Le valli Ossolane viste dal fondovalle sembrano aspre e rudi, ma quando si sale in quota regalano panorami eccezionali e
scorci impagabili. Si arriva alla partenza dell’itinerario proposto oggi dopo svariati km di strada stretta in un fondovalle angusto, ma appena ci si porta in alto, gli orizzonti si allargano, i pendii si addolciscono, spuntano deliziosi laghetti.
L’escursione al Pizzo Pioltone è un bel giro ad anello che ci consente di risalire e contornare l’alta valle di Bognanco attraversando bellissimi boschi e godendo di magnifici panorami sulle cime della conca e soprattutto sui 4000 svizzeri situati subito a nord del confine. Dalla risalita verso la dorsale e della dorsale stessa la pendenza è molto accentuata e la progressione è resa ancor più faticosa dal pietrisco e dai sassi mobili che si trovano sul ripido sentiero che non da respiro sino in vetta.
INTRODUZIONE
Bella escursione ad anello che, correndo sul crinale fra Val Loana e Val Vigezzo, permette di ammirare in un unico sguardo circolare i monti del Parco della Valgrande, le vette vallesane e oltre fino al Monte Rosa. Si attraversano meravigliose faggete ad alto fusto ed estesi arbusteti di mirtillo e rododendro, ambiente ideale per la riproduzione del gallo forcello. In quota si incontrano alpeggi diroccati, ma sul fondovalle si può notare, nei pressi di Fondo Li Gabbi, una ripresa dell'attività pastorale ben indirizzata anche al recupero delle strutture originali.
DESCRIZIONE
Dal parcheggio 1100 m circa si torna indietro sulla strada per pochi passi fino all'imbocco del sentiero notato all'arrivo. La salita fra splendidi faggi è regolare nel progredire a tornanti nella luminosa foresta: con solo la breve interruzione dell'attraversamento della nuova pista forestale, si raggiungono le ampie praterie dell'Alpe Cortino 1477 m. Sempre seguendo le evidenti segnalazioni, si percorre il sentiero alle spalle delle case più alte dell'alpe (casello dell'acquedotto) e si inizia a salire ripidamente un rado bosco di larici: man mano il pendio si restringe da spalla boscosa a crestone di pascolo e si giunge in vista della croce metallica della Cima 1810 m. Il sentiero, con blandi saliscendi fra erba e qualche roccia senza difficoltà, si porta alla base della breve impennata della Testa del Mater 1846 m; da qui è evidente il proseguimento dell'escursione: sempre in cresta (o lungo una traccia ben marcata sul versante orientale) si scende ad una depressione nei pascoli e poi, con lunga salita blandissima, si raggiunge il punto culminante della Forcola 1850 m (? - probabilmente un po' di più). Da qui comincia la discesa e subito si affronta il tratto più delicato: pur senza mai raggiungere difficoltà alpinistiche, il sentiero scende tortuosamente fra roccette ripide fino all'intaglio della Bocchetta della Forcola; senza più ostacoli, si affiancano due baite diroccate e poi si raggiunge il fondovalle attraverso un bosco misto di latifoglie. Presso l'Alpe Loana 1377 m si trova uno sterrato agricolo che conduce alle belle case di Fondo Li Gabbi: da qui, seguendo la strada asfaltata per varie centinaia di metri ci riporta al punto di parcheggio.
Domenica 16 maggio, tempo permettendo ci sarà la quarta edizione di Crodo si de.ca.nta (degusta, cammina e canta). Siamo alla quarta edizione di questa passeggiata guidata per conoscere Crodo e i sapori dell’Ossola. Anche quest’anno il tutto sarà accompagnato da canti popolari a cura degli stessi partecipanti e da piccole degustazioni. DE.CA.NTA si ricorda che significa appunto DEgusta, CAmmina e caNTA
Piacevole itinerario, adatto a tutti, privo di difficoltà e relativamente breve. E' un buon metodo per introdursi alla conoscenza della zona attraversando la conca del Devero in direzione nord. L'arrivo a Crampiolo permette di scoprire alcuni interessanti edifici di matrice walser e, per i buon gustai, è doverosa una sosta all'agriturismo Campiolo per l'assaggio del famoso Bettelmatt.
Partiti dai Ponti siamo saliti relativamente in fretta per mitigare il freddo della giornata. Raggiunto Piedimonte abbiamo imboccato un ampio sentiero battuto raggiungendo in circa un'ora l'Alpe Misanco. Da qui in avanti la gita si fa più panoramica e suggestiva sino a portarsi sulla dorsale che precede la vetta. Ultimo tratto di salita su neve a tratti spazzata dai venti.