Breve gita, peraltro molto bella, poco conosciuta (o poco frequentata) per vari motivi: vicinanza di escursioni più impegnative, tratto con sci in spalla al ritorno, invisibilità del percorso dal basso. Gli argomenti a favore sono: esposizione a nord con neve sempre bella, panorama stupendo e, soprattutto, percorribilità in sicurezza anche con pericolo valanghe 3/5 nonostante la ripidezza del tratto culminante. Percorso frequentato in parte anche con racchette da neve.
Breve gita di mezza giornata che pochissime volte nell'inverno può essere affrontata in sicurezza. La seconda parte del percorso, abbandonato il fondo della Val Tronella, costringe a tagliare pendii ripidissimi carichi di neve polverosa che - mai raggiunta dal sole - si assesta in tempi molto lunghi. Il tracciato nelle sue ultime centinaia di metri (all'ingresso del canalone vero e proprio) può richiedere l'uso di piccozza e ramponi per un breve attraversamento orizzontale di una colata di ghiaccio a 60° coperta infidamente di neve. Il vero e proprio Torrione 2333 m presenta difficoltà alpinistiche (tratto in aderenza di IV+) non affrontabili con attrezzatura scialpinistica.
La scuola nazionale di Sci Alpinismo “S. Scanziani” organizza il 52° Corso di Sci Alpinismo, con lo scopo di fornire le conoscenze tecniche, l’esperienza, la passione e la sicurezza per affrontare la montagna innevata, usando gli sci come mezzo per fare alpinismo in inverno.
Semplicemente la più bella discesa di tutta la valle. Ancora più bella (e difficile) con le varianti primaverili.
Panorama incomparabile e ambiente stupendo.
Breve itinerario per una gita di mezza giornata in ambiente molto aperto su pendenze non banali ma regolari. In inverno il pericolo valanghe è nettamente inferiore, ma la zona è infestata dalle motoslitte provenienti dall'altopiano degli Andossi. In primavera, lasciati scaricare i pendii a monte (la salita è in un largo canale di valanga), nelle ore della mattinata, è una divertentissima discesa.
dalla scuola di sleddog, partire esattamente di fronte, puntando al canalino di fianco alle fasce rocciose. risalirlo, proseguire ne piano, girando a destra e risalire un secondo pendio per sbucare sui piani da cui si vede il lago e il forte del Moncenisio. da qui si prende a sx per un pendio un po' dritto, e si risale, proseguendo sempre in direzione Nord-est (di fianco o poco distante si intravede la strada militare). proseguire finchè si vede la punta con le casermette di vetta, a quel punto piegare a destra per risalire il dolce pendio che porta al colletto, a sx le casermette, a destra la punta.
si può scendere dall'itinerario di salita oppure dietro, verso il lago bianco, puntando agli evidenti tralicci dell'alta tensione. si prosegue per vallette per sbucare sul piano antistante il canalino finale che porta all'auto.
gita effettuata il 2/05/2009, alle 8 del mattino, neve già smollata in basso, sentito rumore di scarichi valanghe.
Autore
Consulta tutte le relazioni di sci-alpinismo di Elena Pollo
Gita sempre fattibile, visto che i tratti di maggior pendenza si svolgono all'interno di una foresta di larici sufficientemente radi. Il percorso dell'altopiano sommitale (Piano dei Cavalli) richiede buona visibilità per mantenere l'orientamento. La meta - Lago Bianco - è indistinguibile per la spessa copertura nevosa che caratterizza sempre la zona. Allungando il percorso in salita di almeno altre due ore è possibile raggiungere, con tracciato molto vario, la cima del Monte Bardan 2845m.
Gita bellissima ma inspiegabilmente semisconosciuta, che raggiunge un valico di importanza locale (collegamento fra alpeggi) non riportato né quotato sulle carte. Un lungo tratto iniziale di spostamento mantiene una pendenza sufficiente a veloci scivolate in discesa; poi il resto è su terreno ideale con un tratto ripido (la salita si effettua qui con secche inversioni distanziate di pochi metri), per sbucare sui vasti ripiani aperti, dove il panorama fa dimenticare anche la fatica.
Questo percorso è una classica per i Biellesi, frequentatissima da tutti i versanti, sempre agibile soprattutto da questo lato e tenendosi sul costone, praticabile anche con metri di neve come quest'anno. Le domeniche qui, tra ciaspolatori, semplici camminatori e sci-alpinisti, sembra di essere in via Italia a Biella per la "vasca"...
Gita bellissima su percorso molto vario, ma molto delicata per le condizioni della neve: un'eccessiva quantità rende dubbia la sicurezza nel tratto oltre il bosco, ma rende sciabile agevolmente i tratti alberati; l'esposizione a est causa un rapido deterioramento della superficie sciabile (al mattino presto e nel pomeriggio spesso la crosta è portante). Panorama indimenticabile. Evitare il tratto fra anticima e cima in caso di vento: l'esposizione e le cornici sconsigliano.