martedì, 14 febbraio 2012
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Alta Via Carnica

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sottotitolo: 
Karnischer Höhenweg
Autore
Autore: 
Giovanni Consigli
Scheda
Segnavia: 

4, 4A, 403, 146, 131

Foto: 
Oltre la Sillianerhutte
Tipologia Percorso: 
Traversata
Difficoltà: 
EE
Periodo Consigliato: 
giugno, luglio, agosto, settembre, ottobre
Tempo Complessivo: 
7h30'
Tempo di Salita: 
5h00'
Tempo di Discesa: 
2h30'
Quota di partenza: 
2000 m
Quota di Arrivo: 
1631 m
Dislivello: 
670 m
Quota Massima: 
2666 m
Tratti Esposti: 
ultimo tratto compresa la Montagna del Ferro
Acqua: 
Solo di fusione
Accesso: 

Da Bressanone, raggiungibile con l'autostrada A22 in direzione del Brennero, percorrere tutta la strada statale di Val Pusteria (SS49, km 64) e in località San Candido (Innichen) prendere la SS52 (Carnica) e raggiungere Sesto in Pusteria (Sexten) a 1302m. Al termine di questo paese, in località San Vito (St. Veit) si trova la stazione di Partenza della funivia di Monte Elmo. La stazione superiore può essere raggiunta anche a piedi seguendo una strada prima asfaltata e poi carreggiabile che si stacca dalla statale poco prima di entrare a Sesto. Numerose accorciatoie sono segnalate con il segnavia [4C].

Introduzione

Questa escursione ha un notevole sviluppo in lunghezza (quasi 15 Km fino al Passo Silvella) e si svolge sempre a cavallo del confine italo-austriaco. Attraversa l'estremo lembo delle Dolomiti di Sesto e percorre il primo tratto delle Alpi Carniche. E' un percorso assai accattivante e mai monotono, da effettuarsi con cautela in presenza di neve e ghiaccio. E' comunque possibile interrompere in vari punti questa traversata in cresta seguendo sentieri segnalati o, come nel caso della presente relazione, divallando dalla sella che precede la Montagna del Ferro lungo ripidi pendii privi di sentiero ma non difficili fino a raggiungere la strada che riconduce all'Alpe di Nemes.

Descrizione

Dalla stazione a monte della telecabina di Monte Elmo si prende una larga e comoda strada che dirige verso sud-est quasi pianeggiante e aggira alcuni speroni prativi fino a raggiungere il Rifugio Gallo Cedrone - Hahnspielhütte (2150m). Proseguendo per una ventina di minuti si arriva a un bivio segnalato ove si stacca, a sinistra, la traccia segnata con il [4A] che rimonta ripidamente la larga groppa tondeggiante di Monte Elmo (Helm) fino alla cima (2434m) ove è posta una casermetta della Guardia di Finanza ormai abbandonata e in rovina. Sul versante opposto si scende comodamente seguendo la larga e facile cresta sboccando quindi nuovamente sul sentiero [4]. Il percorso continua poco discosto dalla cresta sempre in vista, al di là della Valle di Sesto, delle belle cime delle Dolomiti tra cui spiccano la Punta dei Tre Scarperi (Dreischusterspitze), la Croda Rossa (Sextener Rotwand), Cima Undici (Elfer) e, in lontananza, Monte Popera (Hochbrunner Schneid). Un ulteriore ripido pendio a tornanti porta in breve alla bella e accogliente Sillianerhütte (2447m). Fino a qui circa 1h30'. Da questo rifugio, sito in territorio austriaco, si prosegue con il segnavia [403]. E' possibile scavalcare (seguendo la facile cresta) o aggirare la cima Tovo Alto - Hochgruben (2537 m) e riprendere il percorso verso sud-est sulla traccia che ritorna a ridursi a sentiero quando giunge al cospetto del Monte Arnese - Hornischegg (2550m). Anche questa modesta elevazione viene agevolmente scavalcata appoggiando sul versante italiano con una ripida salita e qualche passaggio esposto in vista della cima, senza comunque, alcuna difficoltà. Discesi nuovamente sul versante austriaco per mezzo di una larga e comoda cresta ci si inoltra in valloni pietrosi punteggiati da piccoli laghetti e si volge a sud-est al cospetto della Cima di Pontegrotta - Hollbruckerspitze (2581m) che è possibile aggirare su entrambi i versanti (preferibile quello austriaco) o salire direttamente senza difficoltà. Ridiscesi sempre sul versante austriaco e continuando sul filo di cresta punteggiato da nevai, si giunge a un bel laghetto a quota 2420m circa all'altezza della Sella di Nemes (Hochgrantenjoch) presso il quale si trova il Kriegerfriedhof, minuscolo cimitero di guerra austriaco a ricordo dei combattimenti del primo conflitto mondiale. In effetti, più oltre si trovano anche cospicui resti delle battaglie svoltesi quassù tra il 1916 e il 1917. Circa 3 ore fino a qui. In questo punto è assai agevole interrompere la alta via volgendo a destra per il sentiero [14] che scende tra pietraie attraversando la cosiddetta "Pulla" fino alla Malga di Nemes. La Via Carnica, invece, prosegue verso sinistra e offre qui il suo tratto più impegnativo. Dal laghetto, dopo avere attraversato pietraie e magri pascoli si risale volgendo bruscamente a nord-est e si superano alcuni passaggi esposti e complicati, soprattutto in presenza di neve. La traccia, rimanendo sul versante austriaco, si inoltra tra rocce rotte con qualche avanzo di opere di guerra e risale ripidamente a una selletta presso la vetta tondeggiante de "La Muta" - Demut spitze (2617m) che si raggiunge comodamente sul sentiero ritornato largo e comodo. Anche la discesa sul versante opposto è priva di difficoltà e conduce a una sella dove si osservano nuovamente residuati di opere belliche.
Un largo giro effettuato prima verso sud e poi di nuovo ad est, costantemente tenendosi sul versante austriaco, consente di salire alla Cima di Valbella - Schontalhohe (2634 m). I due versanti, soprattutto quello che volge verso l'Italia, si fanno ripidi. In corrispondenza di una piccola spalla della cima appena discesa (2570 m), ormai al cospetto dell'ultima difficoltà, la Montagna del Ferro - Eisenreich, il percorso si fa di nuovo difficile e assai insidioso se presenti neve e ghiaccio. Si deve attraversare nuovamente appoggiando verso l'Austria, ma in questa escursione, si è preferito rinunciare alla salita di questa cima per le cattive condizioni del terreno e puntare a valle direttamente lungo coste erbose poi fittamente punteggiate di cespugli di rododendri. In circa un'ora si arriva così alla base della Montagna del Ferro senza itinerario obbligato ma assai intuitivo avendo come costante riferimento la sottostante Vallorera percorsa da una comoda strada carreggiabile.
Si va così a sboccare sul sentiero [146] che discende dal passo Silvella a quota 2200m circa e si perde ulteriormente quota con diversi tornanti fino a raggiungere la strada che subito attraversa il torrente su un ponticello. Il percorso successivo è assai panoramico e ampio nonché comodo e riposante lungo la strada. In circa 45 minuti si arriva ai bellissimi dossi prativi alternati a boschetti ove è situato il Rifugio Malga di Nemes (1877m). Da qui, proseguendo sulla strada carreggiabile segnata con il [131], in circa un'ora di cammino attraversando prima l'interessante biotopo posto presso il minuscolo Lago Nero, costituito da una zona umida a torbiera, poi nel bosco ripido, si va finalmente a sboccare sulla SS52 Carnica proprio all'altezza del Passo Monte Croce di Comelico (1631m).

Autore

Bibliografia

  • Giovanni Cenacchi, Dolomiti di Sesto e di Braies e dintorni. Il grande libro delle escursioni a piedi e in mountain bike in Alta Pusteria, Zanichelli editore, 1998

Cartografia

Galleria fotografica

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