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Oggi mercoledì 7 giugno alle ore 07.00 ha fatto il suo ritorno a casa Cristina Piolini, l'alpinista Ossolana di Premosello Chiovenda, ad accogliere il suo ritorno all'aeroporto della Malpensa i familiari capitanati da nonna Natalina detta anche “ regina madre” ed alcuni amici che l'hanno ormai ribattezzata “wonder-cri”, l'orario non troppo agevole ha costretto a malincuore molti a rimanere a casa.
Il primo saluto è toccato a Don Luigi di Pallanzeno, Cristina ha voluto andare subito a trovarlo all'oratorio, il parroco non sapeva di quanto accaduto a Cristina e subito a commentato : “ se avessi saputo le avrei suonate lo stesso le campane per te, perché hai fatto un gesto ancora piu grande di una conquista alpinistica ”. E da subito ha promesso una serata in suo onore nella prossima festa patronale di S. Pietro che si tiene a Pallanzeno alla fine di questo mese di giugno. Altra festa verrà organizzata in suo onore dalla comunità di Premosello Chiovenda e se ne stà discutendo proprio ora.
Cristina gode di ottima salute e nessun rammarico per quanto successo al suo tentativo di raggiungere la cima del Lhotse, il quarto gigante himalayano piu alto della terra.
La sua avventura si è fermata quando mancavano 200 metri alla vetta, ha deciso in quel preciso istante che era piu importante aiutare un collega alpinista austriaco in difficoltà in quel momento con un principio di congelamento ai piedi, che tentare di proseguire per la vetta.
Questo gesto, che per altro Lei giudica spontaneo e naturale, la ha dato enorme popolarità soprattutto in un momento dove l'alpinismo himalayano e investito da forti polemiche che riguardano l'abbandono a se stessi di uomini in difficoltà e addirittura anche a compagni di cordata, un detto celebre è purtroppo in circolazione nell'ambiente ora: “ mors tua cima mea ”, l'importante è arrivare in cima costi quel che costi. È capitato cosi un alpinista inglese sia stato lasciato a morire dopo ore di agonia mentre al suo fianco passavano indifferenti decine di alpinisti intenti a scalare l'Everest, compreso l'alpinista che ha le protesi al posto delle gambe. Altro caso è successo ad un alpinista italiano abbandonato anche lui al campo base dai compagni, con un forte congelamento che si è poi tradotto in amputazione di dita dei piedi e una della mani, in suo soccorso sono intervenuti dalla stazione piramide, e non i suoi compagni di spedizione.
Il collega alpinista aiutato da Cristina è la guida alpina Ronald Mathly.
18 maggio ore 1:00 partenza per la vetta 1° tentativo neve 1 metro e 10 cm , raggiungo 8300 metri , freddo intenso intorno a -35 gradi, telecamera e fotocamera ghiacciate.
Io sto bene, sono abbastanza velocema la coltre di neve mi impedisce di avanzare, ore 3:30 inizio a scendere, la telecamera per ora è assente, buio e vento mi fanno compagnia e le lucine sull'Everest degli “alpituristi”illuminano la salita.
Sono in Tenda al Campo 4, accendo il fornellino per scaldare l'ambiente che non è dei più caldi.
Riposo nel mio saccoletto e mi raggiunge un saluto: Good Morning, apro la tenda e vedo un omone, si presenta è una guida alpina austriaca Ronald Mathli…….un tea caldo, e 2° tentativo dei “due solitari”…………partiamo insieme e .Ronald purtroppo mi fa sapere di avere un problema ai piedi, ormai è quasi giorno, la Vetta è lassù mancano solo 200 metri , possiamo farcela,ma il tempo trascorre velocemente, e i piedi di Ronald chiedono aiuto e sono molto piu importanti che la mia vetta de Lhotse.
Forse è il destino che non devo raggiungere la Vetta e aiutare Ronald…….ore 6:30 siamo al campo 4, Ronald in lacrime mi chiede di togliergli gli scarponi, posso immaginare lo scenario che mi aspetta………..dita e piedi di colore indefinibile.
Inizio a massaggiare i suoi piedi, scaldo le mie calze di scorta all'interno del miotutone d'alta quota, poi le infilo sui 2 ghiaccioli……..qualche ora di panico e poi finalmenteun lieto fine meno doloroso del primo impatto, il pericolo di congelamento per i suoi piedi con rischio eventuale di amputazione dita, è scongiurato.
Consiglio a Ronald di scendere subito al CB io intanto mi gusto ancora 2 ore la vista dall'alto…….Pumori…….. Everest…………montagne……….orizzonti…………
Non serve aggiungere altro, il suo tentativo “per ora” si è fermato li, di sicuro per essere ripreso in una prossima spedizione. Già perché comunque sia andata questa avventura, l'esperienza accumulata e la consapevolezza delle proprie capacità, l'hanno resa ancora piu forte di quanto lo è già, in piu Cristina è giovane anzi alpinisticamente parlando “giovanissima” per questo tipo di imprese, un fattore ancora di piu determinante.
Ci saranno altre emozioni che regalerà a tutti noi, la prima è un'autentica “chicca” ma è prematuro parlarne ora, gustiamoci questi momenti.
Un “particolare” : Cristina è la prima donna al mondo ad aver raggiunto quota 8.300 in solitaria e senza far uso di ossigeno … anche le statistiche vogliono la loro parte.
Sei grande Cri.
Giancarlo Parazzoli Domodossola (VB)
Distretto Turistico dei Laghi – www.distrettolaghi.it – www.lagomaggiore.it
Lago Maggiore – Lago d'Orta – Lago di Mergozzo – Monti e Valli dell'Ossola
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