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Roger Schäli - © 2008 LDL COMunicazione
Nella cronaca alpinistica di questa prima parte dell’anno, c’è un nuovo exploit da registrare. Lo svizzero Roger Schäli, astro nascente dell’alpineXtrem Team di SALEWA, nell’arco di 45 giorni ha firmato ben 6 pareti nord, probabilmente la mezza dozzina di vie più affascinanti delle nostri Alpi. Tra l’8 gennaio e il 22 febbraio, infatti, l’elvetico ha scalato le pareti nord di Cima Grande di Lavaredo, Petit Dru, Eiger, Grandes Jorasses, Pizzo Badile e Monte Cervino. Nessuno prima d’ora era riuscito a completare le sei “classiche” in un così breve tempo. Non sono pareti facili, e questo gli alpinisti lo sanno bene, perché quelle vie sempre in ombra nascondono insidie ad ogni passaggio.
Il diario di bordo di Roger Schäli inizia l’8 gennaio sulle Dolomiti, quando si appresta ad
affrontare l’ascensione della parete nord della Cima Grande di Lavaredo lungo la via “Camillotto Pellesier”. Nonostante una partenza non proprio mattutina, Schäli e il suo compagno di cordata Simon Gietl, sono rientrati al punto di partenza nelle prime ore del
pomeriggio.
Il 21 gennaio Schäli, in compagnia di Bernd Rathmayer, scala la vertiginosa parete nord del
Petit Dru, la più seducente torre di granito di Chamonix. Nella discesa a causa di una
improvvisa nevicata che impedisce loro di orientarsi in modo sicuro, i due alpinisti sono
costretti a bivaccare in parete.
Il terzo appuntamento è fissato con l’Eiger nella giornata del 28 gennaio. Schäli questa
montagna la conosce bene per averla conquistata ben dieci volte lungo la via “Heckmair”, e
così, in compagnia di Simon Anthamatten, firma il nuovo record di percorrenza della parete
nord dell’Eiger in 6 ore e 50 minuti.
Qualche giorno a casa per riposare e Roger Schäli con Marianne Ebneter partono alla volta
del Grand Jorasses e del suo splendido versante nord. L’8febbraio tutto funziona alla
perfezione in parete, ma è nel ritorno verso casa che insorgono i problemi: il motore della
loro autovettura si guasta e si rende necessario l’intervento del carro-attrezzi.
Il 17 febbraio Schäli e Simon Gietl affrontano la parete nord del Pizzo Badile: nella discesa
la temperatura è così bassa che Gietl accusa un principio di congelamento ai piedi. Non
sazie, le due Guide Alpine ripartono per l’Eiger, dove un amico li sta aspettando per
affrontare insieme la parete nord.
Il grande tour delle “north face” si conclude il 22 di febbraio con la sesta e ultima grande
parete nord delle Alpi: il Cervino, conquistato in sole 6 ore e mezza. Ma il lavoro di Guida
chiama, e il 25 febbraio Schäli ripete, con un suo ospite, l’Eiger.
Al rientro a casa Roger Schäli manda un messaggio a Heiner Oberrauch, presidente di
Salewa e suo grande estimatore: “Caro Heiner, credo proprio di aver fatto bene a non
andare in Patagonia quest’inverno, là ci sono montagne molto belle ma molto affollate... e
così ho potuto dedicarmi alle mie Alpi... alle nostre Alpi, caro Heiner, splendide, soprattutto
d’inverno”.
giorno |
montagna |
compagno di cordata |
|---|---|---|
| 08 gennaio | Cima Grande di Lavaredo | Simon Gietl |
| 21 gennaio | Petit Dru | Bernd Rathmayer |
| 28 gennaio | Eiger | Simon Anthamatten |
| 08 febbraio | Grandes Jorasses | Marianne Ebneter |
| 17 febbraio | Pizzo Badile | Simon Gietl |
| 22 febbraio | Cervino | Simon Gietl |
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