lunedì, 13 febbraio 2012
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Marcello Rossi

Tete de Bois de Quart

2
0
Autore
Autore: 
Marcello Rossi
Scheda gita
Data della gita: 
25/09/2011
Segnavia: 

7A

Foto: 
Le Grand Jorasses dalla vetta
Difficoltà: 
E
Dislivello: 
923 m
Avvistamenti
Affollamento: 
Poca gente
Condizioni
Condizioni meteo: 

Sereno

Intro

Vetta non elevata e di facile accesso posta all’inizio dello spartiacque tra la valle del torrente Flassin e la Comba del Citrin. Nonostante la quota non elevata rappresenta un punto panoramico d’eccellenza sulla valle del Gran San Bernardo, con bella vista anche su Grand Jorasses ed al monte Bianco.

Accesso stradale

Si risale la valle del Gran San Bernardo fino a Saint-Oyen, appena entrati in paese si imbocca la via che scende alla sinistra (indicazioni per camping) fino ad arrivare in corrispondenza di un bar, in fronte al quale si trova un ampio parcheggio.

Descrizione

Si imbocca la strada che sale alla destra del bar che dapprima asfaltata per poi diventare sterrata risale la valle del torrente Flassin. Si risale la valle lungo la strada fino a quando, dopo un tornante a sinistra, una palina indica l’inizio del sentiero, che porta ad invertire la direzione di marcia fino ad attraversare il corso di un torrente in secca. Dopo il sentiero inizia a salire lungo il versante est della Tete du Bois de Quart, dapprima con una lunga traversa in piano e poi guadagnando quota con una serie di risvolti. Si passa una piccola zona prativa ove il sentiero si perde ma la via è indicata da una serie di frecce sui massi; dopo breve il sentiero torna ad essere evidente e porta in breve alla panoramica vetta della Tete du Bois de Quart (croce di vetta in legno).
Per il rientro, oltre che seguire la via dell’andata, è possibile completare il tracciato del sentiero 7A, imboccando lo stesso in corrispondenza di una freccia su masso e seguendolo in costa, passando per le pendici della Testa Cordella arrivando all’alpe di Tsa de Flassin, ove inizia la medesima strada sterrata che si segue fino a valle.

Redazione
Difficoltà percepita: 
E

Lacs de Fenètre

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Autore
Autore: 
Marcello Rossi
Scheda gita
Data della gita: 
12/09/2011
Via: 
Dal Colle del Gran San Bernardo
Segnavia: 

13A

Foto: 
Il primo lago con le Grand Jorasse
Difficoltà: 
E
Tempo Complessivo: 
3h20'
Avvistamenti
Affollamento: 
Discreto
Condizioni
Condizioni meteo: 

Sereno

Intro

Piacevole escursione che porta a tre laghi in territorio svizzero che si trovano su un balcone panoramico d’eccellenza sul massiccio del Monte Bianco con belle viste su Grand Jorasse e Mont Dolent.

Descrizione

Dal colle del Gran San Bernardo si imbocca il sentiero 13A che corre lungo la traccia dell’antica via romana che saliva al colle, si transita di fianco alla statua di San Bernardo e si scende fino ad incrociare la strada statale, la si attraversa e si riprende il sentiero che si abbassa leggermente rispetto alla rotabile.
In 5 minuti si perviene ad un bivio, si lascia alla sinistra il sentiero che scende a valle e si continua in piano fino ad attraversare di nuovo la strada per il colle, si passa vicino all’alpeggio di Baou, dove poi si inizia a salire lungo l’impluvio. Risalito il vallone si giunge ad un bivio ove si tiene la destra (indicavia 13A) e si entra in un anfiteatro racchiuso tra il Mount Fourchon, Pointe de Drone e Grand Chenalette. Si procede per un breve tratto a bassa pendenza per poi tornare a guadagnare quota rapidamente lungo il sentiero che con una serie di svolte conduce al valloncello detritico sotto al colle di Fenetre. Ormai in vista del colle, caratterizzato da diffusi affioramenti di rocce calcare alle nostre spalle la vista si apre sui lontani ghiacciai del Gran Paradiso, sul Grand Nomeon, sul Ciarforon e sulla becca di Monciair.
Valicato il colle si inizia a scendere verso i laghi con le viste che si aprono, prima sul Mont dolent e progressivamente sulle Grand Jorasse (parete nord) e sul monte Bianco.

Vermiana - Valnontey

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Autore
Autore: 
Marcello Rossi
Scheda gita
Data della gita: 
04/09/2011
Foto: 
La Testa di Valnontey
Difficoltà: 
T
Avvistamenti
Affollamento: 
Affollato

Piacevole e adatta a tutti passeggiata in Valnontey fino all'alpeggio di Vermiana a 1731 m lungo una tranquilla strada sterrata.

Alpe Moncerchio

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Autore
Autore: 
Marcello Rossi
Scheda gita
Data della gita: 
10/07/2011
Foto: 
Arrivo all'alpe Moncerchio
Condizioni
Condizioni meteo: 

Nuvoloso / pioggia

Comoda escursione su strada sterrata che dal Bocchetto Sessera porta all'agriturismo dell'alpe Moncerchio

Rifugio Dondena

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0
Autore
Autore: 
Marcello Rossi
Scheda gita
Data della gita: 
01/07/2011
Foto: 
Il Rifugio Dondena
Difficoltà: 
T

Piacevole escursione su comoda sterrata che porta al rifugio Dondena nell'ononìma valle (laterale della valle di Champorcher). Se percorsa all'inizio dell'estate, oltre ai panorami, si possono ammirare le ampie fioriture di genzianelle, gigli rossi, botton d'oro e rododendri.

Rifugio Ospizio Sottile

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Autore
Autore: 
Marcello Rossi
Scheda gita
Data della gita: 
27/06/2011
Segnavia: 

11, 105

Foto: 
Il rifugio al colle
Dislivello: 
1153 m
Avvistamenti
Avvistamenti floristici: 
Genziane, genzianelle
Condizioni
Condizioni meteo: 

sereno

Condizioni neve: 
nevai residui al colle

Bella escursione su sentiero sempre ben segnato che sale al colle Valdobbia ove sorgelo storico rifugio dell'Ospizio Sottile.

Alpe Casarj

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Autore
Autore: 
Marcello Rossi
Scheda gita
Data della gita: 
14/05/2011
Segnavia: 

F11

Foto: 
Alpe Casarj
Tempo Complessivo: 
0h50'
Avvistamenti
Affollamento: 
Nessuno
Avvistamenti floristici: 
Genziane

Breve escursione ad un alpeggio in Valsessera che permette viste un differenti rispetto alle classiche del Bocchetto Sessera.

Cima de Bonom

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Autore
Autore: 
Marcello Rossi
Scheda gita
Data della gita: 
01/05/2011
Segnavia: 

F11, It. Montain Fitness

Foto: 
La Cima del Bonom ed alle spalle la Cima di Bo
Tempo Complessivo: 
4h30'
Dislivello: 
495 m
Avvistamenti
Affollamento: 
Poca gente
Avvistamenti floristici: 
Crocus, Genziane
Condizioni
Condizioni meteo: 

Nuvoloso

Da Bocchetto Sessera si imbocca il sentiero che parte all’inizio della sterrata per l’Artignaga. Il sentiero si porta subito sullo spartiacque tra le valli Cervo e Sessera ed inizia a guadagnare quota, prima a bassa pendenza per poi aumentare decisamente. Giunti sulla vetta di quota 1696 si passa tra i paravalanghe e si guadagna un primo tratto pianeggiante. Con due strappi si arriva sulla vetta del Monticchio, si oltrepassa la croce di vetta in legno e si continua sempre lungo la cresta. Con una serie di Sali-scendi si arriva alla Colma Bella. Oltre il sentiero diviene leggermente più impegnativo, si lascia per breve tempo la cresta, prima sul lato Cervo poi sul lato Sessera per oltrepassare alcune formazioni rocciose, arrivando alla base di due paretine rocciose che si oltrepassano sul versante Sessera.
Superata la seconda paretina il sentiero perde pendenza fino ad arrivare alla base della Cima del Bonom che si raggiunge con un ultimo breve strappo sul filo di cresta.

Redazione
Difficoltà percepita: 
E

Alpe Giassit

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Autore
Autore: 
Marcello Rossi
Scheda gita
Data della gita: 
22/04/2011
Foto: 
Alpe Giassit
Difficoltà: 
E
Tempo Complessivo: 
0h50'
Dislivello: 
148 m
Avvistamenti
Affollamento: 
Nessuno
Avvistamenti floristici: 
Crocus, genziane
Condizioni
Condizioni meteo: 

sereno / poco nuvoloso

Naturale proseguio dell'escursione all'alpe Cavanna

Descrizione dell'itinerario

Dalle costruzioni dell’Alpe Cavanna si sale fino alla costruzione del rifugio Cavanna ove si imbocca una carrareccia che inizia a risalire con alcuni risvolti verso lo spartiacque tra la Val Viona e il vallone di Grè.
In poco tempo si guadagna la cresta poco a valle di un grosso ometto di pietra con una sgualcita bandiera italiana, si segue la via che svolta a sinistra giungendo alla base dell’ometto di pietre. Oltrepassato l’ometto in poco tempo si perviene così alle costruzioni dell’alpe Giassit.

la relazione dell'alpe Cavanna

http://www.inalto.org/relazioni/alpeggi/alpe_cavanna

Santuario - Batteria - Corno di Machaby

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Autore
Autore: 
Marcello Rossi
Scheda gita
Data della gita: 
20/03/2011
Segnavia: 

5

Foto: 
Il santuario di Machaby
Difficoltà: 
E
Tempo Complessivo: 
2h30'
Dislivello: 
250 m
Avvistamenti
Avvistamenti floristici: 
Crocus
Condizioni
Condizioni meteo: 

sereno / poco nuvoloso

Accesso aautomobilistico

Passata la frazione Ville la strada entra in un vallone, al primo incrocio si svolta a destra ed in breve si giunge all’imbocco del sentiero (pralina) e si lascia l’auto nell’ampio piazzale.

Note Storiche

La costruzione del santuario di Machaby risale agli inizi del 1500 (prime notizie a partire dal 1503); dalla fine del seicento il santuario è stato via via ingrandito conservando dell’edificio originale il presbitero. L’altare principale risale al XVII secolo, mentre i due altari presenti nelle navate laterali risalgono al XVIII secolo. Caratteristica del santuario è quella di conservare numerosi ex-voto.
Alle spalle del santuario in una serie di nicchie esterne sono affrescate diverse scene del mistero del Rosario.
In generale la gita si svolge su di una strada militare di età napoleonica che serviva numerose fortificazioni costruite a supporto del forte di Bard, tra le quali il forte Tenente Lucini (oggi ristrutturato ed adibito ad ostello) e la batteria di Machaby, utilizzata anche come rifugio dai partigiani durante la seconda guerra mondiale.

Descrizione dell’itinerario

Dal piazzale si imbocca l’ampia via (ex-strada militare) che con tre tornanti porta al santuario di Machaby. Al santuario si imbocca la strada che si stacca alla sinistra del piazzale ed in pochi minuti si giunge al paese di Machaby; al bivio si imbocca la via che scende passando davanti all’edificio della fortificazione del Tenente Lucini, alla fine del quale si tende a sinistra e si prende la strada che tende a salire (seguendo le indicazioni riportate su cartelli in legno). Con una serie di tornanti, in circa venti minuti, si giunge all’ampio spiazzo della batteria di Machaby.

Deviazione per il Corno di Machaby

Se si vuole salire al Corno di Machaby, si deve tornare al bivio, proseguire verso le ultime costruzioni del paese e imboccare l’evidente sentiero che sale dalle case che in breve porta alla panoramica vetta del Corno con un piccolo ometto di vetta e belle viste sulla valle centrale.

Redazione
Difficoltà percepita: 
E