domenica, 12 febbraio 2012
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Trekking

Alta Via N. 1 delle Dolomiti, tappe nn. 1,2,3

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sottotitolo: 
Dal Lago di Braies al Rifugio Lagazuoi
Autore
Autore: 
Giovanni Mazzolani
Scheda
Via: 
dal Lago di Braies, Pragser Wildsee
Segnavia: 

1, 6, 7, 10, 11, 20b, 20, Alta Via N. 1

Data del rilievo: 
18/07/2007
Foto: 
Fanes e Tofane dal Rifugio Lagazuoi
Tipologia Percorso: 
Traversata
Difficoltà: 
E
Periodo Consigliato: 
15 giugno, 15 settembre
Durata: 
4 giorni
Tempo Complessivo: 
15h30'
Dislivello: 
2252 m
Distanza percorsa: 
29,00 km

Introduzione
Siamo giunti al Lago in autobus provenienti da Cortina d'Ampezzo, con cambio a Dobbiaco. a Cortina abbiamo lasciato l'auto per il ritorno. Sono circa le 11 e fa caldo. Perdiamo un pò di tempo per trovare il sentiero che si trova sulla destra del Lago.

Relazione

1° GIORNO Domenica 15 luglio
Il sentiero n. 1 inizia salire e diventa sempre più ripido. Il lago occhieggia sempre im mezzo ai baranci, quasi a ricordarci che la meta è lontana. Finalmente cessa la vegetazione, in uno scenario di enormi massi la porta Sora al Forn e più sotto il rifugio Biella.Un gruppo di giovani spagnoli ci supera. Li troveremo al rifugio. La Domenica parte il tour dell'Alta Via. Il rifugio è affollato. Le guide consigliano il menù e lo stile di vita per i giorni successivi.
Tempo impiegato ore 5, previsto 3,30. Dislivello salita 921 m., discesa 101 m.,6,7 km.

2° GIORNO Lunedì 16 luglio
Per la comoda stradina segnata con il n. 6 il sentiero scende dolcemente per 5 km. al Rifugio Sennes (ore 1,15). Nel vasto Pian della Lasta una famiglia di maialini ci accoglie, e per un pò ci segue.In fondo al Pian il sentiero (sempre n. 7) lascia a sinistra per il Rifugio Fodara Vedla. Infine imbocca lo stretto canalone che divalla rapidamente, gli ultimi tornanti in cemento sono sdrucciolevoli per il ghiaino che si deposita, giunge al Rifugio Pederù (ore 1,30 dal Rifugio Sennes).Ci fermiamo per uno spuntino, fa caldo davanti a noi la scorciatoia del sentiero n.7 che porta al piano dove si trovano il Rifugio Lavarella e Fanes. Molte persone salgono, è ripido e decidiamo di di chiamare la jeep del Rifugio Lavarella dove pernottiamo.
Tempo impiegato ore 2,45, previsto 2,30. Dislivello salita 70 m., discesa 846, 7,6 km.

3° GIORNO Martedì 17 luglio
Abbiamo deciso di spezzare la terza tappa nella programmazione della gita. Attraversiamo il piano, percorso da numerosi rivoli di acqua, che ci separa dal Rifugio Fanes (ore 0,20). Si prende la stradina segnata con il n. 10/11 che, superati in salita tre stretti tornanti, si immette sul pianoro lunare che conduce al Passo di Limo e al Lago di Limo. Prima del lago a sinistra il sentiero n. 10 porta in Val di Fanes e a Cortina d'Ampezzo. Si continua a destra con il segnavia n. 11 a Malga Fanes Grande (ore 0,55 dal Rifugio Fanes). Superata la malga ci troviamo sul Gran Pian dove ci sono cavalli al pascolo. Finisce la stradina bianca e inizia il sentiero 20b che sale deciso alla Forcella del Lago 2486 m.(ore 2,1o da Malga Fanes)fra la Torre del Lago e la Cima Scotoni. La forcella e affollata, non c'è un sasso per sedersi, poi fa freddo, un vento gelido. Inizia la discesa con stretti tornanti (costruiti e rafforzati con tronchi di alberi dal servizio sentieri della provincia di Bolzano). Siamo al Lago Lagazuoi 2182 m. (ore 0,50 da Forcella del Lago). Le guide dei sentieri indicavano la discesa come un ripido ghiaione franoso. Dopo il lago giriamo a destra per scendere al Rifugio Scotoni. Il sentiero scende per ripidissini scalini in legno con a destra il monte e a sinistra il ruscello che precipita fragoroso fino al piano dove si trova il Rifugio Scotoni (0,30 dal lago).
Tempo effettivo ore 4,30, previsto 3,20. Dislivello in salita 584 m., in discesa 643 m., 10,2 km.

4° GIORNO Mercoledì 18 luglio
Dal Rifugio Scotoni ripercorriamo in salita il sentiero fino al Lago Lagazuoi (ore 0,40 dal Rifugio Scotoni). Il sentiero n. 20 percorre la suggestiva Monte de Lagazuoi, con il Gruppo di Fanis a sinistra a numerosi residui bellici, fino a Forcella Lagazuoi 2573 m. Da questa si sale al Rifugio Lagazuoi 2752 m. (ore 2,30 dal Lago Lagazuoi).

Pernottiamo al rifugio per vedere la storica alba a 360°. Sono le 5 del mattino. Albeggia ma la foschia impedisce la visibilità. Scendiamo in funivia al Passo Falzarego, e in bus a Cortina d'Ampezzo.

Rifugio Malghera

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Autore
Autore: 
Franco Franzini
Scheda
Data del rilievo: 
05/11/2011
Tipologia Percorso: 
A/R
Difficoltà: 
E

Visitate il sito :http://www.rifugiomalghera.it/webcam.html

Tete du Bois de Quart

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Scheda
Via: 
da Prè-neuf
Segnavia: 

7A

Data del rilievo: 
20/10/2011
Foto: 
la croce di vetta
Tipologia Percorso: 
Circolare
Dislivello: 
923 m

Intro

Vetta non elevata e di facile accesso posta all’inizio dello spartiacque tra la valle del torrente Flassin e la Comba del Citrin. Nonostante la quota non elevata rappresenta un punto panoramico d’eccellenza sulla valle del Gran San Bernardo, con bella vista anche su Grand Jorasse ed al monte Bianco.

Descrizione

Si imbocca la strada che sale alla destra del bar che dapprima asfaltata per poi diventare sterrata risale la valle del torrente Flassin. Si risale la valle lungo la strada fino a quando, dopo un tornante a sinistra, una palina indica l’inizio del sentiero, che porta ad invertire la direzione di marcia fino ad attraversare il corso di un torrente in secca. Dopo il sentiero inizia a salire lungo il versante est della Tete du Bois de Quart, dapprima con una lunga traversa in piano e poi guadagnando quota con una serie di risvolti. Si passa una piccola zona prativa ove il sentiero si perde ma la via è indicata da una serie di frecce sui massi; dopo breve il sentiero torna ad essere evidente e porta in breve alla panoramica vetta della Tete du Bois de Quart (croce di vetta in legno).
Per il rientro, oltre che seguire la via dell’andata, è possibile completare il tracciato del sentiero 7A, imboccando lo stesso in corrispondenza di una freccia su masso e seguendolo in costa, passando per le pendici della Testa Cordella arrivando all’alpe di Tsa de Flassin, ove inizia la medesima strada sterrata che si segue fino a valle.

Selvaggio Blu

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Autore
Autore: 
Massimo Martini
Scheda gita
Data della gita: 
09/10/2011
Durata: 
5 giorni
Difficoltà: 
EEA

Tour du Mont Blanc

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Autore
Autore: 
Massimo Martini
Scheda gita
Data della gita: 
25/07/2010
Durata: 
7 giorni
Via: 
TMB
Foto: 
Silvia davanti al Monte Bianco ©2010 Massimo Martini
Difficoltà: 
EE
Avvistamenti
Affollamento: 
Affollato

Tour du Ruan

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Autore
Autore: 
Massimo Martini
Scheda gita
Data della gita: 
12/08/2011
Durata: 
4 giorni
Difficoltà: 
EEA
Avvistamenti
Affollamento: 
Poca gente
Avvistamenti faunistici: 

Capra ibex

Rifugio Elena

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Autore
Autore: 
Massimo Martini
Scheda gita
Data della gita: 
24/07/2010
Via: 
dal Rifugio Bertone
Segnavia: 

TMB

Difficoltà: 
E
Avvistamenti
Affollamento: 
Discreto

Un weekend tra la Val di Rhêmes e la Valsavarenche

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sottotitolo: 
per il Colle Basei all'andata, per il Colle di Entrelor al ritorno.
Autore
Autore: 
Rita Tarussello
Scheda
Segnavia: 

11a, 13b, 9

Data del rilievo: 
18/08/2010
Tipologia Percorso: 
Circolare
Difficoltà: 
EE
Periodo Consigliato: 
luglio, agosto
Durata: 
2 giorni
Tempo Complessivo: 
15h30'
Dislivello: 
2192 m
Distanza percorsa: 
41,70 km

Lungo giro ad anello di due giorni da Rhêmes-Notre-Dame al rifugio Città di Chivasso in Valsavarenche passando per il Colle Basei, e ritorno in Val di Rhêmes per il Colle di Entrelor.
Un piccolo trekking per chi ama camminare in alta quota e in perfetta solitudine per gran parte del percorso.

Parco nazionale del Gran Paradiso

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Autore
Autore: 
Vittorio Beltrame
Scheda gita
Data della gita: 
04/09/2010
Segnavia: 

Bolli bianchi-rossi - Bolli Rossi - Ometti

Foto: 
Casa di Caccia al Gran Piano
Avvistamenti
Avvistamenti faunistici: 

Stambecchi - Camosci - Ermellino - Marmotte

Condizioni
Condizioni meteo: 

Sole - Nebbia - Pioggia

Condizioni neve: 
2 nevai con neve dura
Condizioni via: 
E - EE
Condizioni sentiero: 
Sentiero - Mulattiera - Pietraie - Nevai

Lungo e bellissimo percorso che fà parte dell'Alta Via Canavesana e del GTA che si svolge in uno degli angoli più isolati del Parco Nazionale del Gran Paradiso. La partenza è dal Comune di Ceresole Reale, il sentiero sale nel primo tratto nel bosco con lunghi zig-zag, usciti dal bosco si sale in direzione del colle Sià, giunti al colle il sentiero prosegue in discesa sino ad oltrepassare alcuni alpeggi abbandonati per poi risalire in leggera salita sino a raggiungere il Pian del Broglietto m. 2250, si guada il torrente in questa stagione senza problemi e si comincia a salire nuovamente, di lì a poco si giunge ad un bivio dove un cartello ci indica oltre che l'indicazione per il bivacco Giraudo anche l'indicazione per il Gran Piano (sentiero che percorreremo il giorno dopo). Il sentiero prosegue con numerosi tornanti fino a raggiungere il Pian del Broglio m. 2387, un tratto in piano ci separa dall'ultima salita in mezzo alla pietraia sopra alla quale sorge il bivacco Giraudo m. 2630 (6 posti letto con materassi e coperte - portarsi il fornello a gas). L'acqua nel laghetto dietro il bivacco. Dal bivacco si gode un ottima vista su tutta la vallata, alle sue spalle i Denti del Broglio e la parete del Ciarforon da questo lato completamente rocciosa. Il giorno dopo scendiamo sino a raggiungere il bivio e proseguiamo per un lungo traverso in leggerissima salita che ci porta al Gran Piano dove si trova uno dei casotti del PNGP (ex casa di caccia reale). Dal Gran Piano si sale nuovamente per una mulattiera a tratti franata sino a raggiungere la Bocchetta del Ges prima e la bocchetta dell'alpetto poi. Scendere ora al piano dell' alpe la Bruna, da quì si risale sino a raggiungere un guado che se attraversato seguendo il segnavia risulta problematico, conviene risalire un pò e attraversare dove i rami del torrente sono ancora divisi. Passato il guado si sale all'alpe la Motta da dove proseguendo ancora per mulattiera e sentiero si arriva davanti ad un immenso piano sul fondo del quale è collocata la Capanna Ivrea m. 2770. Ambiente grandioso e selvaggio. Il bivacco dispone di 9 posti con materassi e coperte, portarsi il fornelletto a gas, acqua 50 m. dietro il bivacco. Il giorno seguente dal bivacco si prosegue in direzione del Colle dei Becchi. Sempre su sentiero e mulattiera si raggiunge la base del del Colle dove si sale tra grossi blocchi di roccia, un piccolo nevaio e poi ancora grossi blocchi di roccia dove bisogna aiutarsi anche con le mani sino a raggiungere la sommità del colle m 2990, situato tra il Becco Meridionale della Tribolazione e il Blanc Giuir. Dal colle si scende nel vallone di Piantonetto, nevaio, pietraia, poi sentiero sino a raggiungere il rifugio Pontese m. 2200. Bellissimo rifugio situato all'inizio del Piano delle Muande, su un dosso roccioso che domina il lago artificiale di Teléccio. L'indomani scendiamo dal rifugio e in circa 3h e 30 min. di discesa raggiungiamo Rosone, paese sulla strada che da Pont Canavese sale a Ceresole Reale, da dove con l'autobus ritorniamo al punto di partenza. I tempi di percorrenza sono all'incirca: Ceresole Reale al Bivacco Giraudo h 4,00 - Dal Bivacco Giraudo al Bivacco Ivrea h 7,30 - Dal Bivacco Ivrea al Rifugio Pontese h 5,00 - Dal Rifugio Pontese a Rosone h 3,30 - Da Rosone a Ceresole Reale (autobus) 20 min.

Redazione
Difficoltà percepita: 
E - EE

Greina da amare, giorno 2

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Autore
Autore: 
Nino Dal Borgo
Scheda
Via: 
Capanna Motterascio - Crap la Crusch - capanna Terri - Lago Luzzone
Data del rilievo: 
22/08/2010
Foto: 
Alba alla capanna Motterascio: il Sosto in bella vista, e le tre sorelle: Campo Tencia, Tenca e Penca
Tipologia Percorso: 
Parzialmente Circolare
Difficoltà: 
E
Periodo Consigliato: 
giugno, luglio, agosto, settembre
Tempo Complessivo: 
7h45'
Dislivello: 
1300 m
Distanza percorsa: 
20,00 km