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GIORNATA EUROPEA DEI PARCHI

WWF “E' IL MOMENTO DEI PARCHI TRANSFRONTALIERI”

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Giornata Europea dei Parchi
Giornata Europea dei Parchi

Sono passati quasi cent'anni, da quel 24 maggio 1909, quando in Svezia per la prima volta in Europa vennero istituiti nove parchi, risposta all'esigenza di salvare gli ultimi tasselli selvaggi e porre le condizioni per il recupero di spazi seminaturali o degradati del continente. Dal 1999, quella data è divenuta l'occasione per celebrare la Giornata Europea dei Parchi, con il WWF che per l'occasione aprirà con visite speciali alcune sue Oasi, permettendo di vedere concretamente la bellezza di lembi di natura ancora intatta.

Oggi l'Europa protetta è di 750.00 kmq , pari al 14,63% della superficie del continente è stata protetta, un risultato apprezzabile, poiché l'Europa ha il più alto numero di aree protette al mondo: più di 43.000 (43.018 secondo l'ultimo elenco ufficiale dell'IUCN). Un continente che racchiude un'immensa varietà di ecosistemi naturali e seminaturali, dalla tundra nordica alle steppe russe , dalle Alpi al Mediterraneo, circa 200.000 specie concentrate soprattutto in due regioni di grande ricchezza di specie: il bacino del Mediterraneo e il Caucaso – due punti focali per la biodiversità.

Ma l'Europa è anche il continente più urbanizzato e, insieme all'Asia, il più densamente popolato del mondo e questo comporta un grande impatto sulla biodiversità: si calcola che da un terzo alla metà di tutti i pesci, anfibi, rettili e mammiferi sono in pericolo, le grandi specie carnivore (orso bruno, lupo, lince) sono scomparse da secoli da molti paesi dell'Europa centrale e occidentale.

“Il valore della biodiversità è un concetto che ormai si sta diffondendo e la presenza dei grandi mammiferi carnivori è un elemento fondamentale, un termometro per valutare la qualità di un ecosistema, in quanto si trovano all'apice della catena alimentare.” – dichiara Michele Candotti, segretario generale WWF Italia –“Rispetto ad alcune zone in Europa Centrale, in cui l'ambiente naturale è stato devastato dal forte impatto umano, in Italia è stato possibile realizzare campagne di conservazione di specie e convivenza con l'uomo con risultati di grandi successo: ad esempio da anni l'uomo convive con l'orso bruno nel Parco Adamello-Brenta o in Abruzzo, grazie all'attuazione di strategie vincenti. Sono tornati, grazie a progetti tra parchi transfrontalieri in Europa animali rari come il gipeto, lo stambecco e la lince nelle Alpi, il falco pescatore tra la Corsica e la Maremma.”

“ Anche quest'ultimo esempio dell'arrivo dell'orso in Germania è il risultato di un grande successo delle aree protette che se messe in connessione tra loro possono consentire di riportare specie scomparse da tempo (l'orso mancava in Germania da 70 anni) di nuovo sul territorio. Ma è importante che anche al di fuori dei parchi vengano messe in atto politiche di tutela del territorio, accompagnate da campagne di educazione e sensibilizzazione, per conservare la biodiversità. Il caso dell'orso, che dal Trentino Alto Adige ha raggiunto le foreste della Germana e dell'Austria, è il risultato di un grande successo che però andava preparato in modo da evitare reazioni emotive o di conflitto . Un esempio di strategia dai risultati vincenti è il progetto “ Terra dell'orso ” di educazione e informazione alla presenza dell'orso per prevenire i conflitti con la popolazione Austria e Svizzera, gli allevatori e gli agricoltori. Questo progetto è stato avviato dal Programma europeo Alpi del WWF, a cui partecipano le sedi dell'associazione di Italia, Svizzera, Austria e Francia, in una regione transfrontaliera tra la parte altoatesina dello Stelvio e le regioni confinanti. Il programma Ecoregione Alpi del WWF Italia contribuirà ulteriormente a questo progetto formando degli “ avvocati dell'orso ”. Questi operatori avranno il ruolo di mediatore culturale e incontreranno le persone venute e a contatto con l'orso, cercando di costruire rapporti di fiducia reciproca, poiché vista l'esiguità del numero di orsi presenti ora nelle Alpi italiane, poche decine di individui, è importante evitare ogni singola perdita che potrebbe ripercuotersi negativamente sulla sopravvivenza dell'intera popolazione”.

“Certamente la Giornata Europea dei Parchi è l'occasione per una riflessione sulle politiche di conservazione attuate in Europa e per le proposte di miglioramento” – afferma Fulco Pratesi, Presidente WWF Italia –“Per il WWF è prioritario rilanciare una politica coordinata sui parchi e le riserve naturali , a cominciare dal riconoscimento formale delle esperienze più avanzate di parchi transfrontalieri .”

Le Aree Protette Transfrontaliere sono quelle che si estendono in più territori confinanti e appartenenti a paesi differenti e quindi soggette a normative, politiche e regolamenti diversi. Sono imperdibili però i numerosi vantaggi, come quello di permettere la connessione ecologica tra aree naturali, di costruire corridoi tra aree che ottengano una più efficace espansione e tutela della biodiversità e rendano più efficace ed economicamente sostenibile la gestione dei parchi. Nel mondo si stanno moltipllicando le iniziative di conservazione transfrontaliera: oggi possiamo contare 169 sistemi di aree protette, 113 nazioni coinvolte, che mettono in connessione 666 parchi.

“Al Governo oggi chiediamo l'impegno per far riconoscere formalmente il rapporto di collaborazione tra parchi transfrontalieri, a cominciare da quello più avanzato tra il parco nazionale francese del Mecantour e il parco regionale delle Alpi Marittime, e sostenere la politica dei parchi transfrontalieri come primo importante passo per la istituzione di parchi europei” - continua Fulco Pratesi, Presidente WWF Italia –“Auspichiamo nell'impegno a sostegno di una politica comune sulle aree protette, in modo da creare una rete europea condivisa, efficace ed efficiente, connessa attraverso corridoi sia fisici che gestionali e che copra tutte le aree prioritarie individuate dalla conservazione ecoregionale e nella volontà di rendere la Rete Natura 2000 un reale sistema interconnesso di aree naturali e non una semplice individuazione sul territorio.”

6 AZIONI URGENTI PER I PARCHI NAZIONALI

•  Risolvere alcune questioni urgenti, quali il parco nazionale del Gennargentu (una nuova proposta condivisa), l'attivazione del parco nazionale della Val d'Agri, l'istituzione di un unico parco del Delta padano (attivare iter)

•  Regolarizzare la situazione degli enti parco commissariati (sono 6) con la nomina di presidenti di qualità, che abbiano una cultura e un'esperienza nel settore.

•  Selezionare i direttori dei parchi in base al loro curriculum e dar loro un inquadramento coerente al grado di responsabilità che ricoprono. Nominare nei consigli direttivi degli enti parco in scadenza, esperti del settore o comunque con esperienze in materia di conservazione della natura (anche per le nomine ministeriali che non devono essere più politiche ma tecniche)

•  Intervenire presso gli enti parco e presso le regioni affinché vengano completati gli iter approvativi dei piani dei parchi, cioè degli strumenti di lavoro necessari alla gestione

•  Assicurare le risorse finanziarie necessarie per una corretta e qualificata gestione e mettere da subito in cantiere un piano di investimenti per il futuro

•  Concludere rapidamente il passaggio di gestione delle riserve naturali interne ai parchi agli enti gestori

Ufficio stampa WWF Italia

tel. 06-84497377 – 373 m.bertin@wwf.it ; c.maceroni@wwf.it www.wwf.it

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