venerdì, 10 febbraio 2012
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Rifugio Chabod

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Autore
Autore: 
Massimo Martini
Scheda
Segnavia: 

Sentiero n° 5

Foto: 
Rifugio Chabod ©2006 Massimo Martini
Tipologia Percorso: 
A/R
Difficoltà: 
WT3
Attrezzatura: 
Racchette da neve, ARTVA, sondino e pala
Periodo Consigliato: 
febbraio, marzo, aprile, maggio
Tempo Complessivo: 
4h00'
Tempo di Salita: 
2h30'
Tempo di Discesa: 
1h30'
Esposizione: 
Ovest
Quota di partenza: 
1825 m
Quota di Arrivo: 
2750 m
Dislivello: 
925 m
Distanza percorsa: 
8,92 km
Pericolo Oggettivo: 
Porre attenzione ai pendii che precedono il rifugio
Accesso: 

Lasciata l'autostrada A5 all'uscita di Aosta Ovest si prosegue in direzione di Courmayeur sulla SS26. Giunti a Villeneuve si svolta a sinistra in direzione Valsavarenche. Si supera Introd e, poco sopra al bivio con la Val di Rhêmes si imbocca la strada regionale 23 per Valsavarenche. Si risale la vallata superando il capoluogo Dégioz e, dopo 6,5 km da quest'ultimo, si incontra un ampio parcheggio sul lato sinistro della strada.

Introduzione

Meta di avvicinamento al Gran Paradiso per gli sci-alpinisti, il Rifugio Chabod può divenire un'interessante meta fine a se stessa per il popolo dei ciaspolatori. Paesaggi bellissimi ed incontri faunistici ravvicinati sono gli atout principali di questa escursione.

Descrizione

Lasciata l'auto si attraversa il torrente Savara su di un ponticello in legno; si svolta a destra e si inizia a risalire in direzione di un casolare isolato. Superato il casolare si incontra l'inizio del sentiero estivo che si imbocca per raggiungere in breve l'Alpe Pravieux (1871m, 0h10'). Si prosegue risalendo la bellissima mulattiera costeggiata da impeccabili muri in pietra a secco; con una serie "infinita" di svolte si risale il bel bosco di larice sino a raggiungere un breve spiano poco sopra i 2000m. Da qui il bosco comincia a diradarsi aprendo interessanti scorci sulle cime della Valsavarenche sino a raggiungere Lavassey (2194m, 1h00') dove si trova un casotto dei guardiaparco e degli interessanti alpeggi dalla caratteristica forma a semi-botte.
Si supera Lavassey aggirando a sinistra il casotto ed iniziando a risalire il pendio che, abbandonati gli ultimi alberi, si fa decisamente più ripido. Lentamente si entra nella parte alta del vallone di Savolère mentre appare, davanti all'escursionista, il Gran Paradiso in tutto il suo splendore. Lentamente il pendio degrada mentre si costeggiano i contrafforti della Costa Savolère sino a ritrovarsi praticamente ai piedi del rifugio; si svolta a sinistra e si risale il pendio a mezza costa sino a raggiungere infine il Rifugio Federico Chabod (2750 m, 2h30').
Dal rifugio si può apprezzare un bel panorama sia sul Gran Paradiso, si può vedere bene la via normale dal Chabod, sia sui monti dell'alta Valsavarenche: dalla Punta Basei alla Punta Bioula.
Il ritorno avviene per la medesima via dell'andata (1h30').

Il rifugio, dedicato allo storico e alpinista Federico Chabod, una delle più importanti figure intellettuali valdostane del novecento, è stato inaugurato nel 1985.

Bibliografia

  • Massimo Martini, Tracce Lievi, Saint-Vincent, Martini Multimedia Editore, 2007
  • Stefano Fontanelle, Giovanni Gianfredi, Eleonora Greco e Simone Grosso, Neve Libera, Versante Sud, 2002

Cartografia

  • Valsavarenche Gran Paradiso, Carta dei sentieri foglio 9, 1:25000, L'Escursionista Editore, 2006

Ci sono stato!

Data Via Tipo Partecipanti Visite
1 14/03/2010 Racchette da neve Ermanno Panara, Massimo Martini, Rita Tarussello, Silvia Quaglino 1.600

Le relazioni su questa meta