Via Ferrata
Via Ferrata CAI Mandello
Fatta nell'ambito di un giro molto lungo. Ferrata facile, articolata e molto panoramica. Si alternano tratti di sentiero, di cammino su cresta e tratti attrezzati mai difficili. Ottima per neofiti. Relativamente lunga, rispetto ad altre, non è però faticosa. Ottima anche se combinata con la traversata alta, prima tappa di due giorni (dormendo al Brioschi). Sconsigliabile la domenica per il grande affollamento e nei periodi caldi. Ideale in settembre/ottobre se non ha ancora nevicato.
Via Ferrata CAI Mandello
L’itinerario percorre la cresta Nord-Ovest del Sasso Carbonari e termina alla Bocchetta del Releccio, 200 m sotto la vetta della Grigna Settentrionale. E’ parte integrante dell’Alta Via delle Grigne e l’attacco può essere raggiunto sia dal rifugio Bietti in circa 40’ (consigliabile), sia dal rifugio Elisa, passando per il Canalone della Val Cassina, in poco meno di 2 ore.
La ferrata non è tecnicamente impegnativa ma di grande soddisfazione in quanto si presenta molto varia ed articolata. Salti rocciosi si alternano a tratti di sentiero. Si cammina su sfasciumi, su prati e tra i mughi con diversi saliscendi lungo la cresta irregolare.
ferrata Silvano De Franco
Seconda ferrata della giornata, dopo la più semplice del Centenario. Questo percorso, a differenza del primo, si caratterizza per l'assenza di aiuti artificiali, salvo una staffa nel punto chiave. La roccia fortemente appigliata rende però la progressione divertente pur se impegnativa. La catena di sicurezza complica spesso la salita perchè, essendo di grosso diametro, ostacola lo scorrimento dei moschettoni (Ermanno ha dovuto disarrampicare un tratto verticale a causa di ciò). Anche su questo percorso bisogna fare attenzione alla caduta di sassi. Ferrata breve ma intensa, da provare.
Ferrata del Centenario
prima parte dell'itinerario che ci ha portati in vetta al Resegone percorrendo questa e la successiva ferrata De Franco. Percorso divertente e sicuro, forse un pò troppo ricco di pioli nella roccia, che semplificano la progressione ma che sono spesso ridondanti. Adatta anche ai principianti. Da percorrere con la massima attenzione se ci sono persone davanti, per il rischio di caduta di sassi, MOLTO FREQUENTE.
Ferrata Silvano De Franco
La via ferrata Silvano De Franco è un breve ma interessante percorso sotto gli ultimi 150 metri prima dell’arrivo alla croce di vetta della Punta Cermenati, che rappresenta il punto più alto del monte Resegone.
A differenza di molte ferrate di medio impegno è attrezzata solamente con una catena e con un’unica staffa, posta sul passaggio più impegnativo.
Lo sviluppo è in gran parte verticale, ma la roccia è perfetta per una progressione in arrampicata, impegnativa ma mai troppo difficile.
Ciononostante merita molta concentrazione e impegno, sia per qualche passaggio un po’ faticoso, sia per non far inceppare i moschettoni tra gli spuntoni di roccia e rischiare poi di dover disarrampicare per liberarli.
Ferrata del Centenario
Introduzione
La ferrata del Centenario è stata ristrutturata negli ultimi anni e presenta nella sua prima parte tratti verticali attrezzati con un cavo metallico rivestito con guaina in gomma e numerosi pioli per la progressione, intervallati da tratti più facili in cui è presente la catena. E' una ferrata di medio impegno e molto sicura.
I tempi indicati si riferiscono all'intero percorso.
La sola ferrata richiede un tempo di percorrenza di 45'-50' con un dislivello di circa 150 m.
Ferrata del Gorbeillon
lo strapiombo inclinato a destra, appena prima del ponte tibetano, è veramente duro. Percorso divertente e impegnativo. Fare attenzione alle rocce lisce, e a non banalizzare il sentiero di ritorno che ha dei punti insidiosi, specie se ha piovuto da poco.
ferrata Gamma uno al Pizzo D'Erna
ferrata lunga e abbastanza faticosa. La catena di sicurezza rende la salita faticosa perchè i moschettoni non scorrono facilmente (a quando un cavo?). I tratti arrampicabili sono molto divertenti perchè ricchi di appigli, e si può salire elegantemente ignorando la catena come progressione. Purtroppo la gran quantità di scale rende meno divertente il tutto; si risalgono pareti verticali e molto esposte, in un caso con un passaggio da una scala all'altra da brivido, ma c'è da domandarsi se un percorso del genere, che senza scale non sarebbe praticabile, abbia un senso. In ogni caso, si tratta di una ferrata piuttosto famosa e frequentata, che consiglio di evitare la domenica (già il sabato era frequentatissima).
Ferrata Gamma Uno al Pizzo d'Erna
Introduzione
La Gamma 1 al Pizzo d’Erna è una delle ferrate più conosciute e più praticate delle Prealpi lombarde. Due sono i tratti che la caratterizzano maggiormente: la forte esposizione e il numero di scale che sembrano non finire mai. Per contro è una ferrata non difficile, ma di impegno fisico piuttosto elevato, dovuto al dislivello da superare, di quasi 600 metri.
Molto interessante dal punto di vista panoramico, con magnifica vista sul lago di Lecco, sulle Grigne e sulla pianura lombarda. Con il bel tempo si vede all’orizzonte il profilo delle più lontane Alpi Graie e Pennine.
Mont Chétif
Introduzione
La breve ferrata che rende più sicuro l'accesso al Mont Chetif è tutta concentrata nelle placche che sovrastano la palestra di roccia di Dolonne e che finiscono sotto il belvedere. Per rendere più sicuro il sentiero che collegava la frazione con i boschi e i prati sovrastanti sono stati posati un centinaio di metri di catena e alcune decine di gradini in ferro. Nei tratti più scivolosi sono ancora ben visibili i gradini intagliati nella roccia dai valligiani. Superata questa breve fascia rocciosa la ferrata diventa un piacevole sentiero che sale fino alla vetta, interrotto di quando in quando da brevissimi tratti attrezzati. Le catene sono in ferro, con maglie da 4 mm di spessore, salendo si attraversano due ponticelli in legno lunghi alcuni metri che facilitano il passaggio su due spaccature della roccia.
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