Escursionismo
Col de la Crosatie
Introduzione
Interessante salita lungo il percorso dell'Alta Via 2. L'arrivo al colle permette di gustarsi un panorama privilegiato sulla catena del Monte Bianco.
Col de la Crosatie
Dal paese di Planaval si segue la strada asfaltata fino ad un cartello stradale con riportato l'indicazione per l'inizio del sentiero (indicavia 2 entro triangolo giallo, segnavia dell’alta via numero 2). Si inizia a salire, a pendenza moderata, fino a giungere in corrispondenza, dopo circa 40 minuti di cammino, ad una presa d’acqua. Si guadagna ancora quota con una serie di risvolti quando il sentiero perde pendenza e si inizia ad attraversare un’area pianeggiante. Si guadagna ancora un po’ di quota fino a giungere in una seconda area pianeggiante, dove si transita in corispondenza di un’ometto di pietre con cartelli indicatori (colle di Planaval, Lac du Fond, col de la Crosatie), seguendo le indicazioni per le ultime due mete, in una ventina di minuti si giunge al lac du Fond, lo si costeggia sulla destra e si inizia a salire sul sentiero, che in circa 1 ora di cammino porta al colle della Crosatie (2826 metri)
Cerviso
Introduzione
Gita di tipo "filologico" alla ricerca di antichi alpeggi e di sentieri dimenticati. Cevo (frazione di Civo, ma pienamente in Val Masino) si trova alla base di un vallone ormai percorso turisticamente solo per la presenza di alcuni laghetti nell'anfiteatro terminale; ben pochi si accorgono della presenza di vallette laterali e terrazzi sospesi ospitanti ruderi di baite, residua testimonianza di una vita d'alpeggio ben diversa da quella odierna. Cerviso, che vanta ancora un paio di baite abitate nella stagione della caccia agli ungulati e della raccolta dei funghi, è da considerarsi punto di partenza per la ricerca di tracce scomparse fra i monti occidentali della Val Masino.
Lac Vert
Introduzione
La salita a questo solitario lago di origine glaciale, che nonostante la vicinanza al rifugio Bezzi è un luogo non molto frequentato, è caratterizzata, oltre il rifugio, dall’itinerario molto diretto che si sviluppa sul filo di due morene con pendenze che vanno sempre più accentuandosi sino all’ultimo breve tratto che è molto ripido. Durante l’avvicinamento, oltre il panorama che si allarga sempre più sull’alta valle, si passa a poca distanza sulla destra della lunga lingua terminale del ghiacciaio di Plattes des Chamois che termina sulle morene sottostanti.
Descrizione
Dal parcheggio si raggiungono le paline degli itinerari escursionistici e si inizia a salire sulla sterrata incontrando quasi subito un bivio (1865 m) dove, ignorando la diramazione della strada a sinistra, si continua verso il vallone centrale. Camminando in leggera salita si arriva al vecchio alpeggio di Tsalé (1938 m) che si lascia a sinistra e si continua su percorso quasi rettilineo sino ad incontrare un bivio (2026 m) dove a destra scende una stradina e davanti a noi inizia un sentiero; imboccato quest’ultimo si prosegue a mezzacosta poco sopra il torrente passando sotto gli scoscesi versanti della montagna arrivando in vista di un traliccio della teleferica. Raggiuntolo ci si trova ormai a poche decine di metri dal rifugio Bezzi (2286 m) che si vede solo all’ultimo momento e si raggiunge in pochi minuti. Dal rifugio si raggiungono le paline che si trovano poco oltre e, seguendo le indicazioni dell’itinerario, ci si indirizza leggermente sulla destra per scendere verso il torrente che si supera su di un ponticello di legno; superatolo si segue il sentiero che, dopo aver attraversato un ruscello, giunge ad un bivio ben segnalato da bolli gialli (2294 m) al quale si devia a sinistra e, dopo aver lasciato sulla destra una traccia che si stacca a quota 2338 m, con qualche tornante si dirige verso una prima lunga morena erbosa. La si risale sul filo e quando la pendenza diminuisce si devia leggermente a destra e si prende il filo di una seconda morena più ripida della precedente ed anche un po’ più aerea; arrivati quasi al suo termine si deve risalire un ultimo tratto molto ripido su zolle erbose che arriva sul bordo alto del bacino di contenimento del lago che si raggiunge con una breve e facile discesa verso destra.
Col du Lac Noir
Introduzione
Lunga escursione che, una volta superato il rifugio Bezzi, si sviluppa in ambienti solitari e poco frequentati attraversando i ripidi pendii erbosi dell’alta Valgrisenche ed inoltrandosi in un pietroso vallone morenico che termina al panoramico Col di Lac Noir. Le difficoltà della salita si trovano nella parte alta dell’itinerario sul lungo traverso dopo il rifugio dove si trova qualche breve passaggio un po’ esposto e nel vallone che conduce al colle dove terminano i bolli gialli e si seguono gli ometti di pietra ed una molto esile traccia; per il resto il percorso è ben segnalato e, vista la solitudine dei luoghi è anche possibile fare avvistamenti di fauna alpina.
Descrizione
Dal parcheggio si raggiungono le paline degli itinerari escursionistici e si inizia a salire sulla sterrata incontrando quasi subito un bivio (1865 m) dove, ignorando la diramazione della strada a sinistra, si continua verso il vallone centrale. Camminando in leggera salita si arriva al vecchio alpeggio di Tsalé (1938 m) che si lascia a sinistra e si continua su percorso quasi rettilineo sino ad incontrare un bivio (2026 m) dove a destra scende una stradina e davanti a noi inizia un sentiero; imboccato quest’ultimo si prosegue a mezzacosta poco sopra il torrente passando sotto gli scoscesi versanti della montagna arrivando in vista di un traliccio della teleferica. Raggiuntolo ci si trova ormai a poche decine di metri dal rifugio Bezzi (2286 m) che si vede solo all’ultimo momento e si raggiunge in pochi minuti. Dal rifugio si raggiungono le paline che si trovano poco oltre e, seguendo le indicazioni dell’itinerario, ci si indirizza leggermente sulla destra per scendere verso il torrente che si supera su di un ponticello di legno; superatolo si segue il sentiero che, dopo aver attraversato un ruscello, giunge ad un bivio ben segnalato da bolli gialli (2294 m) dove si tralascia quello di sinistra e si prosegue sulla destra alzandosi leggermente sul sentiero che prosegue nell’erba e supera un altro bivio con una traccia (2304 m) che scende a destra. Dopo qualche comodo tornante si inizia una lunga salita a mezzacosta che supera un rudere (2370 m) e, seguendo i costoni e gli impluvi della montagna, si alza leggermente con qualche traverso un po’ esposto; dopo aver superato un torrente, che potrebbe creare qualche difficoltà in caso di grande portata d’acqua, l’esposizione sui ripidi pendii diminuisce e si piega gradatamente sulla sinistra entrando in un lungo e solitario vallone. Si prosegue in piano sulla pietraia seguendo il torrente che poco più avanti si attraversa e, risaliti con qualche svolta, si giunge ad un bivio (2630 m) segnalato da un sasso con un bollo giallo; dopo un breve tratto pianeggiante si inizia a salire con qualche tornante e si entra in un secondo vallone dove la traccia diventa labile e si è aiutati dagli ometti di pietre e da qualche bollo giallo che terminano ad una quota di 2725 m con gli ultimi ben visibili su un grosso masso. D’ora in poi si devono seguire i ben visibili ometti di pietre che ci indirizzano, con la traccia che è visibile solo a tratti, verso il centro del vallone su un percorso che prevalentemente si sviluppa tra molte zone pietrose e punta ad una bassa morena; risalitala si giunge così all’ampia insellatura del Col du Lac Noir dove anche in stagione avanzata si possono trovare residui nevai.
Eita (Valgrosina)
Greina da amare, giorno 1
Introduzione
Lago di Arcoglio
Introduzione
Escursione inedita (benchè segnalata) su sentieri in parte abbandonati e in parte nemmeno cartografati. Un tratto di percorso è cancellato da una frana attiva e pericolosa: in loco è indicata una variante, peraltro irreperibile nella vegetazione.
Nota sulla difficoltà: E per il percorso globale, EE per l'orientamento e l'attraversamento della frana.
Il dislivello apparente è modesto, ma bisogna tenere conto di vari saliscendi e della notevole estensione di spostamento nei lunghi tratti semipiani. Grande varietà di ambienti attraversati: umidi ed erbosi a nord, aridi e rocciosi a sud, ampie praterie a pascolo con alpeggio attivo, zona umida nei pressi del laghetto meta della gita. L'ultimo tratto dell'escursione si innesta all'Alpe Arcoglio sulla prima tappa dell'Alta Via della Valmalenco. Naturalmente amplissimo il panorama sui completi gruppi del Bernina e dello Scalino.
Maderhorn
Introduzione
Il Maderhorn è una vetta che si trova sulla parte terminale della cresta sud ovest che scende dalla Punta Terrarossa e la sua salita si può abbinare anche al passaggio dal rifugio Monte Leone allungandone di poco l’itinerario. Il suo raggiungimento non comporta alcuna difficoltà e consente di avere ad ovest un panorama di prim’ordine sui 4000 di Saas Fee e a nord sulla zona dell’Oberland mentre, più da vicino, si vede la piramide della Punta Terrarossa, il ghiacciaio di Chaltwasser che culmina con la vetta del Monte Leone e l’Hobschhorn che domina la zona dell’ospizio.
