Per salire alla Punta di Lazoney si percorre un ampio e solitario vallone che si apre sempre più a mano a mano che ci si alza di quota ed alla cui testata, oltre alla nostra cima, si trovano da destra la Punta Tre Vescovi ed i Gemelli. L’itinerario qui descritto passa dal colle di Lazoney consentendo un panoramico avvicinamento alla cima camminando sullo spartiacque col piemontese vallone di Loo. La salita al colle è, soprattutto da Jatzit in poi e quindi gli ultimi 300 metri di dislivello, molto ripida e diretta in modo da evitare gli esposti pendii valanghivi sulla sinistra dove passa il sentiero estivo; anche il canale nel bosco è ripido e può provocare qualche problema durante la sua discesa nelle ore pomeridiane dove, vista la quota, la neve diventa bagnata e perde di consistenza. La traccia scialpinistica passa normalmente a destra dell’alpeggio di Boudou e raggiunge con ampie svolte il colletto a 2461 m all’inizio della cresta ma, per valorizzare la gita con gli ampi panorami che si vedono sulla dorsale dal colle Lazoney alla vetta, conviene riservare questo itinerario per la discesa. Per finire la presentazione si arriva a parlare dei panorami che, se la giornata è tersa, sono semplicemente spaziali arrivando dal lontano Monviso al Bianco, Jorasses, Grand Combin, Cervino, Rosa e tutto l’impressionante tappeto di vette sia dal lato piemontese che valdostano: una vera scorpacciata.
Il Piz Arpiglia (2765 m) è un bel monte della bassa Engadina, ambita meta di scialpinisti svizzeri e italiani.
Il tracciato si sviluppa sul versante nord della montagna e questo fattore, assieme alle temperature sempre piuttosto rigide della zona, si presta ad avere neve di buona qualità fino a stagione inoltrata. Altro punto a favore è che in caso di marcato pericolo di valanghe l’escursione è di norma fattibile. E’ comunque necessario fare attenzione agli accumuli di neve ventata sulla parte alta del percorso.
Questa escursione si svolge all’interno della Riserva Naturale del Monte Mars e sale ad una panoramica punta che ci offre un bellissima vista sulle montagne della bassa Valle d’Aosta a partire dalla valle di Champorcher, passando per il Gran Paradiso e sino all’Emilius oltre naturalmente alle vicine Dame di Challand ed il Monte Mars. L’itinerario di salita qui proposto non segue quello abituale e più frequentato, che sale da nord dopo aver aggirato la montagna, ma percorre la dorsale e la cresta ovest e scende per il canale che giunge direttamente alla baita di Creux; le difficoltà tecniche, essendo un poco più alte, richiedono una buona valutazione delle condizioni della neve soprattutto sull’esposto traverso per guadagnare la cresta e per la discesa del ripido canale.
L’escursione si sviluppa interamente nel territorio del Parco Naturale del Mont Avic attraversando bellissimi boschi di pini silvestri ed uncinati insieme ad altre specie comunque sempre ben riconoscibili con le puntuali informazioni delle numerose paline del Parco che spiegano molto bene la fauna, la flora e l’ambiente che ci circonda. La meta, anzi le mete, sono due panoramici alpeggi molto belli e ben ristrutturati da cui si ha una stupenda visuale sulle valli e le cime del Parco, sulle Dame di Challand col vicino Mont Nery offrendo anche uno scorcio verso la più lontana pianura.
Lunga escursione ad anello in ambienti solitari e panoramici che ci permette di contornare l’alta comba del Mont Fallére e raggiungere un alpeggio che, forse entro l’anno, sarà adibito a rifugio. Per affrontare questa gita bisogna valutare bene sul posto le condizioni della neve e consultare il bollettino valanghe dovendo compiere un traverso molto lungo che contorna per intero il vasto versante sud-orientale della Punta Leysser; un consiglio può essere quello di partire presto prima che il sole trasformi la neve e di compiere l’anello nel senso della descrizione perché, vista l’esposizione , non è sicuro affrontare i pendii sotto la Leysser al pomeriggio. Il panorama dall’alpeggio è stupendo dall’Emilius alla Pointe della Pierre e suggestivo sulle incombenti vette della testata del vallone: la Leysser, il Mont Rouge de Vertosan ed il Fallére.
Bella escursione che si sviluppa nei boschi e nei gelidi valloni solitari dell’Urtier e di Bardoney e che conduce ad un casotto del Parco Nazionale del Gran Paradiso che si trova sul promontorio che divide i due valloni. La facilità della gita è dovuta alla traccia che di solito è presente sino al bivio per Bardoney ma poi, oltre all’eventuale fatica di batterla, si deve individuare bene la direzione dal basso perché il casotto è visibile solo appena ci si arriva.
Bella escursione che si sviluppa nei boschi e nei gelidi valloni solitari dell’Urtier e di Bardoney e che conduce ad una panoramica vetta che domina questi ultimi e che consente allo sguardo di spingersi dalla vicina Grivola al Bianco ed alla catena cha parte dal Monte Creya alla Torre Ponton. Le poche difficoltà si concentrano nell’affrontare i pendii finali che dalla deviazione prima di Bardoney portano in cima e più specificamente nella parte centrale dove si trova un passaggio piuttosto ripido.
INTRODUZIONE
Bella vallata dagli amplissimi pendii che si stacca dalla Bregaglia portandosi verso nordovest in parallelo, da essa separata tramite vette come il Piz Cam e il Piz Duan ben note agli scialpinisti. Ci si trova presso le sorgenti della Maira (fiume che, passato il confine, prende il nome di Mera, per poi andare a sfociare nel Lago di Como ai Piani di Spagna) lungo lo storico percorso romano e medievale del Passo del Settimo (Septimerpass o Pas da Sett).
DESCRIZIONE
Presso il minimo cimitero di Casaccia 1458 m, a fianco del piccolo impianto da sci, si sale la pista forestale che affronta a tornanti il versante boscoso dominato dal Piz Lunghin e dal Piz dal Sasc. A tratti può risultare conveniente movimentare la salita usufruendo del sentiero pedonale che taglia alcune curve. Raggiunto a circa 1750 m il gradino glaciale della valle, ignorando le tracce per le opere di presa idroelettriche, ci si addentra lungamente in semipiano per l'ampia vallata. Si oltrepassa a sinistra l'Alpe Maroz Dora (= da fora = di fuori) 1799 m e sulla destra il torrente proveniente dalla stretta spaccatura della Val dal Sett (Aua dal Sett). Si prosegue lungo il fondovalle sulla destra della Maira ghiacciata, guadagnando quota senza sbalzi: alla sommità di un dosso, prima della discesa ad un ponticello sul fiume, si trova - coperto di neve - il casolare di Maroz Dent (= di dentro) 2035 m.
Discesa per la via di andata. E' possibile evitare gli ultimi tornanti della pista forestale attraversando una fitta fustaia di ontani.
Piacevole itinerario, adatto a tutti, privo di difficoltà e relativamente breve. E' un buon metodo per introdursi alla conoscenza della zona attraversando la conca del Devero in direzione nord. L'arrivo a Crampiolo permette di scoprire alcuni interessanti edifici di matrice walser e, per i buon gustai, è doverosa una sosta all'agriturismo Campiolo per l'assaggio del famoso Bettelmatt.