lunedì, 13 febbraio 2012
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Via Ferrata

Zucco Sileggio

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Autore
Autore: 
Marco Bonati
Scheda
Segnavia: 

15, 17, 16

Data del rilievo: 
07/01/2012
Tipologia Percorso: 
Circolare
Difficoltà: 
EEA
Grado Alpinistico: 
II-
Periodo Consigliato: 
Tutto l'anno
Tempo Complessivo: 
5h00'
Dislivello: 
968 m

INTRODUZIONE
Con questa escursione si va a raggiungere mediante un sentiero attrezzato la vetta rocciosa che domina Mandello. Dalla croce di cima si ha naturalmente un vasto panorama su tutto il ramo lecchese del Lago di Como, ma, soprattutto, una prospettiva completa sui versanti occidentali di tutto il gruppo delle Grigne. Molto interessante - e anche molto trascurata dal grande passaggio - la via di discesa lungo una valletta secondaria in direzione di Olcio/Lierna. Il rientro a Somana avviene lungo uno dei sentieri pianeggianti facenti parte - a varie quote - del cosiddetto "Sentiero del Viandante".

DESCRIZIONE
Dal cimitero di Somana 405 m si sale in pochi metri ad una cappella votiva (segnale del Sentiero del Viandante) dove si volge a destra in direzione della frazione Sonvìco: superate le prime case, lungo uno stretto vicolo, fare attenzione a imboccare sulla sinistra la Via S.Maria (segnalazione a vernice alle spalle); si tratta di un acciottolato che rapidamente porta nei boschi sovrastanti le frazioni di Mandello. La regolare salita - affiancata da una semplice viacrucis e oltrepassata la cappella di S.Preda 605 m - in circa 30 minuti conduce alla dominante chiesa di Santa Maria 661 m: dopo pochi metri si arriva al bivio con il sentiero attrezzato per lo Zucco Sileggio cresta SO. Il sentiero parte subito molto ripido fra i cespugli e si porta in breve ad un piazzale di arrivo di una teleferica; da qui si segue la ripidissima costa sassosa che, oltrepassati due saltini rocciosi con catena, conduce ad un lungo tratto attrezzato: fra cenge, paretine e delicati canali smossi si raggiunge la sommità dello Zucco di Tura 1051 m. Si prosegue in lieve discesa fino ad una sorta di bocchetta alberata (sentiero con cavo che scende a destra verso le case di Era), da cui si risale ripidamente alla poco riconoscibile cima dello Zucco di Morterolo 1157 m. Da qui è già ben visibile la cuspide rocciosa terminale: per raggiungerla si percorre una sottile crestina rocciosa introdotta da una fessura-camino (II-°) di pochi metri. Il sentiero attrezzato prosegue con due lunghe scale metalliche molto verticali e alcune decine di metri di roccette con catena fino al ripido costone terminale culminante al piazzaletto con croce dello Zucco Sileggio 1373 m. [Per chi si trovasse alla base delle scalette senza kit da ferrata, è disponibile un sentiero che aggira da est il salto roccioso: un camminamento sotto una bancata di rocce strapiombanti e molto concrezionate accompagna fino ad un ripido pendio erboso che si risale a tornanti fin sulla costa terminale dello Zucco alla fine delle attrezzature.]
Dalla croce si percorre il filo di cresta e, trascurando la discesa a sinistra diretta a Somana, si affianca il Bivacco Mario Sforza scendendo poi ripidamente nella faggeta alla Bocchetta di Verdascia 1251 m (incrocio di sentieri: verso N al Monte Pilastro, verso E alle Case di Era, verso O a Olcio/Lierna). Scendiamo appunto a sinistra (O) una ripida valletta boscosa con una curiosa alberatura mista di faggi e tassi sempreverdi fino alla Fonte del Gess 602 m: nei pressi si incontrano le prime baite isolate e quindi una larga traccia pianeggiante (percorso alto del Sentiero del Viandante); all'altezza di una casa con pergola
si volge a sinistra e si inizia una lunga traversata a saliscendi fra boschi e prati con cascine sparse. Improvvisamente la traccia scende a gradini verso le costruzioni abbandonate di un vecchio allevamento di bestiame; se ne segue la strada afaltata di accesso e - in qualche centinaio di metri - si raggiunge il parcheggio presso il cimitero di Somana.

Ferrata "Gamma 1" al Pizzo d'Erna

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Autore
Autore: 
Marco Bonati
Scheda gita
Data della gita: 
01/01/2012
Difficoltà: 
EEA
Tempo Complessivo: 
3h30'
Dislivello: 
772 m
Avvistamenti
Affollamento: 
Nessuno
Condizioni
Condizioni meteo: 

Ottime

Temperatura: 
10.00 °C
Condizioni via: 
buone
Condizioni sentiero: 
buone
Condizioni segnaletica: 
buone

AVVICINAMENTO
Da Milano a Lecco lungo la statale 36; uscirne allo svincolo di "Lecco Centro" e seguire le indicazioni "Valsassina". All'altezza del centro commerciale IPERAL svoltare a destra in direzione "Funivia Piani d'Erna". Parcheggiare nel piazzale della funivia o, meglio, nello sterrato in corrispondenza dell'ultimo tornante.

INTRODUZIONE
Una delle prime ferrate "moderne" del lecchese (risale al 1979), molto verticale nella prima parte (attrezzata all'eccesso con decine di metri di scalette), ma con bei tratti totalmente arrampicabili nella seconda impennata. Tutto il percorso si svolge in ambiente molto panoramico su Lecco, il suo lago e tutte le montagne circostanti. Visto il tipo di roccia - calcare - meglio evitare per eccessiva scivolosità in caso di tempo umido o bagnato. All'arrivo ai Piani d'Erna, sono possibili parecchie vie di discesa (compresa la funivia): viene descritta la più breve e veloce.

DESCRIZIONE
Dal piazzale presso l'ultimo tornante 603 m si prosegue fra gli sterpi su larga traccia fino a incontrare - poche decine di metri - un sentiero ripido e molto sassoso che scende a sinistra; si raggiunge un fondovalle con stradetta asfaltata proveniente da Versasio: la si segue verso destra. Dopo qualche tratto in salita più ripida se ne raggiunge il termine presso un grosso cancello: si prosegue al lato sinistro su largo acciottolato; dopo pochi minuti una tabella metallica indica sulla sinistra la traccia per la ferrata: è un sentierino nel bosco che sale a tornanti e, dopo un ghiaione, raggiunge la base delle rocce del Pizzo d'Erna.
Segue una descrizione schematica del tracciato:
- Facile cengia rocciosa ascendente verso destra attrezzata con catene.
- Lunga serie di scalette metalliche molto verticali ed esposte.
- Tratti rocciosi con staffe e catene alternati ad altre scalette.
- Arrivo al ripiano cespuglioso del Cornesello 940 m (possibilità di discesa a destra con sentiero a saliscendi fino al Rifugio Stoppani).
- Sentiero in lieve salita, con qualche roccetta terrosa attrezzata con catena passamano.
- Inizio del secondo tratto di ferrata, con tratti arrampicabili e poche brevi scalette.
- Tratto-chiave: bel traverso esposto e risalita verticale ben arrampicabile.
- Percorso di una breve crestina affilata su appigli naturali e artificiali.
- Tratto pittoresco su ponte tibetano per scavalcare un canale franoso ( è possibile evitarlo con un tratto di catena in discesa e una scaletta verticale).
- Due scalette e tratto di catena in cengia.
- Sentiero sassoso in lieve salita fino ai due ultimi salti di roccia.
- Scalette (con antiquato e pericoloso cavo di sicurezza "originale del 1979")
fin sul primo sperone.
- Ponte metallico a passerella a raggiungere la base del secondo sperone.
- Qualche catena e le ultime scalette che permettono di raggiungere le rocce sommitali.
- Catena corrimano fino al terrazzo di vetta del Pizzo d'Erna 1375 m.

Per la discesa si segue il viottolo pedonale fino alla stazione della funivia; qui le indicazioni indirizzano verso il fondovalle a destra: una scalinata introduce nella faggeta che, percorsa a tornanti su sentiero faticoso, reca fino al Rifugio Stoppani 890 m. La via, ora più comoda e meno ripida, scende al bel villaggio di Costa e, da qui, su mulattiera acciottolata nei boschi, si torna al bivio iniziale per la ferrata, dove si prosegue per il percorso di andata.

Grigna settentrionale

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Scheda
Autore: 
Sergio Santini
Data del rilievo: 
10/04/2010
Relazione Gita: 
Grigna Settentrionale
Via: 
Cresta di Piancaformia

Canyon della Gallavesa

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Autore
Autore: 
Marco Bonati
Scheda
Segnavia: 

bolli rossi

Data del rilievo: 
27/04/2011
Tipologia Percorso: 
Circolare
Difficoltà: 
EEA
Attrezzatura: 
set da ferrata
Periodo Consigliato: 
tutto l'anno
Tempo Complessivo: 
4h30'

INTRODUZIONE
Interessante itinerario di bassa quota che percorre il profondo solco del torrente Gallavesa ai piedi del Resegone, seguendo quanto rimane di un vecchio acquedotto idroelettrico dismesso. Il percorso è completamente attrezzato con cavo metallico nei lunghi tratti di esposizione in traverso, e con catene per facilitare le salite su terreno roccioso o fangoso. Al termine delle difficoltà si raggiunge il piccolo paese di Erve e da qui, per la discesa, è interessante e "culturale" tornare alla partenza attraverso un sentiero che conduce alla visita del Castello dell'Innominato e dell'Eremo di San Gerolamo.

DESCRIZIONE
Dal parcheggio si va ad attraversare Somasca lungo la Via San Gerolamo fino all'imbocco del viale alberato che conduce all'Eremo: sulla destra si prende la Via per Beseno e la si segue lungamente fino ad un bivio sterrato (indicazioni per la ferrata). La traccia di sinistra in breve diventa un sentierino in costa che, con ripetuti saliscendi, conduce verso il profondo della Valle Gallavesa: un minimo slargo alla base di un passo roccioso è il punto di inizio delle attrezzature. Da qui, in forte esposizione, si prosegue presso una conduttura di cemento fino al fondo della valle; le poche variazioni di pendenza sono assistite da tratti di catene di progressione. Poco dopo un'insenatura con pittoresca cascata, si guada il torrente e si prosegue in costa fino ai resti di una centralina: passaggio-chiave su appoggi artificiali nel vuoto sull'acqua. Da qui prevale lo spostamento verticale in un bosco roccioso che manmano si avvicina all'ultimo tratto, che si svolge lungo la ripida scalinata di servizio alla condotta metallica. Poche decine di metri a fianco del torrente con belle cascate, e si giunge alle prime case di Erve. Per il ritorno è molto consigliabile effettuare un giro che riporta a Somasca lungo le pendici del Monte Mudarga. Al primo ponte in paese - indicazioni - si volge a sinistra e, dapprima fra le case, si segue per circa mezz'ora una stradetta asfaltata che conduce alla frazione Saina; la strada si trasforma in pista sterrata e poi in sentiero fra i boschi raggiungendo il punto di massima quota presso la panoramica Croce di Vicerola. Da qui una regolare serie di tornanti sassosi scende in una valletta fino ad una moderna cappella degli Alpini: nei pressi si alza una collina con i resti di un castello (dalla tradizione attribuito al manzoniano Innominato). Dal versante a valle inizia un pittoresco percorso che, attraversando le strutture religioso-devozionali dell'Eremo di San Gerolamo, conduce piacevolmente a Somasca nei pressi del punto di partenza.

Moregallo

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Autore
Autore: 
Rita Tarussello
Scheda gita
Relazione Gita: 
Monte Moregallo
Via: 
Canalone Belasa
Segnavia: 

bolli rossi, talvolta sbiaditi

Tempo Complessivo: 
5h00'
Condizioni
Condizioni meteo: 

variabile

Condizioni via: 
Buone
Condizioni sentiero: 
buone

Dove andare a cercar rogne in un sabato di novembre con il meteo a rischio e la promessa di sicura perturbazione per la domenica?
Poca la voglia di fare lunghi percorsi in auto, pochissima quella di alzarsi presto.
La Grigna è a due passi, ma ormai per quest'anno basta. Le gite sul Triangolo Lariano sono ormai trite e ritrite. A meno che .....
Il Moregallo, subito dietro Valmadrera, può essere raggiunto per la via diretta: il Canalone Belasa. Mai stati. Le informazioni su internet lo danno come ferrata. Beh, vedremo.
In effetti ferrata non è, sentiero nemmeno, è un canalone e di quelli tosti. Da Sambrosera tira dritto come segnato con il compasso tra pietre, boscaglia, qualche salto con catene, molti salti senza niente. Pinnacoli sulla testa e di lato, sudore, fatica.
E quando credi di esserne fuori ti aspetta il più bello: un prato così in piedi che di più potrebbe solo strapiombare. Sali con le unghie e con i denti. Finito il prato un bel sentierino, talmente stretto che una cengia darebbe più sicurezza, e infine sei alla croce e pensi: meno male, adesso si scende sul sentiero facile.
E mentre, speranzoso, compi i primi passi di discesa trovi una catena che ti toglie il sorriso. Il sentiero facile in effetti c'è: là in fondo, sic!
Alla fine, come ogni cosa sulla terra, anche questa finisce.
Da domenica prossima solo gite "T"!!!!

Redazione
Difficoltà percepita: 
medio alta

Monte Moregallo

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sottotitolo: 
per la via diretta
Autore
Autore: 
Ermanno Panara
Scheda
Via: 
Canalone Belasa
Segnavia: 

7 - bolli rossi

Data del rilievo: 
06/11/2010
Foto: 
Monte Moregallo ©2010 Ermanno Panara
Tipologia Percorso: 
Parzialmente Circolare
Difficoltà: 
EEA
Grado Alpinistico: 
III+
Periodo Consigliato: 
aprile, maggio, giugno, ottobre, novembre
Tempo Complessivo: 
5h00'
Dislivello: 
986 m
Distanza percorsa: 
8,00 km

Introduzione

Il Moregallo è una cima del Triangolo Lariano poco elevata ma interessante perché la sua posizione molto panoramica a picco sul lago e sulla pianura, nonché la sua conformazione calcarea offrono all’escursionista percorsi sempre impegnativi e di dislivello importante. La via per il Canalone Belasa, valutata come ferrata, è piuttosto un percorso alpinistico di bassa quota, molto impegnativo e con difficoltà di diverso genere: passi di arrampicata senza assicurazione, superamento di tratti franosi, salti attrezzati con catene ma solo nelle situazioni più impegnative. Per ultima, da non sottovalutare, la salita per un prato ripidissimo che in caso di umidità diventa scivoloso. L’attrezzatura da ferrata è perlopiù inutile, in quanto i salti attrezzati sono piuttosto brevi. Meglio eventualmente una corda per assicurare chi dovesse trovarsi in difficoltà. Da affrontare comunque con la dovuta esperienza ed allenamento.

Via Ferrata CAI Mandello

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Autore
Autore: 
Ermanno Panara
Scheda gita
Data della gita: 
04/07/2010
Relazione Gita: 
Via Ferrata CAI Mandello
Foto: 
alla fine della ferrata
Avvistamenti
Affollamento: 
Affollato
Condizioni
Condizioni meteo: 

caldo torrido e afoso

Condizioni via: 
eccellenti
Condizioni sentiero: 
eccellenti

Fatta nell'ambito di un giro molto lungo. Ferrata facile, articolata e molto panoramica. Si alternano tratti di sentiero, di cammino su cresta e tratti attrezzati mai difficili. Ottima per neofiti. Relativamente lunga, rispetto ad altre, non è però faticosa. Ottima anche se combinata con la traversata alta, prima tappa di due giorni (dormendo al Brioschi). Sconsigliabile la domenica per il grande affollamento e nei periodi caldi. Ideale in settembre/ottobre se non ha ancora nevicato.

Redazione
Difficoltà percepita: 
EEA

Via Ferrata CAI Mandello

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Autore
Autore: 
Rita Tarussello
Scheda
Via: 
n. 26
Segnavia: 

26

Data del rilievo: 
03/07/2010
Foto: 
La Cresta Carbonari
Tipologia Percorso: 
Parzialmente Circolare
Difficoltà: 
EEA
Periodo Consigliato: 
Giugno, luglio, agosto, settembre, ottobre
Tempo Complessivo: 
4h00'
Dislivello: 
691 m

Introduzione

L’itinerario percorre la cresta Nord-Ovest del Sasso Carbonari e termina alla Bocchetta del Releccio, 200 m sotto la vetta della Grigna Settentrionale. E’ parte integrante dell’Alta Via delle Grigne e l’attacco può essere raggiunto sia dal rifugio Bietti in circa 40’ (consigliabile), sia dal rifugio Elisa, passando per il Canalone della Val Cassina, in poco meno di 2 ore.
La ferrata non è tecnicamente impegnativa ma di grande soddisfazione in quanto si presenta molto varia ed articolata. Salti rocciosi si alternano a tratti di sentiero. Si cammina su sfasciumi, su prati e tra i mughi con diversi saliscendi lungo la cresta irregolare.

ferrata Silvano De Franco

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Scheda gita
Relazione Gita: 
Ferrata Silvano De Franco
Segnavia: 

1

Foto: 
in vetta al Resegone
Avvistamenti
Affollamento: 
Discreto
Condizioni
Condizioni meteo: 

parzialmente coperto

Condizioni via: 
ottime
Condizioni sentiero: 
ottimo

Seconda ferrata della giornata, dopo la più semplice del Centenario. Questo percorso, a differenza del primo, si caratterizza per l'assenza di aiuti artificiali, salvo una staffa nel punto chiave. La roccia fortemente appigliata rende però la progressione divertente pur se impegnativa. La catena di sicurezza complica spesso la salita perchè, essendo di grosso diametro, ostacola lo scorrimento dei moschettoni (Ermanno ha dovuto disarrampicare un tratto verticale a causa di ciò). Anche su questo percorso bisogna fare attenzione alla caduta di sassi. Ferrata breve ma intensa, da provare.

Redazione
Data Escursione: 
05/06/2010 (Tutto il giorno)
Autore: 
Rita Tarussello
Difficoltà percepita: 
F+

Ferrata del Centenario

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Scheda gita
Relazione Gita: 
Ferrata del Centenario
Segnavia: 

5

Foto: 
Pian Serrada, guardando verso la fine della ferrata
Avvistamenti
Affollamento: 
Discreto
Condizioni
Condizioni meteo: 

sole, parzialmente coperto in cima

Condizioni via: 
ottime
Condizioni sentiero: 
ottime

prima parte dell'itinerario che ci ha portati in vetta al Resegone percorrendo questa e la successiva ferrata De Franco. Percorso divertente e sicuro, forse un pò troppo ricco di pioli nella roccia, che semplificano la progressione ma che sono spesso ridondanti. Adatta anche ai principianti. Da percorrere con la massima attenzione se ci sono persone davanti, per il rischio di caduta di sassi, MOLTO FREQUENTE.

Redazione
Data Escursione: 
05/06/2010 (Tutto il giorno)
Autore: 
Rita Tarussello
Difficoltà percepita: 
F