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Miele di Rododendro - © 2005 Stefano Gallo
Il rododendro è una pianta tipicamente alpina ed è presente su tutto l'arco alpino a quote generalmente superiori ai 1.000 m e può spingersi fino a 3.000 m , viene chiamato anche “Rosa delle Alpi”.
Nel mondo esistono moltissime specie di rododendro, in Italia è rappresentato da due specie il Rhododendron ferrugineum L. presente soprattutto nelle Alpi occidentali ed è l'unica specie presente in Valle d'Aosta ed il Rhododendron hirsutum L . localizzato principalmente delle Alpi centrali ed orientali, nelle zone in cui sono presenti entrambe le specie è presente un ibrido il Rhododendron intermedium Tausch .
Il Rhododendron ferrugineum è una pianta dal potenziale mellifero molto buono è un arbusto sempreverde alto fino ad un metro con rami ascendenti, le foglie sono intere, verdi e coriacee, i fiori invece sono riuniti in infiorescenze composte di colore rosso intenso, il Rhododendron hirsutum differisce per la minore taglia del cespuglio, per le corolle dei fiori di un rosa pallido e per le foglie con il margine cigliato.
La presenza del rododendro ferrugineo è indice di acidità del terreno ed è uno dei principali costituenti del sottobosco di conifere in particolare dei lariceti, spesso colonizza pendici scoperte anche a quote molto elevate.
La produzione di miele di rododendro è una produzione tutto sommato nuova, questa produzione si realizza esclusivamente ricorrendo al nomadismo, un tempo le strade per arrivare a quote così elevate non erano presenti, inoltre la produzione avviene sempre in condizioni climatiche estreme, le temperature spesso sono molto basse, a volte le fioriture subiscono gelate tardive, pertanto il raccolto non è sicuro e molti apicoltori preferiscono orientarsi su fioriture meno rischiose.
Il rododendro fiorisce da metà giugno a tutto luglio, tradizionalmente in Valle d'Aosta le api vengono portate in montagna il 24 giugno il giorno di San Giovanni.
Spesso le condizioni climatiche sono avverse e per poter riuscire ad ottenere un raccolto accettabile bisogna salire in montagna con alveari sviluppatissimi e con abbondanti scorte ed effettuare nutrizioni zuccherine di soccorso nel caso il maltempo o quando le temperature basse si protraggano nel tempo.
Normalmente si produce bene ogni 3 o 4 anni, a volte il raccolto è nullo, per questi motivi il miele di rododendro è un prodotto di nicchia che viene venduto quasi sempre direttamente dall'apicoltore ad un prezzo molto elevato.
Nella tecnica di produzione occorre considerare che il miele di rododendro ha un aroma delicatissimo pertanto per ottenere del miele in purezza occorre essere tempestivi nel mettere e togliere i melari al momento giusto per evitare inquinamenti delle altre essenze presenti nei pascoli alpini che fanno subito assumere toni più ambrati al nostro prodotto tali da ricondurlo ad un millefiori di alta montagna.
Un altro grande problema presente soprattutto in Valle d'Aosta riguardante la produzione di miele di rododendro è costituito dalla “manna di larice”.
Nelle estati molto secche questo fenomeno incombe sugli apicoltori, la manna consiste in sostanze zuccherine che insetti, appartenenti a vari generi, producono dopo aver colpito i larici. Queste sostanze zuccherine sono visibili ad occhio nudo ed appaiono come piccoli cristalli zuccherini sugli aghi di larice.
Questa sostanza attrae le api operaie che la raccolgono avidamente arrivando a riempire in breve tempo i melari, purtroppo questi zuccheri solidificano immediatamente all'interno dei favi rendendoli inutilizzabili e quindi oltre al danno l'apicoltore subisce la beffa di avere i favi inutilizzabili per le future produzioni.
Una ulteriore difficoltà alla produzione di questo miele è data dal fatto che essendo la produzione subordinata al nomadismo, a volte possiamo avere degli inquinamenti del nettare di rododendro dovuti a mieli precedentemente stivati nell'arnia e spostati dalle api sul melario, infatti a volte possiamo trovare dei pollini di acacia o addirittura di castagno nel miele di rododendro, tali inquinanti fortunatamente possono essere riscontrati all'analisi pollinica ma difficilmente alterano il delicato aroma del rododendro.
Il miele di rododendro è in assoluto il miele più delicato nel panorama dei mieli italiani, definirlo in pratica è abbastanza semplice: colore molto chiaro da liquido, bianco o beige da cristallizzato, questo miele cristallizza dopo qualche mese formando cristalli generalmente fini.
Anche la persistenza all'assaggio è molto breve.
Sia all'olfatto che al gusto le uniche lievi note percettibili possono essere definite come gusto fruttato , leggermente vegetale, di muschio o di caramella di zucchero.
Dal punto di vista chimico un problema al quale questo delicato miele potrebbe andare incontro consiste nell'elevato tasso di umidità normalmente presente, quando la produzione è scarsa o quando l'andamento sia particolarmente piovoso le api opercolano con difficoltà i favi e quindi il miele è soggetto ad acquisire umidità dall'ambiente esterno.
Umidità superiori al 18% possono provocare fenomeni di fermentazione danneggiando irrimediabilmente questo prodotto così delicato e pregiato, Nella tecnica di produzione si consiglia pertanto di procedere alla deumidificazione dei melari per evitare questo possibile problema.
Questo prelibato e raro miele miele viene dunque prodotto superando moltissime difficoltà e con costi di produzione elevatissimi, ma il risultato è un miele affascinante sia per la delicatezza intrinseca che per l'ambiente di provenienza l'alta montagna con i suoi profumi e i suoi spazi ancora incontaminati.
GALLO Stefano
Esperto apistico e Assaggiatore
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