Aree protette
Maisoncles
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Lago Money da Gimillan (AO)
Ultima escursione nella zona di Cogne prima di tornare a casa.
Prendiamo il bus che da Cogne ci conduce a Gimillan, frazione di Cogne, posta duecento metri più in alto e sull'altro versante della valle Da qui un sentiero agevole conduce a scollinare nella valle che risaliremo. I primi chilometri sono sostanzialmente pianeggianti, fino a Tchezeu (probabilmente si pronuncia come "Chez eux"), poi, dopo il ponte, il sentiero sale a Grauson inferiore con due salti importanti per risalire le gole formate dal fiume.
Un po' preoccupati, il libro dei laghi consultato ieri sera diceva che il sentiero per il lago è difficile da trovare, traccia leggera appena appena accennata. Edizione 2003... Arriviamo a Crouzet, e un bel cartello giallo ci indica il sentiero 8C per il lago. Un T2 standard, ben preparato. Guardando di lato mi sembra di intravvedere la traccia del vecchio sentiero.
La macchina fotografica (la batteria) mi ha abbandonato poco dopo Tchezeu, scatto qualche foto con il cellulare.
Arriviamo al lago Money, piccolo, raccolto in una conca delimitato da un'alta parete del Mont Creyaz, intimo, poca gente attorno. Finalmente posso estrarre le bandierine tibetane che mi porto nel sacco da una settimana. Danila e Rita mi danno una mano a posarle, poi attimo di raccoglimento per Floriano e tutti i nostri cari (i tuoi, i miei).
Rientro agevole lungo lo stesso percorso, oggi il sole picchia. In prossimità di Tchezeu, lungo una ripida parete, due rapaci ambrati che volteggiano nelle termiche con veloci tuffi e risalite senza batter d'ala. Volo elegante e splendido, forse delle aquile.
A Gimillan premio partita con birretta e gelato attendendo il bus per il rientro.
Descrizione completa dell'escursione con mappa, foto (poche) e testo.
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Cascate di Lillaz e alpe Bardoney da Cogne (AO)
Quarta escursione vacanzifera. Le signore hanno deciso la sera prima: si sale all'alpe Bardoney, passando dalle cascate di Lillaz.
Ci avviamo di buon'ora, cielo quasi sereno, e prendiamo in direzione degli impianti di risalita di Cogne, poi su fino allo spiazzo come ieri, per proseguire questa volta verso sinistra, seguendo l'indicazione "Sylvenoire". Ci ritroviamo su di un sentiero splendido che passa piccole radure allungate, una dopo l'altra, per rientrare poi nel bosco, quasi fino a Lillaz.
Passata Lillaz imbocchiamo il sentiero che porta alle cascate, e iniziamo la scalata seguendo a caso una delle tante vie tracciate. Tanta gente che sale e che scende, fino alla testa della cascata. Qui la maggior parte delle persone fa l'anello, mentre noi continuiamo fino ad un casotto sul pianoro, per imboccare poi il sentiero che sale la seconda cascata sulla dx orografica fino a Q1820 circa.
Passato il poggio, si apre il paradiso: una vallata splendida, completamente alberata, intima, che più avanti si apre in prati deliziosi per condurci fino a Goilles. Poco oltre troviamo il ponte che permette di passare il fiume, ed iniziare la salita verso l'alpe.
Anche quii il sentiero è semplicemente splendido, costeggia grandi prati (penso una volta caricati), per rituffarsi nel bosco.
Verso le 13:00 sosta pranzo, le signore per motivi vari decidono di rientratre direttamente, ma mi danno il via libera per salire da solo. Parto alle 13:300, e poco dopo il sentiero spiana verso Q2100 in un bellissimo paesaggio alpestre, per condurmi a piccoli gradoni fino al bivio Bardoney - Lac Loie.
Visito Bardoney, mezza idea di continuare fino al lago e scendere da li, poi la memoria della pendenza di discesa da quella parte prevale, e decido per il rientro dalla via di salita. Alle 14:30 parto dal bivio, e volo il sentiero. In un'oretta sono al ponte, poi overdrive nella valle, e discesa finale su Lillaz, dove arrivo alle 16:00.
Pier, Danila e Rita mi stanno attendendo per la merendina, complice il caldo mi slappo un ben gelato!
Alle 16:45 prendiamo la via del rientro ripassando per Sylvenoire, molto più bella che lungo la forestale che costeggia il fiume e che avevamo fatto martedi.
Gita splendida, di quelle da rifare assolutamente, magari completando l'anello al lago.
Descrizione completa dell'escursione con mappa, foto e testo.
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Tour du Ruan
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Montseuc e sentiero naturalistico da Cogne (AO)
Escursione tranqulla causa meteo instabile...
Partiamo da Cogne e saliamo lungo le piste di sci fino a Belvedere: da non ripetere, pendenza da pista rosso-nera, fondo ghiaioso scivoloso, tanta fatica senza grandi soddisfazioni, tenuto conto che ci sarebbe la cabinovia che porta allo stesso punto...
Da Belvedere, lungo la cresta che separa la Valnontey dalla valle di Cogne seguiamo il sentiero naturalistico fino alla cima del Montseuc, dove ci fermiamo per il pic-nic. Cartelli didascalici ottimi, ultimo tratto fuori bosco.
Dalla cima continuiamo in direzione Lillaz fino alla stazione di monte dello scilift, oltre la quale si trova una conca glaciale nella quale è possibile vedere gli effetti dei movimenti delle morene e l'apporto di materiale franato.
Da qui in breve rientriamo a Belvedere, e scendiamo a Cogne con la cabinovia.
Descrizione completa dell'escursione con mappa, foto e testo.
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Alp de Loie e Lac de Loie da Cogne
Seconda bella escursione nella zona di Cogne.
Stavolta partiamo alle 9:10, e prendiamoo la forestale che unisce Cogne a Lillaz, passando per Champlong. A Lillaz continuiamo lungo il percorso attrezzato in direzione delle cascate, e a circa 2/3 troviamo il cartello che indica la salita verso il laghetto de Loie. Il sentiero si fa subito molto erto, zig-zagando lungo un crinale che separa due vallette. Prima parte nel bosco, poi all'aperto, e nell'ultimo tratto nuovamente nel bosco.
Arrivati all'Alp de Loie giriamo a sinistra, passiamo una piccola ganna, e ricominciamo la salita verso la canalina orizzontale che dà accesso alla conca del laghetto, dover arrivo alle 13:00.
Laghetto splendido, di un verde simile a quello dello Sfille. Pausa pic-nic, po decidiamo di continuare verso Mont Bardoney e scendere dalla valle dietro le cascate (la pendenza è più umana), ma arrivati alla bocchetta che dà sulla zona di Bardoney notiamo che il cielo ormai si è volto allo scuro, è attesa una perturbazione nel pomeriggio. Dato che il percorso è più lungo da questa parte, ci sono buone probabilità che ci troveremo in mezzo ad un termporale... Marcia indietro, rientriamo dalla via di salita.
Alle 14:20 siamo nuovamente all'alpe, regolazione degli scarponi e giù per il pendio, ad una velocità per me quasi inumana. Arriviamo al sentiero delle cascate in 1 ora e 10 minuti, temo per i miei quadricipiti.
A Lillaz sosta caffé / birra / gelato, poi chiedo il permesso di fare il rientro a Cogne da solo, e ricevutolo, parto con la mia falcata, e alle 16:45 sono all'labergo.
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Rifugio Vittorio Sella da Cogne
Settimana di vacanza con cinque belle escursioni nella zona di Cogne, di cui questa è la prima.
Partiamo da Cogne lungo la forestale che porta a Valnontey, da dove inizia la salita vera e propria, divista in tre fasi: la prima fino al ponte sulla testa della cascata che scende dal pianoro del rifugio Vittorio Sella, poi lungo un costone fino ad un secondo ponte che riporta sulla sx orografica, e la terza parte dopo il ponte fino al rifugio.
Saliamo nel bosco del primo tratto, con il sentiero che zig-zagga lungo un cono di detriti, i tratti tra un tornante e l'altro sempre più brevi, per raggiungere il primo ponte. Da qui si esce dal bosco, per salire decisi su sentiero sasso-terroso. Il sentiero originario restava sulla sx, ma è franato e non è più stato sistemato.
Dal secondo ponte il sentiero ridiventa un po' più agevole, passando un alpe ancora caricato, per spianare poi verso il "Casotto del Lausson" e portare infine al rifugio. Lo stesso è stato fatto costruire originariamente da Vittorio Emanuele II, che saliva quassu per la caccia allo stambecco. Attualmente è di proprietà del CAI di Biella, e dedicato a Vittorio Sella, pioniere della documentazione di montagna.
Pranzo in rifugio, poi decidiamo per la discesa (avremmo voluto continuare fino al passo che dà la vista sulla valle di Valsavaranche a Q3200, ma la meteo instabile ce lo ha sconsigliato).
Discesa senza storia fino a Valnontey, e rientro a Cogne.
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Val Carassina e capanne Adula (CAS e UTOE)
Prima uscita di un certo rilievo dopo un blocco della schiena che mi ha tenuto fermo per più di due settimane. Così mi sono perso la Tamaro-Lema con degli amici di Inalto arrivati dalla valle d'Aosta 
L'idea iniziale era di arrivare fino al laghetto Cadabi, ma la pigrizia ha fatto si che partissimo troppo tardi...
Alle 9:40 Danila, Laura, Pier, Rita ed io iniziamo l'escursione dai Prati di Campietto, appena dopo la galleria che dà accesso alla val Carassina. Passiamo la diga, poi la valle si apre davanti a noi: splendida, con i suoi larici, deve essere un incanto anche in autunno, quando gli stessi sono tutti gialli. Certo che per chi la percorre unicamente per arrivare alla capanna Adula UTOE e ascendere l'Adula, con il peso dei ramponi, corde, ecc. deve essere piuttosto noiosa.
Arrivati al bivio per capanna CAS Laura decide di fare la pigrona e fermarsi qui con il suo libro: la recupereremo al ritorno. Noi iniziamo la salita alla capanna UTOE lungo il sentiero che costeggia la cascata.
Alle 12:45 arrivo anch'io alla capanna (buon ultimo), pic-nic sulla bella terrazza con splendida vista su buona parte delle montagne ticinesi del Sopraceneri, dal Forno al Basodino, dal Campo Tencia alla Corona di Redorta. Non ostante sia tardi, decidiamo di provare ugualmente di arrivare al Cadabi.
Alle 13:40 siamo al bivio per l'Adula / Passo del Laghetto. Facciamo un po' di calcoli, arriveremmo indietro verso le 19:00 passate... Decidiamo di lasciar stare, ed iniziamo la discesa. Mi gusto però l'Adula, mai visto da così vicino. La volta in cui eravamo saliti dalla Quarnei c'era nebbiolina, la cima non si vedeva.
Alle 15:00 raggiungiamo Laura alla capanna CAS, merenda e chiacchere. Alle 15:45 ci rimettiamo in moto, e arrivati all'oratorio sul poggio che divide la Carassina dalla terrazza su cui si trova la capanna chiedo il permesso di innestare le mie marce, appuntamento allo spaccio di formaggio vicino alla diga.
Parto con il mio passo da pianura, e alle 16:55 sono allo spaccio: mi sono mangiato la Carassina in 55 minuti
Acquisto un po' di formaggio, e attendo. Finalmente alle 17:25 arrivano anche i miei compagni, e proseguiamo fino ai Prati di Campetto per rientrare a casa.
Vale la pena di salire alla capanna UTOE anche solo per il paesaggio del quale si gode da lassù, veramente uno splendore.
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Il giro del monte San Giorgio
No, non ci siamo saliti, al San Giorgio
L'idea è quella di farne il periplo per verificare a che punto è la primavera...
Partiamo da Riva San Vitale dopo aver visitato il battistero (il più antico manufatto paleocristiano della Svizzera, datato del VI secolo), e prendiamo in direzione di Brusino per circa 1.5 chilometri. All'altezza di un'ampia curva a destra, troviamo finalmente la forestale che sale lungo le pendici del San Giorgio.
Dopo poche centinaia di metri un cartello giallo indica l'inizio del sentiero nel bosco. Questo percorre tutto il contorno del San Giorgio in senso antiorario. In alcuni tratti esposto e franato, pieno di foglia, ma veramente splendido per chi come me ama profondamente i boschi. Visibilità poca, tra vegetazione e foschia. Segni di primavera incombente: uccellini che cantano e fiorellini di tutti i tipi lungo i bordi del sentiero.
In due orette arriviamo all'alpe di Brusino, grotto chiuso ma tavoli a disposizione. Attorno quiete e silenzio, non abbiamo incontrato nessuno. Pausa pranzo, poi ripartiamo lungo la forestale in direzione di Serpiano, riprendeno il sentiero poco dopo staccandoci dalla carrozzabile. Non appena il sentiero gira verso Sud, la primavera si mostra in tutta la sua magnificenza. I bordi del sentiero e il terreno sotto gli alberi sono pieni di fiorellini, dalle ranuncolacee alle primule, e riesco a fotografare anche le prime due farfalle dell'anno.
In breve arriviamo a Crocifisso, poi proseguiamo verso Meride, dove facciamo pausa caffé. Da qui in un'oretta scendiamo verso Riva San Vitale per chiudere l'anello.
Descrizione completa dell'escursione con mappa, foto e testo.
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Le isole du Frioul
Introduzione
Con pochi minuti di navigazione dal Vieux-Port di Marsiglia si raggiungono le isole del mini arcipelago del Frioul (If, Pomègues e Ratonneau, le ultime due unite da una diga artificiale).
Hanno un passato di porto di quarantena e/o lazzaretto per infetti, poi terreno militare (ancora oggi ci sono spazi "chiusi" per questa ragione) ed infine riserva naturale.
Il consiglio è ovviamente quello di andarci in periodi non troppo turistici (giugno e settembre) quando si può ancora approfittare del sole e del mare senza essere in compagnia di orde di turisti.
Gli esperti di botanica e di fauna marina, invece, sanno da soli quale è il periodo di maggiore interesse per loro...
Si arriva al porto costituito in buona parte dalla diga artificiale e si sbarca sull'isola di Ratonneau, caratterizzata da un insieme di case dallo stile piuttosto discutibile.
Si percorre tutto il passeggio e si raggiunge la diga che ci porta a Pomègues.
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