martedì, 14 febbraio 2012
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Punta d'Orogna

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Autore
Autore: 
Giancarlo Beretta
Scheda
Data del rilievo: 
10/12/2009
Foto: 
Punta d'Orogna ©2009 Giancarlo Beretta
Tipologia Percorso: 
A/R
Difficoltà: 
WT2
Attrezzatura: 
Racchette da neve, ARTVA, sondino e pala
Periodo Consigliato: 
dicembre, gennaio, febbraio, marzo
Tempo Complessivo: 
4h15'
Tempo di Salita: 
2h30'
Tempo di Discesa: 
1h45'
Esposizione: 
Nord-Est
Quota di partenza: 
1624 m
Quota di Arrivo: 
2426 m
Dislivello: 
889 m
Distanza percorsa: 
11,33 km
Accesso: 

Si percorre la A26 sino al suo termine a Gravellona Toce, si prosegue sulla superstrada seguendo le indicazioni per Domodossola e, superatala, si prende l’uscita per la val Formazza. Si supera il comune di Crodo e giunti a Baceno, in corrispondenza di una curva a sinistra, si trova la deviazione sulla destra con le indicazioni per Devero. Durante i fine settimana, qualche chilometro prima di giungere a destinazione, si deve pagare il biglietto del parcheggio di cui una parte è anche al coperto.

Introduzione

L’aerea vetta, raggiungibile senza incontrare particolari difficoltà tecniche, si trova sopra la valle Bondolero ed è situata alla testata della Valle Buscagna tra la Scatta d’Orogna a est ed il passo di Buscagna ad ovest. L’itinerario è quasi sempre ben tracciato sino al bivio oltre l’alpe Misanco, mentre più avanti è un po’ meno frequentato visto che la maggior parte degli escursionisti si dirigono verso il Monte Cazzola. Bisogna prestare un po’ di attenzione alle cornici della piccola vetta. Gli ampi spazi aperti nella parte fuori dal rado bosco offrono panorami incantevoli a 360° su tutto il Parco Naturale del Devero e sulla cime adiacenti la Valle Antigorio ed è impressionante l’alto strapiombo che scende verso il fondo della valle Bondolero.

Descrizione

Dal parcheggio ci si avvia verso la stradina asfaltata che salendo si addentra nelle prime case della piana del Devero e subito al primo bivio, in corrispondenza delle paline indicative per l’alpe Misanco, si devia a sinistra verso un ponte che si attraversa. Camminando ai margini del pianoro si raggiunge il piccolo villaggio di Pedimonte. All’inizio di quest’ultimo si trovano ancora le indicazioni per l’alpe Misanco che ci indirizzano a sinistra ad attraversare un altro ponte. Si inizia a salire con pendenza moderata nel bosco seguendo a breve distanza il corso del Rio Buscagna, si compiono alcuni tornanti e, deviando leggermente a sinistra, ci si allontana sempre più dal corso d’acqua raggiungendo un altro ponticello. Superatolo, la pendenza si accentua un poco salendo abbastanza direttamente verso la parte alta del bosco che si fa più rado e ci si dirige verso una bastionata alle cui pendici di trova il piccolo pianoro dove si trova l’alpe Misanco (1907m). Si supera l’alpeggio e si sale per poco l’ampio pendio sulla destra del bosco sino ad una quota di circa 1960m da dove si devia decisamente verso destra per risalire il basso crinale con pochi alberi e poi continuare, costeggiando la fiancata della montagna, con alcuni saliscendi. Si giunge così a due piccole baite (2036 m) che si lasciano sulla sinistra e si sale verso una strozzatura dalla quale si continua in una specie di corridoio tra i dossi. In breve si arriva negli spazi aperti della parte superiore della valle Buscagna sovente battuti dal vento e si prosegue verso sud-est, senza percorso obbligato, ora risalendo brevemente ed ora passando nei punti di minor pendenza dei larghi dossi nevosi tenendosi prevalentemente verso la sinistra della larga vallata. Dopo qualche saliscendi si passa poco al di sotto della quota 2402m e finalmente si vede la vetta meta dell’escursione; si supera ancora una piccola depressione e poi si inizia a risalire l’ultimo tratto, un po’ più ripido, che conduce alla piccola ma panoramica vetta.

Autore

Cartografia

  • Domodossola e Val Formazza, Foglio 11, scala 1:50.000, Istituto Geografico Centrale

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