www.inalto.org, sci-alpinismo
Tour del Monte Matto
Introduzione
Dosso Tachèer
Introduzione
Breve gita, peraltro molto bella, poco conosciuta (o poco frequentata) per vari motivi: vicinanza di escursioni più impegnative, tratto con sci in spalla al ritorno, invisibilità del percorso dal basso. Gli argomenti a favore sono: esposizione a nord con neve sempre bella, panorama stupendo e, soprattutto, percorribilità in sicurezza anche con pericolo valanghe 3/5 nonostante la ripidezza del tratto culminante. Percorso frequentato in parte anche con racchette da neve.
Torrione di Mezzaluna
Introduzione
Breve gita di mezza giornata che pochissime volte nell'inverno può essere affrontata in sicurezza. La seconda parte del percorso, abbandonato il fondo della Val Tronella, costringe a tagliare pendii ripidissimi carichi di neve polverosa che - mai raggiunta dal sole - si assesta in tempi molto lunghi. Il tracciato nelle sue ultime centinaia di metri (all'ingresso del canalone vero e proprio) può richiedere l'uso di piccozza e ramponi per un breve attraversamento orizzontale di una colata di ghiaccio a 60° coperta infidamente di neve. Il vero e proprio Torrione 2333 m presenta difficoltà alpinistiche (tratto in aderenza di IV+) non affrontabili con attrezzatura scialpinistica.
Bivacco Suretta
Introduzione
Semplicemente la più bella discesa di tutta la valle. Ancora più bella (e difficile) con le varianti primaverili.
Panorama incomparabile e ambiente stupendo.
Lago Nero
Introduzione
Breve itinerario per una gita di mezza giornata in ambiente molto aperto su pendenze non banali ma regolari. In inverno il pericolo valanghe è nettamente inferiore, ma la zona è infestata dalle motoslitte provenienti dall'altopiano degli Andossi. In primavera, lasciati scaricare i pendii a monte (la salita è in un largo canale di valanga), nelle ore della mattinata, è una divertentissima discesa.
Gran Paradiso
a seconda dell'innevamento seguire più o meno il percorso del sentiero estivo fino al rifugio Vittorio Emanuele. da qui piegare a sx sulla morena che porta alla terminale del ghiacciaio. risalire la morena, e puntare ai plateau sommitali oltre la schiena d'asino. arrivare al colletto, togliere gli sci e seguire la aerea cresta che porta alla madonnina di vetta. scendere dal percorso di salita fino al rifugio. qui rimettere le pelli e puntare alla morena tra Ciarforon e Monciair e rislaire i 200 mt scarsi. da qui, a seconda delle condizioni, si possono scendere i canali che puntano nel vallone dell'etret. oppure come è capitato il 9 maggio 2009, con un lunghissimo traverso, si passa sotto alla Monciair (attenzione che i pendii sono valanghivi!) e si prosegue fino a sbucare su un pendio a metà della discesa del Gran Etret, da qui ci si ricongiunge al ghiacciaio dell'Etret, che si scende fino alla pista da fondo e da qui all'auto.
sabato 09/05/2009, alla partenza alle 6 dall'auto, rigelo assente fino a quota 2700 mt, poi dopo il rifugio dai 10-20 cm di neve fresca, che aumentavano in salita. al momento al rifugio, 3.5 mt di neve pressata.
Breithorn Occidentale
Dagli impianti di Plateau Rosà, risalire la prima pista a destra, e prendere poi quella a sx in direzione Klein Matterhorn (Piccolo Cervino), prima degli impianti, girare a destra puntando le "casette" degli impianti, oltrepassarle e puntare alla piana sottostante i Breithorn. prestare attenzione a questo plateau: è molto crepacciato in caso di poca neve! proseguire verso il pendio, risalirlo dapprima tenendosi centrali per oltrepassare la terminale, poi puntando sulla sx verso la dorsale di vetta. risalire l'ampia cresta finale fin dove possibile con sci e poi a piedi.
possibile la discesa diretta dalla punta sul pendio, oppure ritornando in aprte sul percorso di salita. da plateau, scendere lungo la pista numero 7, "Ventina" fino a Cervinia.
gita eseguita il 03/05/2009, pendio finale tritato dai numerosi passaggi del mezzalama del giorno prima.
Monte Malamot
Introduzione
Monte Pelato
Da Pattemouche 1585 m si percorre il fondovalle, si supera il ponte sul Chisone, si giunge fino al piano di Laval, si oltrepassa il il rio Arcane e si tocca il pianoro di "La Tuccia".
A quota 1772 si tocca il bivio per Troncea, si supera il rio Restas (o rio Courba) e si giunge rapidamente al pianoro alla confluenza nel Chisone del rio delle Michele.
Al termine del piano dove il rio delle Michele confluisce nel Chisone si sale nel canale che discende dalla faccia nord ovest del Pelato stesso.
Dopo un breve tratto, se ne esce sulla sinistra e per una zona con poca vegetazione si giunge ai 2080 metri circa in una zona con canali e pendii inagibili.
Si prende nel bosco a sinistra di questi canali si arriva su un piccolo dosso e su una successiva breve rampa da cui si raggiunge l'ampio ed uniforme pendio superiore.
Di qui, per terreno piu facile si arriva alla cima senza altri ostacoli.
in data 01/05/2009 fermati poco oltre il bosco a causa del manto instabile e delle numerose valanghe viste e sentite nei dintorni.
