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STRADE DEL CINEMA 2006

V edizione del Festival internazionale

del Cinema Muto musicato dal vivo

Dal 3 al 12 agosto 2006 – Teatro Romano - Aosta

Articolo di:

Strade del Cinema 2006
Strade del Cinema 2006

Note biografiche

HAROLD CLAYTON LLOYD

Nato il 20 Aprile 1893 a Burchard, Nebraska, USA, Harold Lloyd trascorse gran parte della sua gioventù nell'Omaha, e nel 1911 si trasferì con suo padre a San Diego, in California, dove cominciò a lavorare sul palcoscenico. In seguito fece comparsate e particine in film dimenticati, soprattutto per la Universal , fino a quando incontrò il produttore Hal Roach, col quale strinse un profondo sodalizio. Insieme inventarono il personaggio chiamato “Lonesome Luke”, non lontano da quello del “vagabondo” di Charlie Chaplin. Pur mancando di originalità ed essendo rozzi, i film di Luke ebbero successo, e in due anni Lloyd ne fece più di cinquanta ( Lonesome Luke Leans to the Literary, 1916; Lonesome Luke, Circus King, 1916; Lonesome Luke Wild Women, 1917). Verso la fine del 1917 Lloyd, creò il personaggio del giovane borghese occhialuto, dall'aria intellettuale ma allo stesso tempo fantasioso ed esuberante. Così si fece amare da un vasto pubblico di gente comune che si immedesimò nelle sue avventure sceniche. La casa distributrice dei film di Roach, la Pathé, cominciò a prendere i film di Lloyd sul serio. Era sulla buona strada per diventare un divo. Nel 1920 Lloyd era giunto a padroneggiare la forma ed il personaggio, e tre dei suoi ultimi cortometraggi - Get Out and Get Under (Che bella automobile, 1920), I Do (Harold sposo, 1921) e Never Weaken (Viaggio in paradiso, 1921) - meritano di essere annoverati tra le sue opere migliori. Per circa tre anni la protagonista femminile dei film di Lloyd era la giovane Bebe Daniels, che era già un'attrice comica di un certo none. Nel 1919 la Deniels passò a lavorare con Cecil B. De Mille e Lloyd la sostituì con Mildred Davis. Quest'ultima era carina, bionda e molto vivace, e Lloyd se ne innamorò, la sposò (il matrimonio durò fino alla morte di lei nel 1969) e la tenne come partner finché essa non si ritirò nel 1923. Nel 1921 A Sailor-Made Man (Lupo di mare) segnò il passaggio di Lloyd al lungometraggio.

Nonostante fosse concepito come cortometraggio, il film conteneva tanto materiale narrativo, da dover essere necessariamente allungato fino alla misura del lungometraggio. Ciò successe anche con Grandma's Boy (Il talismano della nonna, 1922), dove però lo sforzo dell'operazione si fece sentire di meno che nel primo, essendo la dimensione del lungometraggio chiaramente quella giusta.

Nel 1923 il grande successo con Safety Last (Preferisco l'ascensore), del quale rimane famosa la scena in cui Lloyd, che nel film deve scalare un grattacielo per una trovata pubblicitaria, rimane sospeso nel vuoto mentre tenta di aggrapparsi alle lancette di un orologio mezzo divelto. Nei suoi film Lloyd non faceva mai mancare folli scalate e movimentate acrobazie.

Studiate con accurato senso prospettico, le scene di tale genere nascondevano naturalmente abili trucchi che permettevano all'attore di mozzare il fiato agli spettatori senza rischiare veramente la vita come dava bellamente a vedere. Fra i film successivi si ricordano i divertentissimi The Freshman (Viva lo sport o Lui e la palla, 1925), The Kid Brother (Il fratellino, 1927) e Speedy (A rotta di collo, 1928), questo il suo ultimo film muto. L'avvento del sonoro cambiò completamente il cinema comico e mise in crisi Harold Lloyd. Negli anni '30 ancora qualche film - come Movie Crazy (Follie del cinema, 1932) e The Milky Way (La via lattea, 1936) - e poi il ritiro. Il suo fu un ritiro da milionario: uno dei pochi “pensionati di lusso” dell'affascinante e rischioso mestiere della comicità. Harold Lloyd si è spento l'8 Marzo 1971 a Beverly Hills. (www.mymovies.it).

ROBERTO ROSSELLINI

 Roberto Rossellini nasce a Roma l'8 maggio del 1906. Figlio primogenito di Angiolo Giuseppe Rossellini, un noto costruttore della capitale, e di Elettra Bellan, veneta di origini francesi, fin da piccolo, nella dimora paterna di via Ludovisi, respira atmosfere d'arte e di musica colta. Merito del padre, appassionato di lirica e musica wagneriana, che accoglie in casa propria numerosi artisti, tra i quali il compositore Pietro Mascagni. La famiglia Rossellini viene a completarsi con l'arrivo dei figli Marcella e Renzo. Quest'ultimo, in futuro comporrà molte musiche dei film del fratello. Ma il patriarca della famiglia è nonno Zeffiro Rossellini, toscano, affermato costruttore e grande ammiratore di Giuseppe Garibaldi, del quale conserva parecchi cimeli, tra i quali, si dice, anche  un ciuffo di barba proprio del generale in camicia rossa! (nel fotocollage, da sinistra: Angiolo Giuseppe Rossellini, Elettra Bellan, i figli: Marcella, Renzo, Roberto e nonno Zeffiro). Angiolo Giuseppe, seguendo le orme di Zeffiro, realizza anch'egli delle grandi opere urbanistiche, tra le quali due sale cinematografiche di Roma: il cinema Corso (ora Etoile) e il Barberini. È in queste sale che Roberto Rossellini avrà il suo "battesimo di celluloide". Assisterà ad un gran quantità di film, prediligendo quelli di Buster Keaton e di John Ford. Da giovanotto, Roberto Rossellini conduce una vita bohémien assieme ai nobili rampolli romani delle famiglie Lancellotti, del Drago e Ruspoli. A scuola, dove non eccelle, conclude gli studi liceali al Nobile Collegio Nazareno. Qui, tra gli altri, ha per compagni di classe Marcello Pagliero - che sarà l'ingegner Manfredi di Roma città aperta - e Giorgio Amendola, che diverrà un esponente di punta del PCI e gli sarà amico per tutta la vita. A  diciott'anni, il nostro eredita un cospicuo lascito da parte di nonno Zeffiro e con tale somma può permettersi automobili lussuose, tra le quali una Bugatti, ed ogni altra costosissima piacevolezza. Per contro, il fratello Renzo, impegnandosi a fondo negli studi musicali, già a sedici anni pubblica la sua prima composizione lirica per le edizioni Ricordi. E sarà proprio il fratello musicista, ammiratore di Debussy, ad incoraggiare Roberto Rossellini a girare il suo primo cortometraggio a carattere naturalistico:  Prelude a l'aprés-midi d'un faune (1937). La famiglia Rossellini vive in piena floridezza economica fino alla morte di Angiolo Giuseppe, che avviene il 6 marzo del '31. Da quella data, però, nessuno della famiglia sarà in grado di amministrare le finanze e nel corso di pochi anni molte proprietà, come il palazzo di via Ludovisi, verranno vendute. Roberto, allora, troverà alloggio in una proprietà residua: la villa di caccia di Ladispoli. Proprio a Ladispoli, lungo il litorale laziale che porta agli scogli del castello Odescalchi di Palo, Rossellini conosce la sua futura prima moglie: Marcella De Marchis (vedi foto), di 10 anni più giovane di lui. Dal loro matrimonio, celebrato in una piccola chiesa di Palo il 26 settembre del '36, nasceranno due figli: Marco Romano, nato il 3 luglio del '37, e Renzo , nato il 24 agosto del '41. Nei primi anni di matrimonio, Rossellini lavora come sceneggiatore grazie all'aiuto del noto commediografo Cesare Vico Ludovici, suo testimone di nozze. Guadagna tremila lire per sceneggiatura, pagategli a rate. Per cui è costretto a scrivere di giorno e di notte, alle volte né mangiando né dormendo, per consegnare una parte dello scritto che gli frutta le mille lire sufficienti per una mesata. In quegli anni, dal '39 al '41, gira altri quattro cortometraggi: Fantasia sottomarina (con l'aiuto della moglie), Il tacchino prepotente, La vispa Teresa e Il ruscello di Ripasottile. La buona realizzazione di Fantasia sottomarina gli procura un contratto con la Scalera Film , che nel '41 lo ingaggia come co-regista di Francesco De Robertis per il suo primo lungometraggio di guerra: La nave bianca . Il supervisore di tale film si firma con lo pseudonimo Tito Silvio Mursino, che in realtà cela l'identità di Vittorio Mussolini (figlio del Duce).

Questi, ha la facoltà di far lavorare anche dei non tesserati fascisti per dei film a carattere bellico. Così a Rossellini - che si definisce apolitico, ma che nascostamente è un convinto antifascista - viene assegnata la regia di Un pilota ritorna (1942) e de L'uomo dalla croce (1943). Questo trittico bellico, che non ha nulla di propagandistico, ma che a volte si mostra persino attento alle sorti del nemico - come rilevò all'epoca anche lo scrittore Guido Piovene - ottiene un notevole successo di pubblico e di critica e lancia definitivamente Roberto Rossellini nel gotha dei registi più promettenti. Intanto, la seconda guerra mondiale sta arrivando al suo epilogo. Ogni attività ne risente negativamente. 

Però, Rossellini, a Roma, tenta ugualmente di girare Scalo merci. Ma il 19 luglio del '43 lo scalo di San Lorenzo, adibito a set del film, viene pesantemente bombardato decretando la fine delle riprese. Allora, il regista lascia la capitale e assieme alla famiglia si rifugia a Verrecchie, nei pressi di Tagliacozzo. Per la famiglia Rossellini, come per milioni di italiani, è un periodo di paura, di stenti e di fame. Poi, quando il fronte di guerra rasenta anche il rifugio abruzzese, Rossellini riporta la famiglia a Roma mettendola al sicuro tra le mura del convento di San Sebastianello. Nel frattempo, Roma è stata dichiarata « città aperta », cioè, almeno in teoria, non più soggetta ai bombardamenti. È un periodo cruciale per la vita di Roberto Rossellini.

In casa dello sceneggiatore Sergio Amidei, fervente comunista, partecipa a numerosi incontri organizzativi della Resistenza romana, mentre gli occupanti tedeschi, avendo imposto il coprifuoco, con rastrellamenti, esecuzioni sommarie, dure rappresaglie e torture indiscriminate perpetrate a via Tasso, sottopongono la popolazione romana ad uno periodo di indicibili atrocità e umiliazioni. È il terribile e angosciante humus di Roma, città aperta (1945) che aleggia ancora nelle strade della capitale - dopo la Liberazione anglo-americana di Roma del 4 giugno '44 - quando Roberto Rossellini (vedi foto al tempo di Roma città aperta) ha l'intuizione e il coraggio di restituirlo così com'è su pellicola, cambiando per sempre la Storia del Cinema e quella di tutti noi. Con Roma città aperta inizia la stagione del cosiddetto Neorealismo , di cui Roberto Rossellini è il padre indiscusso. Rossellini, insomma, col suo cinema che ricostruisce la realtà dei fatti, è il capostipite del cinema moderno. Non a caso, Otto Preminger dirà: " La storia del cinema si divide in due ere: una prima e una dopo Roma città aperta ". Roberto Rossellini, dopo una produzione di 50 film, tra corti, mediometraggi e lungometraggi, si spegnerà a Roma il 3 Giugno del 1977. (di Osvaldo Contenti).

ALDO ROMANO

E' dei batteristi italiani più conosciuti al livello internazionale.

Nel 1959 Aldo aveva diciottanni. Stava Imparando da solo suonare la chitarra, poi è passato alla batteria facendosi le ossa al fianco di Jackie Mc Lean e altri…

Nel 1964 Francois Tuisques lo prese nel suo gruppo “free” e un anno dopo Aldo suonava da professionista a tempo pieno, lavorando con Carla Bley, Steve Lacy, Enrico Rava, Gato Barbieri e Don Vcherry. Alla fine degli anni sessanta si era esibito in tournee assieme a Dexter Gordon, Jean-Luc Ponty, Phil Woods, Joachim Kuhn, Keith Jarret e Steve Kuhn, dopodiché decise di formare il gruppo Total Issue insieme a Henry Texier, Georges Locatelli e Chris Hayward, che segnò la prima volta di Aldo come cantante. “Eè stato Jarret che mi ha attaccato il virus della canzone! Lui mi ha anche incoraggiato a scrivere musica”.

Nel 1974 con Jasper Van't Hof, Charlie Mariano e Philip Catherine, Aldo Romano fondò il gruppo Pork Pie e, nel 1977, mentre era in Italia, registrò un album in duo (con Jean Francois Jenny Clark) dedicato a Pavese, con un attore del Piccolo Teatro come narratore. L'album era la prova vivente dell'amore di Aldo per le parole e alla Owl Records Aldo organizzava incontri fra musicisti giovani e meno giovani: Claude Bartelemy con Michel Portal e Jenny-Clark (Il pIacere, 1979), Didier Lockwood e Jasper Van't Hof (Night Diary, 1980)… (www.aldoromano.com)

STEFANO BATTAGLIA

Compositore e pianista, nasce a Milano nel 1965. Inizia gli studi pianistici all' età di sette anni, diplomandosi nel 1984 a Milano con il massimo dei voti, la lode con menzione. Contemporaneamente si perfeziona con il M° Vittorio Trama con il quale studia anche composizione. Come concertista classico ha partecipato a numerose rassegne italiane ed europee proponendo un repertorio bachiano ed il "Fitzwilliam Virginal Book", una raccolta di composizioni del 500/600 di virginalisti inglesi. In particolare nel 1986 é stato premiato al Festival "J.S. Bach" a Dusseldorf come miglior giovane interprete dell'anno, proponendo per lo più repertori barocchi (Bach, Scarlatti e Haendel) o moderni (Hindemith, Boulez, Ligeti); nel 1991 si é esibito come solista dell'Orchestra Giovanile Europea a Barcellona. Nel circuito jazzistico é stato premiato come miglior talento del 1988 dalla rivista Musica Jazz.

Ha collaborato con tutti i migliori musicisti italiani e diversi artisti stranieri come T. Oxley, B. Phillips, S. Swallow, A.Romano, L. Konitz, K.Wheeler, B.Elgart, D. Pifarély, D.Redman, J.Clayton, R. Galliano, T. Moreno, P. Favre, M. Johnson, M. Godard, M. Ducret. Ha fatto parte inoltre della Grande Orchestra Nazionale dell'AMJ nel 1991-' 92. Ha partecipato a tutti più importanti appuntamenti musicali italiani (tra cui quattro edizioni di Umbria Jazz, tre edizioni di Clusone jazz, due edizioni del Bolzano jazz festival, Trento, Milano, Siena, Roma, Torino, Ravenna, tre edizioni di Roccella Ionica, ecc.) e a diversi festivals internazionali tra cui: Ginevra, Lugano, Le Mans, Tipasa - Algeri, Parigi, Velden, Francoforte, Berlino, Middelheim, Chicago, Bruxelles, Madrid.

Nel 1997 è stato premiato dalla Radio Nazionale di Bruxelles come miglior giovane pianista europeo e l'anno successivo quale migliore musicista emergente. E' docente ai seminari estivi "Siena Jazz" dal 1988 e al Corso di specializzazione e di Alta Qualificazione Professionale per esecutori di musica jazz di Siena.

Attualmente suona in "solo", in duo con i percussionisti Michele Rabbia, Pierre Favre e Tony Oxley, in trio con Paolino Dalla Porta e Fabrizio Sferra e nel quartetto Changes (Cisi-Leveratto-Sferra); ha fondato Triplicity con il violinista Dominique Pifarély che di volta in volta ospita musicisti diversi (Michele Rabbia, Paolino Dalla Porta, Vincent Courtois, Michel Godard). Infine ha costituito Theatrum, organico orchestrale estratto dal Laboratorio Permanente di Ricerca Musicale che tiene a Siena dal 1996.

Ha pubblicato circa sessanta dischi, la metà dei quali come leader. Nel 1997 la Radio della Svizzera tedesca (DRS2) gli ha dedicato una serie di trasmissioni radiofoniche culminate con la produzione di cinque album pubblicate da Splasc(h). Nel 1999 l 'etichetta Symphonia ha registrato alcune solo-performances avvenute in chiesa producendo una collana di sei CD denominati "Esalogia dell'abside". Nel 2000 ha intrapreso con Theatrum la registrazione dei 56 Sonetti a Orfeo del poeta Rainer Maria Rilke, trasposti in musica a partire dal 1990.

Ha infine incominciato una serie di registrazioni in trio dedicate al grande repertorio jazzistico denominate "The Book Of Jazz”. Nel 2005 ha realizzato, in collaborazione con l'etichetta ECM un omaggio a Pier Paolo Pisolini. (www.stefanobattaglia.com)

EZIO BOSSO

Nato a Torino, compiuti gli studi di contrabbasso e contrappunto in italia ha studiato alla Hoch Schule für musik di Vienna sotto la guida di Ludwig Streicher per il contrabbasso, Edgar Österreicher per la direzione d'orchestra ed è stato allievo di Claude Vivier per la composizione.
Considerato uno dei rari concertisti del suo strumento si è esibito in Europa, USA, Messico, Colombia, Perù, Argentina, Brasile, Israele, Marocco, Giappone, Australia, Sud Africa, per le più prestigiose istituzioni e stagioni concertistiche riscontrando grande favore unanime di pubblico e critica.
Come solista e direttore ha collaborato con varie orchestre: Orchestra da camera di Mantova, Tchscec National Simphony, Accademia Musicale Italiana, Orchestra del Teatro Regio di Torino, Orchestra Regionale del Lazio, Festival Strings Lucerne, Wiener Streich Orch., Ensemble de Brest, Deutch Kammer Virtuosen, Meinzner Kammer Orchester, Quartetto d'archi di Torino, Akantos, e varie altre.
Alternando a quella solistica l'attività di compositore si è dedicato per diverso tempo al teatro di ricerca e alla danza Contemporanea, con registi e coreografi quali: Valter Malosti, Roberto Castello, IRAA theater Melbourne, TonyYap (Malaysia), Paul Rainsford, Claude Du Pont, LRST London, con un attento studio e lavoro sulla drammaturgia della partitura sonora e sull'interazione tra fonetica e sonorità.
Candidato più volte al Premio UBU, si è dedicato alla sonorizzazione e alla musica da cinema; dal cinema muto, collaborando con cìneteche quali la Cineteca di Bologna, il Museo del cinema di Torino, La Royal Cinetek of Amsterdam (tutti i film di Mèlies, Die Tolle Lola, L'uomo con la macchina da presa di Ziga Vertov sono i titoli più significativi), con il cinema sperimentale con Lionello e Tannoia (una casa poco solida, Via da qui - Premio Aiace al festival di Venezia) Maurizio Bonino (Svelarsi al Silenzio), Chappel of Chance Melbourne (Body and bass). Nel cinema ha collaborato tra gli altri con Gianluca Tavarelli (Un amore - premio Qualità per le musiche del governo italiano 1998 - Qui non è il Paradiso), Vincenzo Terracciano con il film cult Ribelli per Caso (nomination ai Nastri d'argento per le migliori musiche) e con Gabriele Salvatores per Io non Ho Paura ( Premio Flaiano migliore musica, nomination Nastri d'argento miglior Musica, Italian Music Award per la migliore colonna Sonora). Nella ricerca di materiale sonoro e collaborazioni con varie forme musicali, Ezio ha collaborato come compositore e arrangiatore e guest con Billy Corgan (Smashing Pumpkins), Pino Daniele e Gustavo Beytelmann (Già Pianista di Astor Piazzolla e Gotan Project) col quale è nato un sodalizio costante nel tempo. Nella sua produzione, oltre a molta musica da camera e per orchestra, le numerose composizioni per contrabbasso solista e le trascrizioni, ricordiamo le Opere da camera (Alcina, Simone e il mago, Mercuzio e Orlando) con commissioni da Teatro Regio Di Torino, Arena di Verona, Orchestre de Strassbourg, Rotterdam Conservatorium, Premio Italgas, Melbourne Art Festival, Dans scenen Copenhagen e altri. Ezio è accademico dell'ente David Di Donatello. Suona uno strumento C.A.Testore costruito nel 1721. E' edito da Cam, Sony, BMG RCA, NBB. (www.eziobosso.com)

MARC VELLA

Le piano des Sables è un documentario che racconta il viaggio attraverso il Maghreb e il deserto del Sahara compiuto dal pianista francese Marc Vella con un bus speciale, modificato per trasportare un pianoforte e permettere a Vella di suonare ed essere visibile e ascoltabile anche durante la marcia. Il viaggio è una sorta di pellegrinaggio attraverso villaggi piccoli e sperduti, con lo scopo di portare la musica dove normalmente non andrebbe. Vella suona con musicisti locali, si esibisce nel deserto, nelle piazze e nelle strade di minuscoli paesi, dove sempre viene accolto con sorpresa ed entusiasmo. La musica è il solo linguaggio universale, da ascoltare e da suonare ovunque, sempre e senza complessi, come quando Vella porta il suo pianoforte all'interno di un lebbrosario e chiede ai malati di improvvisare con lui alla tastiera.

Marc Vella è nato a l'Haÿ les Roses il 5 settembre 1961e fin da bambino, a soli cinque anni, ha iniziato a suonare il piano e continuato gli studi con grandi maestri. Determinante è stato l'incontro con Pierre Petit. Frequenta la Ecole Normale de Musique de Paris. Con Yoshihiza Taira et Jacques Casterede vince il primo premio di composizione a 25 anni.

« Mais l'essentiel n'était pas là, j'avais envie d'écouter le soleil se lever, j'avais soif de déserts, d'étoiles et de regards, alors je suis parti avec mon piano ».

Ha attraversato in tour la Francia e l'Europa, l'India e il Pakistan, fino all'Africa. Ad oggi Marc Vella ha visitato con i suoi viaggi “musicali” più di 30 Paesi percorrendo più di 130mila chilometri a bordo del suo piano-bus.

Ha vinto premi prestigiosi quali il primo premio di Composizione a Roma (1999) e il premio al festival di S. Etienne. (www.marcvella.com).

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