Alpeggi
Besenval
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Château
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I Poncia
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Grandes Arpilles
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Alpe Berrio damon
Classica gita invernale di Ollomont, come By, Champillon e La Chevriere.
Durante l’ultima guerra la baita fu occupata da un gruppo di partigiani comandati da Ettore Castiglioni, che aiutava i perseguitati a fuggire in Svizzera, come raccontato dal libro “Il vuoto alle spalle”.
La parola "berrio" è di origine celto-salassa e significa masso, pietra.
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Tsa de Flassin
Classica e frequentata escursione anche propedeutica per chi volesse avvicinarsi per le prime volte a questo tipo di attività invernale; l’assenza infatti di tratti ripidi e tecnici associata all’esposizione tutta a nord che garantisce la conservazione della neve rendono comoda la salita e semplice la discesa. Quest’ultima si sviluppa lasciando alla sinistra traccia di salita sino al limitare del bosco e poi, valutando al momento le condizioni della neve, si può eventualmente continuare la discesa sulla traccia della poderale spesso battuta per un buon tratto dal gatto delle nevi.
Descrizone
Dal parcheggio si attraversa subito la pista di fondo per dirigersi direttamente verso sud su una pista battuta dal gatto delle nevi che, poco oltre, costeggia la pista di slittino. Arrivati al punto di partenza di quest’ultima si passa in leggera salita un primo tratto di bosco seguendo per pochi minuti la traccia della strada poderale e poi tagliando il suo percorso per un piccolo pascolo innevato e raggiungendo in breve l’alpeggio di Champex. Lasciato quest’ultimo sulla sinistra si cammina in leggera salita per attraversare un breve tratto senza alberi e nei pressi delle prime conifere si passa accanto a Flassin de meiten; abbandonata dopo alcuni minuti la poderale si seguono le tracce che passano per il bosco godendo dei giochi di luce che si ammirano durante il suo attraversamento e cercando i piacevoli passaggi nella neve ancora immacolata. Salendo progressivamente senza eccessive pendenze si giunge al limitare del bosco e si inizia ad intravedere la testata del vallone di Flassin; poco a poco ci si sposta sulla sinistra per passare nei pressi delle pendici nord occidentali del Mont Labiez. Ora si apre alla vista tutta la panoramica della parte alta del vallone; aumentando leggermente la pendenza, si guadagna sulla destra il suo centro e, proprio a sinistra, si vede la meta dell’escursione: ancora una salita interrotta da un saliscendi ed un ultimo strappo ci conducono all’alpeggio di Tsa de Flassin.
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Moulaz
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Centovalli: la via dei Mercati, parte 1, da Locarno a Camedo
Escursione in solitaria, e con i sintomi imminenti di un mega-raffreddore che mi ha tagliato le gambe...
La "Via dei Mercati" era una mulattiera che univa Domodossola con Intragna, passando i vari paesini della valle Vigezzo e delle Centovalli. Percorsa dai mercanti, che portavano granaglie, metalli e sale provenienti dalla Pianura Padana, e tornavano con lana, formaggi e salumi. Esistono ancora alcuni tratti originari, ma la maggior parte del percorso del Medioevo è stato mangiato dal tempo.
Partenza dal tennis di Locarno alle 7:15, scavalco la Maggia sulla nuova passerella (accanto alla "direttissima" Locarno - Ascona), e subito dopo scendo per infilarmi sulla Astrovia, il percorso creato sulla diga insommergibile che propone il sole ed i pianeti messi a distanza proporzionata, con cartello didascalico. I primi (mercurio, venere, terra) distano tra di loro poche centinaia di metri, gli ultimi più di 1 Km.
La gamba non va, non riesco a tenere il mio passo normale, non riesco a scaldarmi. Percorro tutto l'argine fino alla confluenza della Melezza con la Maggia, poi svolto a sinistra per portarvi verso Golino prima, e Intragna poi, dove arrivo alle 9:10, e mi faccio la sosta di un quarto d'ora.
Da Intragna, passato il grotto "Du Rii" si trova la scalinata che porta a Calezzo, ultimo tratto della via dei Mercati. Salita fino a Calezzo, giornata splendida e mite per essere la fine di ottobre. Da Calezzo si continua su forestale per un bel pezzo di direzione di Slögna, poi finalmente si entra nel bosco, splendido in questo periodo, e appare la mulattiera. Inizia un bel sali-scendi continuo, per seguire la miriade di vallette laterali, ogni tanto la mulattiera scompare, per lasciare posto a semplice sentiero, e riapparire più avanti. A Slögna prendo a sinistra (a destra si sale ai Monti di Comino), e tra alti e bassi, splendido bosco autunnale di castagno, faggio e betulla, arrivo alle 12:00 a Verdasio.
Sosta pranzo al ristorante "Il Pentolino" sulla bella terrazza baciata dal sole, e alle 12:45 mi rimetto in marcia. Il sentiero scende subito in modo marcato, per risalire nuovamente, e questo due volte. Poco prima di Lionza ritrovo finalmente la mulattiera, passo la zona del maglio e del lavatoio, poi via quasi in piano fino a Borgnone, e discesa su Camedo stazione, dove arrivo alle 14:35.
Rientro a Locarno con la Centovallina, diventata un trenino comodissimo (io avevo ricordo di panche di legno).
Escursione splendida, che dà la vista sulla parte più bella delle Centovalli, quella in alto, che si apre come i petali di una genziana: stretta e incassata in basso, ampia e dolce in alto. Da Intragna niente rumori di traffico (al massimo lo sferragliare delle ruote della Centovallina sui binari), e quasi tutto bosco.
A dicembre probabilmente la seconda parte, da Camedo a Domodossola.
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Malghera
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Camoghè dall'alpe di Serdena
Escursione piacevole per una giornata con altri impegni...
Partiamo alle 9:40 dall'alpe di Serdena, iniziamo la salita tranquilli. Dopo una mezz'oretta ci troviamo davanti a dei ruderi, segni di sentiero non ce ne sono. Seguiamo una vaga traccia sul pendio, che dopo poche centinaia di metri scompare. Decidiamo di continuare su dritti, fuori pista, tanto si vede la cresta tra la bocchetta di Revolte e il Camoghè. Salita difficile per i continui buchi, scaloni, e pietre.
Recuperata la cresta, il resto è facile. Il sentiero sale zig-zaggando verso la cima, conducendo alla zona dove si trova l'oratorio e l'ex-baracca militare in pietra, ormai distrutta. Da qui un breve passaggio porta alla cima vera e propria.
Vista spettacolare per decine di Km tutt'attorno, grazie all'aria tersa, almeno fino al Mendrisiotto, dove la cappa fumogena inquinante regna sovrana. Verso Nord, invece, vista fino al massiccio del San Gottardo, alpi vallesane, e oltre.
Discesa senza patemi, questa volta non sbagliamo strada, e arriviamo all'alpe di Serdena passando dalla bocchetta di Revolte e da corte Lagoni.
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