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Flavio Crespi - © 2007 Giulio Malfer
Domani al Climbing Stadium di Arco sarà il festival dell’arrampicata. Un’atletica “danza” verticale "by fair means” contro la legge di gravità.
Gesti atletici di grande levatura e 15 metri di “strapiombo”, ma i climbers saliranno fino a 18 metri da terra per raggiungere il top della parete. Questo e tanto altro è “Rock Master” che annuncia per la 21.a edizione ancora le performances dei migliori interpreti dell’arrampicata sportiva delle tre discipline “lead”, “speed” e boulder”.
Non solo una gara, ma un’autentica sfida prima contro se stessi, poi contro gli avversari più quotati al mondo. In effetti Rock Master è un evento unico, non ci sono esami d’ammissione, ma è pur sempre l’università dell’arrampicata dove possono esibirsi solo i “master”. Solo chi ha calcato le scene più importanti al mondo e frequentato le zone alte delle classifiche mondiali dell’arrampicata ha il privilegio di esibirsi in un’arena che è il sogno di ogni arrampicatore. E questo il pubblico lo sa perchè Rock Master, domani e domenica, sarà un happening irrinunciabile non solo per i patiti dell’arrampicata, ma anche per chi ama emozioni forti e vuole vedere gli atleti esprimere il meglio di loro stessi attraverso la propria forza e grandi capacità tecniche. Uno sport puro dove non esistono “aiuti” esterni.
E il Climbing Stadium di Arco pare fatto apposta per gli spettatori. Una costruzione imponente quella che gli organizzatori capitanati da Albino Marchi hanno realizzato, apprezzata anche al di fuori dei confini nazionali. Una grande struttura per le discipline lead e speed, mentre a parte invece è allestita, ogni anno, quella meno ampia ma altrettanto spettacolare del boulder.
A tenere banco per prima, domani, sarà la sfida “lead” col Trofeo Rock Master. Per chi è avvezzo a questo sport, nomi come Patxi Usobiaga, Jorg Verhoeven, Tomas Mrazek, Ramon Puigblanque o l’emergente David Lama, a cui va sommato d’obbligo quello dell’italiano Flavio Crespi, rappresentano il mito dell’arrampicata, per chi invece cerca lo spettacolo si può dire che loro sono l’emblema dell’ardire sulle pareti di “difficoltà”.
Alle 14.00 prenderà il via la prima gara, una prova a vista con le “difficoltà” che gli atleti non hanno la possibilità di studiarsi prima. Devono insomma improvvisare per individuare i passaggi migliori e più spettacolari.
Poi alle 20.15 scatterà la gara “speed”, un’esplosione di forza e di nervi, una gara in parallelo tra due atleti ed al via ci saranno i big come Synitsin, Vaitsekovsky, Skripov ma soprattutto Tomas Oleksy, che il pubblico di Arco conosce bene. Non ci sarà invece, perché infortunato, l’ungherese Komondi, ma qui si potrà tifare Italia con Matthias Schmidl. E in quanto a tifo alle 20.50, prima della finalissima del parallelo di velocità, gli sportivi potranno stare nel parterre del Climbing Stadium e gustarsi sul maxischermo la partita Italia-Francia.
A tarda sera, alle 22.45 dopo la partita, sarà il momento del Roc Boulder Contest maschile. Si è infortunato il campionissimo austriaco Killian Fischhuber, ma il lotto di climbers chiamati dal direttore tecnico Angelo Seneci non farà rimpiangere la sua assenza. Oltre ai tanti nomi stranieri, spiccano anche gli italiani Gabriele Moroni, settimo in Coppa del Mondo, e Lucas Preti.
Domenica alle 9.45 il programma annuncia la gara “lead” lavorata, non più “segreta”, e poi i migliori quattro accederanno direttamente al duello parallelo (ore 15.00), sia maschile che femminile.
Alle 14.00 toccherà invece alle ragazze del boulder, e vale la pena ricordare la presenza della campionessa italiana Roberta Longo, unica azzurra ammessa al via.
Un nutrito programma, insomma, quello proposto dagli organizzatori del Rock Master, completato dalla proclamazione, stasera al Casinò di Arco, delle leggende dell’arrampicata. Infatti Arco Rock Legends assegnerà il “Salewa Rock Award” e “La Sportiva Competiton Award”.
Info: www.rockmaster.com
Ufficio Stampa Mario Facchini
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