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IV RASSEGNA DELLA MONTAGNA

20-21-22-23 Aprile 2006 

Palazzo Bertello – Borgo San Dalmazzo

Articolo di:

Caravanserai © Sebastiano Audisio
Caravanserai © Sebastiano Audisio

PROGRAMMA

GIOVEDI' 20 APRILE per le vie della Città.

Fiera di San Giorgio

GIOVEDI' 20 APRILE ore 21.00 - Palazzo Bertello.

certo del Coro Penne Nere della Vallebormida e del Coro Ten. G. Bracco di Revello.

In collaborazione con la sottosezione ANA di Borgo San Dalmazzo

Il coro Penne Nere della Vallebormida nasce a Novembre del 1994 su iniziativa dei gruppi alpini di Saliceto e Prunetto. Nel 1995 si esibisce nei primi concerti e prende parte alle prime rassegne corali. Oggi lo compongono 24 cantori in rappresentanza di tutte le generazioni dai 18 ai 78 anni; il coro riunisce appassionati provenienti da svariate località della Valle Bormida, dell'albese e del savonese.

Il coro compie undici anni d'attività il prossimo novembre.

Il Coro ANA G. Bracco di Revello compie quest'anno il 25° anno di costituzione. Nacque da un'idea partita durante la cena degli alpini repellesi nel novembre 1979. Il Coro fece la sua prima esibizione pubblica alla messa degli Alpini repellesi nel novembre 1980. Con il passare degli anni il Coro crebbe e venne sempre più conosciuto, dapprima nell'ambito ANA e poi anche fuori dai confini. Da allora il coro è andato crescendo, tanto che nel compimento del 25° anno di attività è vicino ai 400 concerti eseguiti. Particolarmente rilevante è l'esibizione eseguita annualmente in occasione dell'Adunata Nazionale degli Alpini.

VENERDI' 21 APRILE ore 21.00 - Palazzo Bertello.

Proiezione dell'audiovisivo

“Caravanserai”: spedizione in mtb e sci dallo Xijang cinese al Kyrgystan Peak Lenin (7134) lungo la via della Seta di Sebastiano Audisio.

“Caravanserai” è il resoconto di 1700 chilometri percorsi in mtb in solitataria da Sebastiano Audisio e della salita al Peak Lenin con Cristian “Barba” Peirano.

Collocata in Pamir, la cima è il secondo 7.000 dopo il Pic Kommunism (Kyrgystan). I primi scalatori a raggiungere la vetta furono tre alpinisti sovietici nel 1934. L'occasione per la prima spedizione italiana arrivò con “L'alpiniade” del 1967 indetta per il 56° anno della Rivoluzione d'Ottobre. Il 16 agosto i milanesi Oppio, Gualco e Frisia toccarono la vetta. La parete nord è stata discesa nel 2001 dall'italiano Marco Previtali.

SABATO 22 APRILE ore 21.00 - Palazzo Bertello.

Incontro con l'alpinista LUCA “RAMPIKINO” MASPES Proiezione del video TRIP ONE – KARAKORUM 2005.

“Trip One” – Karakorum 2005 è la prima tappa di UP Project, un'idea di "villaggio vacanze per alpinisti indipendenti", un progetto nato nel dopo-K2 per aiutare l'alpinismo moderno che oggi punta più in basso come altezze ma più in alto come difficoltà.

"Trip One" è stato compiuto da 9 alpinisti-arrampicatori da tutta Italia, ognuno con le sue specializzazioni ed ognuno con un bagaglio di esperienza maturate in tanti anni di vita sulle pareti di roccia e ghiaccio. Insieme, in quasi due mesi di azione essi portano alla nascita 5 nuove vie e salgono due cime inviolate e senza nome, in Karakorum (Pakistan), nell'area del Chogolisa Glacier, pochissimo conosciuta e ricca quindi di grandi pareti di ghiaccio e roccia.

Il filmato è un reportage diretto, o meglio, una sorta di"reality" dove lo spirito scanzonato del gruppo traspare nella sua integralità.

DOMENICA 23 APRILE ore 21.00 - Palazzo Bertello .

Incontro con l'alpinista MAURO “BUBU” BOLE. Proiezione del video VIVO L'ATTIMO.

Nel corso della serata l'alpinista triestino presenterà alcune brevi storie alpinistiche ed umane dei suoi primi vent'anni di attività accompagnate da immagini e cortometraggi. Con “Vivo l'attimo” “Bole” racconta l'alpinismo come continua evoluzione , nel passaggio dalla roccia al ghiaccio, dal caldo al freddo, senza mai imporsi limiti o etiche severe, ascoltando il proprio istinto e seguendo la fantasia.

DAL 20 AL 23 APRILE. Salone Conferenze di Palazzo Bertello.

Mostra fotografica “Paisatges dla Val Maira” di Rosano Bruno.

Orari di apertura:

Giovedì 20 Aprile: dalle ore 20.30 alle 24.00

Venerdì 21 Aprile: dalle ore 20.30 alle 24.00

Sabato 22 Aprile: dalle ore 20.30 alle 24.00

Domenica 23 Aprile: dalle ore 20.30 alle 24.00.

DAL 20 APRILE AL 5 MAGGIO. Sala espositiva della Biblioteca, Palazzo Bertello.

“Montagne vicine e montagne lontane”. Mostra fotografica di Fosco Maraini.

Orario di apertura Biblioteca.

Fosco Maraini nasce a Firenze nel 1912, dove trascorre l'infanzia e l'adolescenza compiendo insieme ai genitori frequenti viaggi in Italia e in diversi paesi del mondo, durante i quali sviluppa l'interesse per la fotografia e la documentaristica. Le spedizioni compiute in Tibet nel 1937 e nel 1948 sono occasioni di approfondimento della storia e delle tradizioni dell'Oriente: esperienze e sensazioni che riporterà nella sua vasta produzione fotografica e negli scritti come “ Segreto Tibet” , ininterrottamente ristampato per oltre quarant'anni, sino ad oggi.

Dopo il matrimonio si trasferisce con la famiglia i Giappone ed effettua una serie di ricerche e di studi, con pubblicazioni e reportage fotografici.

Come fotografo di montagna e appassionato scalatore svolge in gioventù un'intensa attività alpinistica e lega il suo nome alla parete Nord Est della Torre Winkler. Di notevole inoltre l'impulso dato all'utilizzo alpinistico dello sci, prima nell'Appennino Tosco, poi sull'Himalaya, in Sikkim, dove per primo raggiunge, con gli sci, quote superiori ai 5.000 m. Nel 1958 Fosco Maraini viene invitato dal Club Alpino Italiano a partecipare alla spedizione nazionale al Gasherbrum IV (7980 m), in Karakorurn, guidata da Riccardo Cassin, con Walter Bonatti, Carlo Mauri, Bepi De Francesch, Toni Gobbi, Donato Zeni e Giuseppe Oberto. Nell'estate del 1959 Maraini dirige la spedizione al Saraghrar Peak (7349 m) nell'Hindu-Kush, organizzata dalla Sezione CAI di Roma. Da queste esperienze nascono due libri di letteratura di montagna: “ Gasherbrum IV, la splendida cima” e “ Paropàmiso” .

Fra il 1959 e il 1964 lavora come ricercatore associato presso il St. Antony's College di Oxford. In quegli anni compie un lungo viaggio attraverso l'Asia, l'India, il Nepal, la Tailandia, la Cambogia, il Giappone e la Corea.

Nel 1998 riceve il premio Nonino "A un Maestro italiano del nostro tempo ".

E' morto, all'età di 82 anni, l' 8 giugno 2004

DAL 20 AL 23 APRILE. Sala esposizioni dell'Ufficio Turistico, Palazzo Bertello.

Mostra “”Alberi” e animali nel sottobosco” di Alessandro Dutto e Giancarlo Ferrero.

Orario di apertura:

Giovedì 20 Aprile: dalle ore 18.00 alle 22.00

Venerdì 21 Aprile: dalle ore 14.00 alle 18.00 e dalle ore 20.00 alle 22.00

Sabato 22 Aprile: dalle ore 10.00 alle 12.00, dalle ore 15.00 alle 19.00 e

dalle 20.00 alle 22.00

Domenica 23 Aprile: dalle ore 10.00 alle 12.00, dalle ore 15.00 alle 19.00 e

dalle 20.00 alle 22.00.

Alessandro, Sandro, Dutto è n ato a Boves (frazione Fontanelle) il 19 Novembre 1953. Artigiano muratore, è s culture in legno autodidatta , con soggetti estrapolati da mondi da favola, mitologia pre-romana, ispirazione celto-ligure e contraddistinti da simpatia fiabesca. Le sculture religiose, rappresentate nel soggetto della natività, racchiudono un' intrinseca e profonda spiritualità; ogni opera è intagliata rigorosamente a mano.

“Vorrei che le forme racchiuse in un tronco o in un ceppo, – afferma lo scultore - oltre a ricordare l' ”ALBERO” ed ispirare una storia, un pensiero, fossero usate per “sostenere” le nostre case come pilastri, fare parte della struttura del tetto delle nostre abitazioni. Vorrei che facessero parte degli attrezzi usati da artigiani e contadini, perché questi non siano fini a sé stessi, ma diventino un ricordo, un pensiero, una tradizione. Vorrei che tutto questo e altro ancora fosse tramandato da padre in figlio. Vorrei che diventassero occasione per ricordare e farsi ricordare.

Giancarlo Ferrero è nato a Cortemilia nel 1950. Attratto, fin da ragazzino, dalla natura in tutti i suoi elementi, ha “scoperto” il disegno naturalistico grazie agli insegnamenti di Marcus Parisini. “E' stato lui – sottolinea l'artista - a farmi comprendere la bellezza degli animali, dei loro sguardi a volte fieri e a volte dolci, in agguato o spaventati, ma comunque sempre sinceri. I miei disegni sono tratti da fotografie pubblicate su riviste o libri, in quanto mi sarebbe impossibile poter riprodurre nei particolari animali in natura. Con questa tecnica riesco a catturare un momento, una situazione, attraverso una reinterpretazione del punto di vista del fotografo, ampliandone la visione.”

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