al M. Paterno senza piccozza e ramponi visto che ne sono sprovvisto e che ci sono dei pezzi innevati.
Il rifugista mi indirizza dalla cordiale e disponibile guida che cura la manutenzione della ferrata e mi rassicura la ferrata e percorribile.
Avviso il capo gita che l’indomani ho intenzione di salire al M. Paterno anticipando la partenza la mattina e raggiungendoli poi sulla strada per il Rif. Auronzo. Terminata la cena prendo informazioni sulla percorribilità della ferrata che porta al M. Paterno senza piccozza e ramponi visto che ne sono sprovvisto e che ci sono dei pezzi innevati.
Il rifugista mi indirizza dalla cordiale e disponibile guida che cura la manutenzione della ferrata e mi rassicura la ferrata e percorribile.
Avviso il capo gita che l’indomani ho intenzione di salire al M. Paterno anticipando la partenza la mattina e raggiungendoli poi sulla strada per il Rif. Auronzo.
Mi alzo alle 6 in previsione della colazione prevista per 7 giornata stupenda e vista mozzafiato sulle 3 Cime di Lavaredo e dintorni .
Alle 7.18 parto con indosso l’imbrago e il Frontale in tasca 8indispensabile per le trincee in galleria
Bella e suggestiva la ferrata al M. Paterno poiché per una buona parte ripercorre le gallerie scavate dai militari della prima guerra mondiale peccato averla dovuta percorrere con un po’ di fretta per potermi ricongiungere al gruppo e non farli preoccupare.
Alle 9.30 sono di nuovo insieme al resto della comitiva sul sentiero 105 che gira intorno alle 3Cime di Lavaredo sotto le pareti nord portando prima alla Forcella col di Mezzo e poi al Rif. Auronzo, con la comoda strada a pagamento e le innumerevoli macchine.
Breve sosta per ricompattare il gruppo e poi discesa sul sentiero 101 sino al L. Antorno dove ci aspetta il pullman che ci riporterà a casa felici per la riuscita della gita in posti stupendi non per niente da poco dichiarati patrimonio dell’umanità
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Cavalli al pascolo al Rifugio Tre Scarperi
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Alta Via N. 1 delle Dolomiti, tappe nn. 1,2,3
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- Rifugio Sennes
Introduzione
Siamo giunti al Lago in autobus provenienti da Cortina d'Ampezzo, con cambio a Dobbiaco. a Cortina abbiamo lasciato l'auto per il ritorno. Sono circa le 11 e fa caldo. Perdiamo un pò di tempo per trovare il sentiero che si trova sulla destra del Lago.
Relazione
1° GIORNO Domenica 15 luglio
Il sentiero n. 1 inizia salire e diventa sempre più ripido. Il lago occhieggia sempre im mezzo ai baranci, quasi a ricordarci che la meta è lontana. Finalmente cessa la vegetazione, in uno scenario di enormi massi la porta Sora al Forn e più sotto il rifugio Biella.Un gruppo di giovani spagnoli ci supera. Li troveremo al rifugio. La Domenica parte il tour dell'Alta Via. Il rifugio è affollato. Le guide consigliano il menù e lo stile di vita per i giorni successivi.
Tempo impiegato ore 5, previsto 3,30. Dislivello salita 921 m., discesa 101 m.,6,7 km.
2° GIORNO Lunedì 16 luglio
Per la comoda stradina segnata con il n. 6 il sentiero scende dolcemente per 5 km. al Rifugio Sennes (ore 1,15). Nel vasto Pian della Lasta una famiglia di maialini ci accoglie, e per un pò ci segue.In fondo al Pian il sentiero (sempre n. 7) lascia a sinistra per il Rifugio Fodara Vedla. Infine imbocca lo stretto canalone che divalla rapidamente, gli ultimi tornanti in cemento sono sdrucciolevoli per il ghiaino che si deposita, giunge al Rifugio Pederù (ore 1,30 dal Rifugio Sennes).Ci fermiamo per uno spuntino, fa caldo davanti a noi la scorciatoia del sentiero n.7 che porta al piano dove si trovano il Rifugio Lavarella e Fanes. Molte persone salgono, è ripido e decidiamo di di chiamare la jeep del Rifugio Lavarella dove pernottiamo.
Tempo impiegato ore 2,45, previsto 2,30. Dislivello salita 70 m., discesa 846, 7,6 km.
3° GIORNO Martedì 17 luglio
Abbiamo deciso di spezzare la terza tappa nella programmazione della gita. Attraversiamo il piano, percorso da numerosi rivoli di acqua, che ci separa dal Rifugio Fanes (ore 0,20). Si prende la stradina segnata con il n. 10/11 che, superati in salita tre stretti tornanti, si immette sul pianoro lunare che conduce al Passo di Limo e al Lago di Limo. Prima del lago a sinistra il sentiero n. 10 porta in Val di Fanes e a Cortina d'Ampezzo. Si continua a destra con il segnavia n. 11 a Malga Fanes Grande (ore 0,55 dal Rifugio Fanes). Superata la malga ci troviamo sul Gran Pian dove ci sono cavalli al pascolo. Finisce la stradina bianca e inizia il sentiero 20b che sale deciso alla Forcella del Lago 2486 m.(ore 2,1o da Malga Fanes)fra la Torre del Lago e la Cima Scotoni. La forcella e affollata, non c'è un sasso per sedersi, poi fa freddo, un vento gelido. Inizia la discesa con stretti tornanti (costruiti e rafforzati con tronchi di alberi dal servizio sentieri della provincia di Bolzano). Siamo al Lago Lagazuoi 2182 m. (ore 0,50 da Forcella del Lago). Le guide dei sentieri indicavano la discesa come un ripido ghiaione franoso. Dopo il lago giriamo a destra per scendere al Rifugio Scotoni. Il sentiero scende per ripidissini scalini in legno con a destra il monte e a sinistra il ruscello che precipita fragoroso fino al piano dove si trova il Rifugio Scotoni (0,30 dal lago).
Tempo effettivo ore 4,30, previsto 3,20. Dislivello in salita 584 m., in discesa 643 m., 10,2 km.
4° GIORNO Mercoledì 18 luglio
Dal Rifugio Scotoni ripercorriamo in salita il sentiero fino al Lago Lagazuoi (ore 0,40 dal Rifugio Scotoni). Il sentiero n. 20 percorre la suggestiva Monte de Lagazuoi, con il Gruppo di Fanis a sinistra a numerosi residui bellici, fino a Forcella Lagazuoi 2573 m. Da questa si sale al Rifugio Lagazuoi 2752 m. (ore 2,30 dal Lago Lagazuoi).
Pernottiamo al rifugio per vedere la storica alba a 360°. Sono le 5 del mattino. Albeggia ma la foschia impedisce la visibilità. Scendiamo in funivia al Passo Falzarego, e in bus a Cortina d'Ampezzo.
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