Mandello del Lario
Zucco Sileggio
INTRODUZIONE
Con questa escursione si va a raggiungere mediante un sentiero attrezzato la vetta rocciosa che domina Mandello. Dalla croce di cima si ha naturalmente un vasto panorama su tutto il ramo lecchese del Lago di Como, ma, soprattutto, una prospettiva completa sui versanti occidentali di tutto il gruppo delle Grigne. Molto interessante - e anche molto trascurata dal grande passaggio - la via di discesa lungo una valletta secondaria in direzione di Olcio/Lierna. Il rientro a Somana avviene lungo uno dei sentieri pianeggianti facenti parte - a varie quote - del cosiddetto "Sentiero del Viandante".
DESCRIZIONE
Dal cimitero di Somana 405 m si sale in pochi metri ad una cappella votiva (segnale del Sentiero del Viandante) dove si volge a destra in direzione della frazione Sonvìco: superate le prime case, lungo uno stretto vicolo, fare attenzione a imboccare sulla sinistra la Via S.Maria (segnalazione a vernice alle spalle); si tratta di un acciottolato che rapidamente porta nei boschi sovrastanti le frazioni di Mandello. La regolare salita - affiancata da una semplice viacrucis e oltrepassata la cappella di S.Preda 605 m - in circa 30 minuti conduce alla dominante chiesa di Santa Maria 661 m: dopo pochi metri si arriva al bivio con il sentiero attrezzato per lo Zucco Sileggio cresta SO. Il sentiero parte subito molto ripido fra i cespugli e si porta in breve ad un piazzale di arrivo di una teleferica; da qui si segue la ripidissima costa sassosa che, oltrepassati due saltini rocciosi con catena, conduce ad un lungo tratto attrezzato: fra cenge, paretine e delicati canali smossi si raggiunge la sommità dello Zucco di Tura 1051 m. Si prosegue in lieve discesa fino ad una sorta di bocchetta alberata (sentiero con cavo che scende a destra verso le case di Era), da cui si risale ripidamente alla poco riconoscibile cima dello Zucco di Morterolo 1157 m. Da qui è già ben visibile la cuspide rocciosa terminale: per raggiungerla si percorre una sottile crestina rocciosa introdotta da una fessura-camino (II-°) di pochi metri. Il sentiero attrezzato prosegue con due lunghe scale metalliche molto verticali e alcune decine di metri di roccette con catena fino al ripido costone terminale culminante al piazzaletto con croce dello Zucco Sileggio 1373 m. [Per chi si trovasse alla base delle scalette senza kit da ferrata, è disponibile un sentiero che aggira da est il salto roccioso: un camminamento sotto una bancata di rocce strapiombanti e molto concrezionate accompagna fino ad un ripido pendio erboso che si risale a tornanti fin sulla costa terminale dello Zucco alla fine delle attrezzature.]
Dalla croce si percorre il filo di cresta e, trascurando la discesa a sinistra diretta a Somana, si affianca il Bivacco Mario Sforza scendendo poi ripidamente nella faggeta alla Bocchetta di Verdascia 1251 m (incrocio di sentieri: verso N al Monte Pilastro, verso E alle Case di Era, verso O a Olcio/Lierna). Scendiamo appunto a sinistra (O) una ripida valletta boscosa con una curiosa alberatura mista di faggi e tassi sempreverdi fino alla Fonte del Gess 602 m: nei pressi si incontrano le prime baite isolate e quindi una larga traccia pianeggiante (percorso alto del Sentiero del Viandante); all'altezza di una casa con pergola
si volge a sinistra e si inizia una lunga traversata a saliscendi fra boschi e prati con cascine sparse. Improvvisamente la traccia scende a gradini verso le costruzioni abbandonate di un vecchio allevamento di bestiame; se ne segue la strada afaltata di accesso e - in qualche centinaio di metri - si raggiunge il parcheggio presso il cimitero di Somana.
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Rifugio Rosalba
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Grigna Meridionale
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La Gardata
Introduzione
Bella escursione, non difficile ma abbastanza lunga che consente di percorrere tutto il versante meridionale delle Grigne, al cospetto della costiera Sasso Cavallo - Sasso dei Carbonari lungo la selvaggia Val Meria prima e poi tra prati e boschi e passaggi di roccette agli ameni spazi aperti dell'Alpe Cetra e del piccolo borgo di Era prima di fare rientro a Rongio transitando per l'altro piccolo paese di Somana. Molto belle le marmitte del torrente Meria che si osservano prima che il sentiero diretto al Rifugio Elisa si stacchi da quello per la Gardata in corrispondenza di una interessante grotta localmente detta "La Ferrera".
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Zucco della Rocca
Introduzione
Brevissima escursione che, lungo il percorso storico di salita ai Piani Resinelli dalla riva del lago, porta a visitare un inaspettato reperto archeologico. Si tratterebbe di una antica cisterna risalente al periodo tardo romano, unico residuo di un presumibile castello posto proprio al vertice di questa altura. La gita, in caso di buona visibilità, è ampiamente panoramica sul bacino del basso ramo di Lecco del Lario: ma solo dalla cima dello Zucco della Rocca, visto che tutto il percorso si svolge all'interno di un suggestivo bosco molto selvaggio.
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Via Ferrata CAI Mandello
Fatta nell'ambito di un giro molto lungo. Ferrata facile, articolata e molto panoramica. Si alternano tratti di sentiero, di cammino su cresta e tratti attrezzati mai difficili. Ottima per neofiti. Relativamente lunga, rispetto ad altre, non è però faticosa. Ottima anche se combinata con la traversata alta, prima tappa di due giorni (dormendo al Brioschi). Sconsigliabile la domenica per il grande affollamento e nei periodi caldi. Ideale in settembre/ottobre se non ha ancora nevicato.
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Via Ferrata CAI Mandello
Introduzione
L’itinerario percorre la cresta Nord-Ovest del Sasso Carbonari e termina alla Bocchetta del Releccio, 200 m sotto la vetta della Grigna Settentrionale. E’ parte integrante dell’Alta Via delle Grigne e l’attacco può essere raggiunto sia dal rifugio Bietti in circa 40’ (consigliabile), sia dal rifugio Elisa, passando per il Canalone della Val Cassina, in poco meno di 2 ore.
La ferrata non è tecnicamente impegnativa ma di grande soddisfazione in quanto si presenta molto varia ed articolata. Salti rocciosi si alternano a tratti di sentiero. Si cammina su sfasciumi, su prati e tra i mughi con diversi saliscendi lungo la cresta irregolare.
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Grigna Settentrionale
Percorso che merita di essere fatto con condizioni climatiche più favorevoli; il caldo torrido e l'afa obbligano ad una costante e continua idratazione, e l'acqua pesa. Il percorso è spettacolare, comodo (e lungo) sino al Rifugio Elisa, diventa impegnativo per ogni metro successivo. Il canalone della Val Cassina impegna maggiormente della ferrata Cai Mandello, pur non essendo considerato una ferrata in senso stretto. La discesa dai Chignoli è un altro punto particolarmente impegnativo perchè giunge dopo molte ore di cammino e la stanchezza si è già fatta sentire. Il terreno franoso e scivoloso, nonchè ripidissimo, obbliga alla massima concentrazione. Una caduta sarebbe rovinosa. Ma lo spettacolo che si gode per tutto il percorso ripaga della fatica; confesso però che gli ultimi chilometri sono stati un'autentica sofferenza, attenuata da un magnifico temporale che, forse per pietà, si è scatenato raffreddando la mia temperatura che era a livelli di allarme. Credo che le Grigne, per un pezzo, non vedranno comunque la mia presenza...
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Grigna Settentrionale
Introduzione
L’accesso diretto alla Grigna Settentrionale dal versante lariano è effettuabile da Rongio, frazione di Mandello del Lario.
L’escursione, molto lunga e impegnativa, percorre da ovest a est buona parte della Val Meria, raggiunge il rifugio Elisa, poi torna a ovest per infilarsi nel canalone della Val Cassina. Lo risale fino a intercettare la via ferrata Cai Mandello che percorre la cresta del Sasso Carbonari e sbuca alla Bocchetta del Releccio, 200 m sotto la vetta della Grigna Settentrionale. Il ritorno avviene scendendo il primo tratto della Traversata Alta fino alla Bocchetta della Bassa, imboccando poi il sentiero dei Chignoli che ripidamente conduce nei pressi del rifugio Elisa, e da qui a valle.
L’itinerario copre un dislivello di oltre 2000 m, più 200 m circa di contropendenze. E’ fattibile, sebbene sconsigliabile, in giornata, ma bisogna tener conto che, oltre alle 11 ore tabellari, occorre prendersi il tempo per fare almeno tre soste.
Da ultimo, sebbene non manchi acqua sul sentiero per il rifugio Elisa, è bene partire ben riforniti di liquidi.
Impegno fisico a parte, comunque, questa escursione è a dir poco entusiasmante perché oltre alla varietà del percorso, regala stupendi scenari nei contrasti tra anfiteatri rocciosi, lunghe pareti verticali, canali inquietanti e spettacoli di verde tra erba e mughi.
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Vette e vapori
Non serve andare lontano per trovare immagini suggestive. L'autunno regala colori speciali, la montagna li fa preziosi.
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