Nelle giornate primaverili la salita conviene effettuarla partendo al mattino un po' presto perchè, vista l'esposizione del pendio finale (sud-est) e della discesa (sud-ovest) la neve si trasforma in fretta; durante la salita è meglio risalire i tratti ripidi sino al colle con la neve ancora dura mentre sulla dorsale dal colle in poi sono presenti accumuli di neve farinosa dove in certi punti si sprofonda molto. Come detto nella relazione non è sicuro salire ripercorrendo la traccia del sentiero estivo perchè i pendii da attreversare sono molto esposti anche se meno ripidi; al limite si può scegliere di seguire la traccia scialpinistica che non passa dal colle Lazoney ma risale sulla destra con pendenze meno accentuate e penso che con traccia da battere con neve fresca o farinosa quest'ultimo sia il tracciato più opportuno.
Il tracciato era battuto da un paio di scialpinisti sino a Jatzit ma oltre, e cioè sino al colle Lazoney e sulla dorsale, battuto traccia sino al colletto prima del pendio finale.
Mi spiace per Stefi che non stava bene e mi accompagnato sino a Jatzit e poi mi ha aspettato al panoramico alpeggio di Schtovela, il quale merita comunque una deviazione di pochi minuti durante la discesa.
Per salire alla Punta di Lazoney si percorre un ampio e solitario vallone che si apre sempre più a mano a mano che ci si alza di quota ed alla cui testata, oltre alla nostra cima, si trovano da destra la Punta Tre Vescovi ed i Gemelli. L’itinerario qui descritto passa dal colle di Lazoney consentendo un panoramico avvicinamento alla cima camminando sullo spartiacque col piemontese vallone di Loo. La salita al colle è, soprattutto da Jatzit in poi e quindi gli ultimi 300 metri di dislivello, molto ripida e diretta in modo da evitare gli esposti pendii valanghivi sulla sinistra dove passa il sentiero estivo; anche il canale nel bosco è ripido e può provocare qualche problema durante la sua discesa nelle ore pomeridiane dove, vista la quota, la neve diventa bagnata e perde di consistenza. La traccia scialpinistica passa normalmente a destra dell’alpeggio di Boudou e raggiunge con ampie svolte il colletto a 2461 m all’inizio della cresta ma, per valorizzare la gita con gli ampi panorami che si vedono sulla dorsale dal colle Lazoney alla vetta, conviene riservare questo itinerario per la discesa. Per finire la presentazione si arriva a parlare dei panorami che, se la giornata è tersa, sono semplicemente spaziali arrivando dal lontano Monviso al Bianco, Jorasses, Grand Combin, Cervino, Rosa e tutto l’impressionante tappeto di vette sia dal lato piemontese che valdostano: una vera scorpacciata.