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Bonfanti-Brizio fanno bis
alla maratona del cielo
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Sky-Marathon Sentiero 4 Luglio - © 2005 Antonio Stefanini
Uno straordinario Salvadori batte Poletti praticamente allo sprint ed è secondo
Il bergamasco Fabio Bonfanti (Skyrunning San Pellegrino) e la verbanese Emanuela Brizio (Skyrunning Valsesia 2000) bissano il successo dello scorso anno e vincono per distacco la SkyMarathon Sentiero 4 Luglio delle Alpi Orobie cortenesi.
In una splendida e fresca mattinata, con ogni cosa al suo posto come in un copione dettato dai benevoli Dèi dello skyrunning, gli esiti principali scaturiti dalla multipla tenzone sembrano dunque essere ordinari e scontati. Ma non è così.
Infatti un certo Adriano Salvadori, enfant du pays, che forse solo gli intenditori si aspettavano ad altissimo livello, questa volta ha davvero rischiato di vincere la corsa che termina sull'uscio di casa sua e che inaugurò in solitaria nel lontano 1994. Se si è dovuto “accontentare” del secondo posto (oltre al gran premio della Montagna di Cima Sèllero) è per via del solito problema ai piedoni, che anche oggi – seppure in misura minore rispetto al passato – gli ha recato il postumo evidente di un'andatura “dolce dolce”, come si dice da noi di chi, al termine, sembra camminare sulle uova.
Eppure Adriano (Valdicórteno, secondo in 4h 18'06”) è stato in grado di condurre la maratona del cielo per oltre 30 km, superato solo nella discesa finale dal fuoriclasse della picchiata Bonfanti (4h 14'38”, sua miglior prestazione), resistendo eroicamente alla rimonta di Mario Poletti (Iz Skyracing, inedito terzo in 4h 18'14”) e migliorando il suo record personale di 1'18”, stabilito nel 2003 quando fu terzo dietro Poletti e Brunod. Non male davvero, a 39 anni.
Quarto il lecchese Massimo Colombo, quinto il valtrumplino Marco Maini, sesto il valtellinese Dino Sala, settimo lo slovacco Milan Madaj, ottavo il trentino Silvano Fedel, nono l'altro sondriese Iseo Compagnoni, decimo il camuno Francesco Bettoni.
Tra le rappresentanti del gentil sesso, la fuoriclasse piemontese Emanuela Brizio ha preceduto di oltre mezz'ora la francese Corinne Favre (Iz Skyracing) stabilendo il nuovo record della gara in 5h 10' 43” e migliorando il precedente della transalpina di quasi un quarto d'ora. Terza una sorprendente bergamasca, Daniela Vassalli della Recastello Radici Group, sbucata da chissà dove, che ha fatto segnare 5h 50' 21”. Quarta la valtellinese Bruna Forni e quinta Raffaella Rossi, entrambe Polisportiva Albosaggia.
Nella 22,645 km, una “mezza” un pochino abbondante, valida come prima prova di Campionato Italiano Skyrunning 2005, conferma del Forestale trentino Lucio Fregona con record (1h 57' 41”), allo sprint davanti al bolzanino Fulvo Dapit (US Aldo Moro Paluzza), anch'egli al di sotto del tempo precedente, staccato di soli 5”. Terzo il marocchino Abdelaziz El Makhrout .
Nella breve donne, vittoria sonante della lecchese Daniela Gilardi (Atletica Sev Valmadrera), che ha fermato il cronometro a 2h 28' 17”, solo 7” sopra il primato di Bendotti e Brizio stabilito nel 2003, seguita esattamente 2' 30” dopo dalla vercellese Gisella Bendotti (Skyrunning Valsesia 2000) e dalla britannica Ruth Pickvance (2h 31' 24”).
Il bresciano Michelangelo Silvestri , il lecchese Marco Mainetti e il bergamasco Roberto Zucchelli, che hanno potuto correre la 22,645 km, si sono classificati nell'ordine per la categoria under 18, mentre l'orobico Antonio Baroni ha confermato la leadership tra gli over 50, pur decisamente in ritardo rispetto all'anno passato.
Dunque due record battuti in gara (maratona femminile e mezza maschile), ma molti altri nell'organizzazione: dal numero degli iscritti (518) e partenti (512) ai pasti serviti all'arrivo (ca. 1350), dal numero di fotografi e operatori tv ufficialmente accreditati ai volontari coinvolti nell'evento (almeno 300), dagli spettatori (3000) alla differenza d'età tra il più giovane e il più anziano concorrente: 60 anni precisi tra lo junior Roberto Zucchelli e il decano lecchese Antonio Gianola , giunto al traguardo della mezza in 3h 24', tre quarti d'ora appena dopo il sedicenne.
Ma il record più bello sono stati i gesti di bontà sportiva, innescati forse dal più significativo. L'ultracinquantenne valtellinese Salvatore Tarabini prestava soccorso in gara al concorrente che lo precedeva, fermandosi e aiutandolo a rimettere in sesto una spalla, uscitagli a causa di una caduta. Non contento, alle premiazioni il Tarabini annunciava la condivisione del premio di primo di categoria con lo sfortunato concorrente-compagno, anch'egli over 50. Seguivano poco dopo altri due episodi simili, tra i quali quello di Fregona, che dichiarava anch'egli l'intenzione di voler dividere il premio con Dapit, battuto allo sprint.
Entusiasmo di tutti, lavoratori, vip al parterre e semplici spettatori, con Giacomo Salvadori emozionato e felice e, alla fine, ormai senza più voce. Appuntamento al 2 luglio 2006.
Infolink www.cortenogolgi.it/sport
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