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Orobie Skyraid 2007

OROBIE SKYRAD: IL FASCINO ESTREMO DELLO SKYRUNNING

Fasi di gara - photo COMetaPRess/Brena/CanonDigital
Fasi di gara - photo COMetaPRess/Brena/CanonDigital

In programma domenica 5 agosto il campionato mondiale di skyrunning a squadre: una disciplina affascinante che riscuote sempre più successo. Ecco le ragioni di un successo che viene da lontano e che trova sul Sentiero delle Orobie il suo palcoscenico naturale.

Tutta l'essenza della disciplina sta nel suo nome: skyrunning. Letteralmente, correndo nel cielo. I Latini avrebbero potuto ricordarci la locuzione Nomen omen: nel nome starebbe dunque racchiuso l'essere della persona, in questo caso della disciplina. Volando da una roccia all'altra, in alta quota, confondendosi tra i sentieri di alta montagna e le nuvole. Lo skyrunning sembra essere l'ultima moda (ma sarà il termine giusto?) dello sport estremo, un fenomeno tutto italico per nascita, ma che in un decennio ha contagiato il resto del mondo.
"Ventimila skyrunner nel 2006 hanno partecipato ad un centinaio di gare, quasi la metà organizzate in Italia" sottolinea con orgoglio Marino Giacometti presidente della Federation for Sport at Altitude "perché il nostro Paese è, e rimane, la patria dello skyrunning con ben 45 associazioni sportive e quasi 7 mila praticanti".
Grandi numeri di una grande disciplina che potrebbe confondersi con la corsa in montagna di competenza della FIDAL, la Federazione Italiana di Atletica Leggera: "No! Sarò brutale, ma voglio essere efficace, gli skyrunner corrono sulla montagna, le gare Fidal girano intorno alla montagna". Non poteva essere più chiaro Giacometti, uomo di montagna che ha fatto della corsa qualcosa di più di una passione: un'intuizione, la riflessione ed ecco classificata la nuova attività. Una lunghezza dei percorsi che vanno dalla skymarathon di 42 km, alla skyrace di 30 km, passando per il vertical kilometer dove si superano i 1000 metri di dislivello in 3 massimo 4 chilometri di percorso. E ancora: le gare di skyrunning sono tutto un altro mondo, anche sotto il profilo dei dislivelli (a volte vertiginosi) e la quota media, molto spesso sopra i 2000 metri.
Non c'è dubbio alcuno che oggi lo skyrunning rappresenti la disciplina outdoor più "cool" di questo inizio millennio, con tassi di crescita che devono ancora esprimere tutto il potenziale della corsa nei cieli. In effetti il fenomeno ha da poco superato la fase embrionale, basti pensare che la prima gara venne organizzata 15 anni fa, con l'attacco al Monte Bianco da Courmayeur. Schierati al via cinque atleti, tra loro anche Giacometti. "All'inizio - racconta Marino - la corsa sulla verticale la facevano solo pochi alpinisti ansiosi di valicare il confine dell'umanamente possibile. Quindici anni fa le performance odierne erano impensabili: oggi nel Vertical Kilometer gli atleti salgono con velocità di 1700 m/h e scendono a 3000 m/h!". Ma bisognava allargare la base dei praticanti. Successivamente con la nascita della federazione si cercò di coinvolgere un pubblico più ampio, non solo di alpinisti, con gare e percorsi meno tecnici. "E la risposta fu straordinaria" ci ricorda il presidente della FSA "oggi molti skyrunner non sono alpinisti, alcuni sono scialpinisti o ciclisti, ma tanti sono maratoneti o podisti convinti dal piacere di correre in un ambiente suggestivo" e, aggiungiamo noi, in sicurezza, poiché in gara tutti, atleti elite o semplici amatori, possono contare sui punti ristoro e sul servizio di soccorso.
Ecco spiegata la genesi di una disciplina che domenica 5 agosto vedrà l'apice della stagione con il primo campionato mondiale di skyrunning a squadre: 50 team composti da tre staffettisti ognuno, si sfideranno nella Orobie Skyraid, la competizione che li vedrà correre (o volare) lungo gli 84 chilometri del Sentiero delle Orobie.

Sul sito ufficiale www.orobieskyraid.com tutti gli approfondimenti della manifestazione.

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