Corna Mara
Introduzione
Classicissima ascensione di stampo panoramico, tradizionalmente frequentata dai sondriesi fin dai primi anni di vita dell'alpinismo turistico. Consigliabile la salita con ottima visibilità durante la stagione autunnale per evitare le frequenti foschie di fondovalle; sconsigliabile, al contrario, con nebbia per l'estrema difficoltà di orientamento e con neve per la pendenza dei pascoli sommitali.
Descrizione
Dallo slargo in corrispondenza dell'attraversamento del torrente Davaglione (Alpe Mara 1749 m), seguendo le indicazioni della palina, si imbocca e si percorre per intero la pista forestale per il Rifugio Gugiatti-Sertorelli 2138 m [E' conveniente usufruire come scorciatoia della vecchia mulattiera che taglia i tornanti della carrareccia]. Circa un centinaio di metri prima del rifugio, ci si stacca dalla pista per cercare sulla destra un sentierino che, con qualche breve traverso, rimonta l'erbosa spalla 2289 m. Si prosegue sulla cresta sudovest su una traccia ripida fra pascolo e roccette: grande panorama sulla parte bassa della Valmalenco e sulla Val Torreggio fino al Monte Disgrazia. Raggiunto il culmine di questo tratto 2585 m, si apre, proseguendo sulla sinistra, un'ampia conca inaspettata invisibile dal basso. Attraversatone il fondo occupato da massi, la traccia si perde totalmente e per proseguire conviene risalire il ripidissimo pascolo fin nei pressi della cresta ovestsudovest: qui si ritrovano segni di passaggio e qualche tratto di vernice. Si continua in delicato traverso ascendente fra erbe scivolose e massi instabili: la traccia si dirige ad una specie di ampio canalone - più che altro una concavità del versante - di enormi blocchi accatastati. Destreggiandosi fra i massi, si traversa sotto la vicinissima vetta e si raggiunge la cresta sudest: su tracce di capre si arriva alla croce sommitale della Corna Mara 2807 m. [Alcune guide classificano quest'ultimo tratto con difficoltà alpinistica F]. Panorama apertissimo da ogni lato, compreso fra Monte Rosa e Adamello, ma particolarmente completo su Bernina e Orobie. Per il ritorno è del tutto conveniente proseguire con l'attraversata della cima: si scende fino alla Bocchetta di Torresello 2580 m percorrendo inizialmente una pietraia instabile e da ultimo un comodo pendio a pascolo. Dalla bocchetta si scende verso sud su debolissima traccia essenzialmente erbosa, aggirando alcuni dossi, fino a raggiungere una pista forestale nei pressi dell'Alpe Rogneda 2186 m: la traccia si colloca fra una zona paludosa e una ingombrante struttura di presa dell'acquedotto di Tresivio. [Tutto questo tratto è ben individuabile fin dalla vetta della Corna Mara]. Si prosegue lungo la pista verso destra - utile qualche scorciatoia - fino a risalire alla Bocchetta di Mara 2342 m. Sull'altro versante un buon sentierino scende dolcemente alla Baita Zocche 2150 m (nuovamente in vista del Rif. Gugiatti-Sertorelli). Da qui una pista agricola va a raggiungere, nei pressi di un casello dell'acquedotto, la strada di accesso al rifugio, già percorsa all'andata: seguendola in discesa si torna al parcheggio dell'Alpe Mara.
Autore
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