Testa Grigia
Introduzione
La salita a questa cima che si trova a cavallo tra le due valle di Gressoney e di Ayas è estremamente remunerativa dal punto di vista paesaaggistico. La Testa Grigia è tra la montagne "minori" più alte di questa zona, seconda solo al Grand Tournalin e alla Roisettaz. Il suo accesso, facilitato dalla possibilità di utilizzo delle telecabine Crest - Ostafa, è relativamente semplice
Descrizione
Il sentiero (12) parte dalla stazione di arrivo della telecabina Ostafa e si sviluppa prevalentemente in costa, con alcuni tratti di ripida salita, alto sul Vallone di Cuneaz. Si superano alcuni torrentelli e, con percorso ameno, facendo attenzione per qualche tratto un po' esposto e brevemente attrezzato, si prosegue fino a incrociare il sentiero n. 1 (Alta Via della Valle d'Aosta) che sale direttamente da Crest. Poco oltre si lascia sulla destra la traccia che conduce ai bei laghetti del Pinter e, con un'ultima ripida salita tra grandi massi, si guadagna il Colle del Pinter (2777 m). Fino qui circa ore 1,15. Il colle, che mette in comunicazione la Val d'Ayas con quella di Gressoney, è segnalato da una piramide di massi e offre una bella veduta retrospettiva sul Gruppo del Monte Bianco.
Si volge a sinistra seguendo un sentiero assai faticoso, segnalato con il n. 6, risalente il pendio che adduce allo spallone della Testa Grigia. Il terreno si presenta dapprima a zolle erbose sulle quali il sentiero serpeggia a tornanti, poi a rocce rotte e un po' instabili. Le tracce di sentiero di inerpicano sempre piuttosto ripidamente aggirando qualche roccione fino a raggiungere lo spallone e superando il "Castello" alla cui destra, segnalato da una croce in ferro, si trova la spianata del Monte Pinter (m.3112) che sostiene il bivacco Lateltin. Ignorata sulla destra una traccia che conduce al bivacco, il sentiero ritorna su terreno più agevole, una grande spianata sempre con massi alternati a piccole zone erbose, puntando verso la cresta che raggiunge nei pressi di un ometto. Da qui, con pendenza via via più marcata e con esposizione che va crescendo, soprattutto sul versante Gressoney, con il panorama che va sempre più allargandosi, si continua fino alla base del "Dado", presso una breve paretina rocciosa incisa da una fessura, la cui risalita è facilitata da una corda fissa. Subito sopra, sulla cresta ora affilata, si appoggia sul versante di Gressoney giungendo alla base della cuspide terminale. Si procede con grande esposizione sempre sul versante Gressoney su una cengia che attraversa orizzontalmente la cuspide stessa fino a raggiungere un canale che, verso sinistra, tramite l'aiuto di corde fisse, guadagna la vetta ove è posta una piccola statua della Madonna. Bellissimo il panorama sul Monte Rosa e su tutte le montagne della Valle d'Aosta. In evidenza tutte le cime che coronano le Vally d'Ayas e di Gressoney e bello il colpo d'occhio d'infilata sul Lago Perrin.
Bibliografia
- Marco Soggetto, Le Vette della Val d'Ayas, L'Escursionista Editore, Rimini, 2008
- Luca Zavatta, Le Valli del Monte Rosa, L'Escursionista Editore, Rimini, 2003
Cartografia
- Val d'Ayas e Gressoney, Carta dei sentieri foglio 8, 1:25000, L'Escursionista Editore, 2008












