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«Non pochi si sorprenderanno nell'apprendere l'esistenza del Club Alpino Accademico Italiano, si è che, impegnati nella pratica conoscenza della parte superiore della crosta terrestre, abbiamo spesso trascurato la “sublime” arte dell'apparire, così tanto di moda», con queste parole Corradino Rabbi, presidente generale del CAAI, presenta l'associazione nell'introduzione al catalogo della mostra. L'Accademico, oggi Sezione nazionale del Club Alpino Italiano, nacque a Torino, all'interno di questo, nel 1904 allo scopo di riunire i più quotati alpinisti italiani dell'epoca per favorire l'alpinismo senza guide e, attraverso un'opera di proselitismo, lo sviluppo dell'alpinismo italiano e la crescita del CAI. Per raggiungere questi scopi era necessario poter contare sull'esperienza individuale di alpinisti provati, in grado di risolvere tutti i problemi senza il concorso delle Guide Alpine, concorso riservato a classi sociali benestanti, e pertanto in contrasto con gli intendimenti di divulgazione della pratica dell'alpinismo perseguita sin dagli inizi dal Club Alpino Italiano. Come ebbe a scrivere Ettore Canzio, fondatore e primo Presidente dell'Accademico: «Non fu una ribellione dell'alpinista al montanaro: fu un lento scivolar fuori di tutela». Cento anni sono trascorsi. L'alpinismo italiano si è sviluppato e con esso ha progredito e si è affermato il Club Alpino Italiano, principale istituzione nazionale dedita, non solo alla pratica dell'alpinismo ma anche allo studio, la conoscenza, e la protezione delle montagne. La mostra «ALPINISMO» – organizzata da MUSEO NAZIONALE DELLA MONTAGNA – CAI-TORINO, CAAI, REGIONE PIEMONTE, con la CITTÀ DI TORINO e CAI - accompagna il visitatore alla scoperta della storia e delle attività promosse e realizzate dal Club Alpino Accademico Italiano. Nelle sale per le esposizioni temporanee del Museo (al Monte dei Cappuccini di Torino) alle foto storiche che raccontano le origini dell'alpinismo senza guide seguono immagini più recenti che testimoniano l'attività contemporanea degli Accademici; documenti d'archivio si alternano a libri e collezioni legate all'associazione. Così, come scrisse Renato Chabod in occasione del settantesimo della fondazione, «è motivo di fierezza per il Club Alpino Accademico Italiano essere un soggetto, anzi un protagonista nella storia dell'alpinismo italiano, le cui odierne realizzazioni sono il frutto di quelle passate e hanno il loro massimo fondamento nei valori morali degli uomini che ci hanno preceduto». Nel celebrare questa ricorrenza si è cercato quindi, attraverso le testimonianze e le ricerche, di rileggere la storia del Club. Il catalogo, che affianca puntualmente il percorso della mostra, è un documento importante per rileggere una storia ormai secolare. I testi sono integrati da un importante corredo fotografico. Come tradizione del museo torinese il libro, curato come l'esposizione da Corradino Rabbi e Alessandra Ravelli, è pubblicato nella collana dei Cahier Museomontagna (prezzo di copertina Euro 18,00).
Telefono: 0116.604.104 Fax: 0116.604.622 E-mail: stampa.pr@museomontagna.org
Sito ufficiale: www.museomontagna.org
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