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Con le tappe di montagna il gusto del Giro ci guadagna

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Operatore della Comunicazione senza confini tra Valcamonica e Valtellina

Ciclo & Montagna © 2005 Antonio Stefanini
Ciclo & Montagna © 2005 Antonio Stefanini

Ventuno tappe, 3.435 chilometri e tanta, tanta montagna. Questi i tratti principali dell'89ª edizione del Giro d'Italia, che prenderà il via il 6 maggio a Seraing (Belgio) e si chiuderà il 28 a Milano. Un percorso, presentato sabato 12 novembre al Mazda palace di Milano, poco adatto ai velocisti e che invece strizza l'occhio ai grimpeur. Convinto delle scelte il direttore Angelo Zomegnan, che parla di percorso "abbastanza moderno, adatto al riposizionamento sempre più in alto del nostro ciclismo".

Tra le novità principali il ritorno della cronometro a squadre e la cronoscalata del Ghisallo, prevista come prima semitappa dell'ultimo giorno. "Ci sono cinque arrivi in salita, compresa la cronoscalata. - ha detto Zomegnan - Questa è la nostra proposta, se l'UCI ci comunicherà che non si può fare ci organizzeremo diversamente". L'Unione ciclistica internazionale non contempla le cronoscalate tra le sue prove e potrebbe dunque intervenire per bloccare la semitappa del Ghisallo.

Le frazioni con arrivo in quota saranno cinque e insieme alle tre cronometro (una a squadre e due individuali) decideranno la classifica finale. La prima è alla 13ª tappa, Alessandria - La Thuile (216 km) di sabato 20 maggio. Dopo due giorni di tregua si fa il bis il 23, con la sedicesima frazione da Rovato a Monte Bondone (180 km). Il giorno dopo si partirà da Termeno per arrivare a Plan de Corones dopo 158 km.

Venerdì 26 maggio ci sarà quella che è stata definita la tappa più dura del Giro, da Pordenone a Passo di San Pellegrino di 220 km. I corridori affronteranno prima la Forcella Staulanza, quindi il Passo Fedaja, il Pordoi e l'arrivo. Il grande spettacolo delle montagne si chiuderà il giorno successivo con la Trento - Aprica, penultima tappa di 212 km. Dopo il Tonale c'è la vetta del Gavia, che con i suoi 2.621 metri sul livello del mare da salire dal versante camuno è la Cima Coppi dell'edizione. Quindi si affronteranno prima il massacrante Mortirolo e poi la scalata dell'Aprica da Edolo.

C'è grande entusiasmo in Valtellina, in particolare all'Aprica, per il ritorno della carovana rosa sulle montagne che negli anni '90 ha scritto pagine indimenticabili, prima per merito di Chioccioli e poi del grande Pantani. Unica incognita la neve, che considerando anche l'anticipo della corsa di una settimana – dieci giorni rispetto al solito (sembra a causa dei mondiali di calcio), potrebbe condizionare o addirittura impedire il passaggio sul Gavia.

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