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Angela Mudge - Dolomites Skyrace 2006 - © 2006 Mario Facchini
Tutti col naso all’insù, in Val di Fassa, per scrutare i “corridori del cielo”, ma soprattutto le nuvole che vagano veloci sopra le più belle cime delle Dolomiti.
Domani si corre la Dolomites Skyrace, la decima edizione di una corsa tanto amata quanto temuta; è la quarta prova del Campionato del Mondo di skyrunning, una disciplina tra le più affascinanti; i protagonisti di queste gare sono veri ironmen, devono saper correre veloci sullo sconnesso, in alta quota (si devono superare per regolamento i 3.000 metri), spesso in cresta e non soffrire certo di vertigini. E alla Dolomites Skyrace si sono visti più volte competere con camosci e stambecchi, affrontare scalini nella roccia, in salita e in discesa. Proibitive spesso le condizioni meteo. In cima alle montagne il tempo può cambiare all’improvviso e dal sole si passa alla pioggia, a volte addirittura alla neve, e si sfidano temperature che anche alle soglie di agosto possono sfiorare lo zero.
Ma tra tante difficoltà da affrontare e superare, la Dolomites Skyrace offre una vista impareggiabile, scenari da favola che, lo dicono anche i più veloci, rinfrancano lo spirito. Una gara nella gara anche per poter entrare nell’elenco degli iscritti. Era di 500 unità il tetto massimo di concorrenti, raggiunto in poco tempo. Alla fine, dopo tante insistenze, gli organizzatori della gara hanno concesso altri 50 posti, bruciati in pochi minuti.
Questo genere di corse è in gran crescendo, ma richiede anche una preparazione specifica. La Dolomites Skyrace propone 22 chilometri di percorso, i primi 10 solo in salita continua senza nemmeno un’opportunità per prender fiato, poi altri 12 chilometri tutti in discesa, molto impegnativi, ed alla fine l’altimetro segna un totale di 1.750 metri di dislivello di sole salite. Partenza da Canazei e poi su, lungo le ripide piste da sci fino a Passo Pordoi (2.238 m.). Fino a quel punto potrebbe essere una classica corsa in montagna, dura comunque, ma per la Dolomites Skyrace è solo “riscaldamento”. Il bello viene dopo, dal Pordoi fino alla Forcella Pordoi (2.829 m.) lungo un sentiero da camosci. Si sale zigzagando sulla ghiaia poi, raggiunta la forcella, la gara punta dritta sul Piz Boè, il top della Dolomites Skyrace con i suoi 3.152 metri. Da qui ci si tuffa in discesa, giù di corsa – a volte assicurandosi alle funi - lungo scalini di sassi e roccia, quindi si attraversa la Val Lasties, spesso “fischiati” da un nugolo di marmotte curiose.
L’arrivo a Canazei è l’obbiettivo di tutti, quello dei migliori è il record da battere, 2h07’57” stabilito dal catalano Agusti Roc Amador lo scorso anno. Il recordman è al via anche domani per difendere e, dice lui, per migliorare il suo tempo.
Ci proveranno in tanti. Non c’è il leader della classifica di campionato Raul Garcia, ma ci sono i suoi più temibili avversari, iberici pure loro, Tofol Castanyer e Fernando Echegaray. Quarto in classifica è il bergamasco Marco Rusconi (Team Valle d’Aosta) che spera di fare un balzo sul podio.
La Dolomites Skyrace ha già regalato emozioni vincenti a Paolo Larger (2001) ed a Michele Tavernaro (2005 e p.m. 2004) e così il boscaiolo della Val di Fiemme ed il finanziere del Primiero puntano a far bene e perché no, a vincere.
Le Dolomiti della Val di Fassa sono un richiamo irresistibile anche per le iron-women. Sono 36 le ragazze in gara, stesso percorso, perché in montagna non si fanno sconti. Situazione più o meno come i maschi in fatto di pronostici. Manca la leader, la francese Corinne Favre che ha vinto la Dolomites Skyrace nel 2005, inchinandosi lo scorso anno solo ad Angela Mudge (GBR) che domani punta al bis. Ma c’è anche la catalana Anna Serra, vincitrice nel 2004. Le attenzioni azzurre sono tutte riposte su Daniela Vassalli attualmente sesta ma con una prova in meno, e su Paola Romanin, terza nel 2006 alle spalle di due fortissime skyrunners come Mudge e Favre.
Domani sarà spettacolo per gli appassionati ed i curiosi che vorranno salire in quota. Funivia aperta e gratuita dalle 7.30 alle 8.30 per salire sul Sass Pordoi, da dove in pochi passi si raggiunge la Forcella Pordoi e con una bella camminata il Piz Boè. Ne vale proprio la pena.
I passaggi più significativi, dopo la partenza da Canazei alle 8.30, sono annunciati in località Lupo Bianco alle ore 8.45, Passo Pordoi ore 9.10, Forcella Pordoi ore 9.35, Piz Boè ore 9.40, rifugio Boè ore 9.45, inizio Val Lasties ore 10.05, fine Val Lasties ore 10.30, Pian Schiavaneis ore 10.35, l’arrivo a Canazei è previsto verso le 10.40.
Info su www.dolomiteskyrace.com
Via Centochiavi, 32 - 38100 Trento
Tel. 0461 829724 - Fax 0461 823042 - Cell. 335.5483738 - e-mail: mario.facchini@newspower.it
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