sabato, 4 febbraio 2012
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Cascate

A zonzo per la Greina

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Autore
Autore: 
Nino Dal Borgo
Scheda
Via: 
Pian Geirett - arco della Greina - Crap la Crusch - Camona - capanna Terri - Crap la Crusch - capanna Motterascio
Data del rilievo: 
01/10/2011
Foto: 
L'arco della Greina
Tipologia Percorso: 
Traversata
Difficoltà: 
E
Tempo Complessivo: 
8h30'
Dislivello: 
850 m
Distanza percorsa: 
17,00 km

Giornate d'autunno splendido, organizzo una due giorni sulla Greina assieme a Rita e Pietro.

Partiamo da Pian Geirett alle 9:00, salita fino al bivio della capanna Scaletta, poi seguiamo il corso del Brenno della Greina per arrivare all'arco della Greina, invece di salire al passo della Greina e scendere lungo il sentiero della Camona dil Medel. Il percorso è marcato T4 (bianco-blu-bianco) ma non presenta difficoltà particolari, è sufficiente passo sicuro ed equilibrio. Per me invece, passaggio su di un ponte di roccia stretta che mette in notevole agitazione il mio povero stomaco.

Arco con spuntino, poi ripartiamo in direzione di Crap la Crusch, seguendo un fuori pista iniziale che ci porta diretti alla baracca (ex-militare) "Edelweiss". Da qui riguadagniamo il sentiero, bianco e lucido, e ci fiondiamo sul Piano della Greina. Silenzio e libertà, sembra quasi di essere in Nepal... Skyline di montagne nettissime sul cielo azzurro splendido, il sentiero che ti guida verso l'orizzonte, paesaggio splendido e di cui innamorarsi (come è capitato a noi). Se vieni qui, un elastico invisibile ti si avvinghia e si fissa al suolo, e ti ci riporta, che tu voglia o no.

A Crap alle 12:00 decidiamo di continuare fino a Camona per il pic-nic, entrando così nel Plaun della Greina, la parte grigionese di questo altipiano. Nel Medioevo le comunanze della Blenio avevano affittatto dagli abitanti della Lumnezia i pascoli, per acquistarli poi verso la metà del '500. Con le carte Siegfrid (circa 1939) quasi tutto il territorio è stato riassegnato al canton Grigioni.

A Camona (bivio per Vrin tramite il passo Diesrut) fermata di mezz'ora, poi su lungo il promontorio che costeggia il Reno di Somovix dove lo stesso si sprofonda in gole, e giù per arrivare alla Camona dil Terri (capanna Terri). Lunga pausa caffé e torta, abbiamo tutto il tempo che vogliamo.

Per il ritorno seguiamo l'altra strada, che resta alta sulla Greina, con prospettive splendide, e micro-laghetti invisibili dal basso. Il sentiero ci riconduce a Crap la Crusch, dove prendiamo il terzo ramo della Greina che ci porta fino alla capanna Michela / Motterascio.

Calda accoglienza da parte di Ornella ed Emilio, cena, poi a nanna presto, domani vorremmo fare il Terri...

Descrizione completa dell'escursione con foto e testo.

Cascate di Lillaz e alpe Bardoney da Cogne (AO)

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Autore
Autore: 
Nino Dal Borgo
Scheda
Via: 
Cogne, Lillaz, cascate di Lillaz, Goilles - Desot - alpe Bardoney
Data del rilievo: 
29/07/2011
Foto: 
Alpe Bardoney
Tipologia Percorso: 
A/R
Difficoltà: 
E
Tempo Complessivo: 
8h15'
Dislivello: 
800 m
Distanza percorsa: 
18,00 km

Quarta escursione vacanzifera. Le signore hanno deciso la sera prima: si sale all'alpe Bardoney, passando dalle cascate di Lillaz.

Ci avviamo di buon'ora, cielo quasi sereno, e prendiamo in direzione degli impianti di risalita di Cogne, poi su fino allo spiazzo come ieri, per proseguire questa volta verso sinistra, seguendo l'indicazione "Sylvenoire". Ci ritroviamo su di un sentiero splendido che passa piccole radure allungate, una dopo l'altra, per rientrare poi nel bosco, quasi fino a Lillaz.

Passata Lillaz imbocchiamo il sentiero che porta alle cascate, e iniziamo la scalata seguendo a caso una delle tante vie tracciate. Tanta gente che sale e che scende, fino alla testa della cascata. Qui la maggior parte delle persone fa l'anello, mentre noi continuiamo fino ad un casotto sul pianoro, per imboccare poi il sentiero che sale la seconda cascata sulla dx orografica fino a Q1820 circa.

Passato il poggio, si apre il paradiso: una vallata splendida, completamente alberata, intima, che più avanti si apre in prati deliziosi per condurci fino a Goilles. Poco oltre troviamo il ponte che permette di passare il fiume, ed iniziare la salita verso l'alpe.

Anche quii il sentiero è semplicemente splendido, costeggia grandi prati (penso una volta caricati), per rituffarsi nel bosco.

Verso le 13:00 sosta pranzo, le signore per motivi vari decidono di rientratre direttamente, ma mi danno il via libera per salire da solo. Parto alle 13:300, e poco dopo il sentiero spiana verso Q2100 in un bellissimo paesaggio alpestre, per condurmi a piccoli gradoni fino al bivio Bardoney - Lac Loie.

Visito Bardoney, mezza idea di continuare fino al lago e scendere da li, poi la memoria della pendenza di discesa da quella parte prevale, e decido per il rientro dalla via di salita. Alle 14:30 parto dal bivio, e volo il sentiero. In un'oretta sono al ponte, poi overdrive nella valle, e discesa finale su Lillaz, dove arrivo alle 16:00.

Pier, Danila e Rita mi stanno attendendo per la merendina, complice il caldo mi slappo un ben gelato!

Alle 16:45 prendiamo la via del rientro ripassando per Sylvenoire, molto più bella che lungo la forestale che costeggia il fiume e che avevamo fatto martedi.

Gita splendida, di quelle da rifare assolutamente, magari completando l'anello al lago.

Descrizione completa dell'escursione con mappa, foto e testo.

Tour du Ruan

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Autore
Autore: 
Massimo Martini
Scheda gita
Data della gita: 
12/08/2011
Durata: 
4 giorni
Difficoltà: 
EEA
Avvistamenti
Affollamento: 
Poca gente
Avvistamenti faunistici: 

Capra ibex

Alp de Loie e Lac de Loie da Cogne

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Autore
Autore: 
Nino Dal Borgo
Scheda
Via: 
Cogne - Lillaz - Alp de Loie - Lac de Loie
Data del rilievo: 
26/07/2011
Foto: 
Le cascate di Lillaz durante la discesa dall'alpe de Loie
Tipologia Percorso: 
A/R
Difficoltà: 
E
Tempo Complessivo: 
8h00'
Dislivello: 
900 m
Distanza percorsa: 
12,00 km

Seconda bella escursione nella zona di Cogne.

Stavolta partiamo alle 9:10, e prendiamoo la forestale che unisce Cogne a Lillaz, passando per Champlong. A Lillaz continuiamo lungo il percorso attrezzato in direzione delle cascate, e a circa 2/3 troviamo il cartello che indica la salita verso il laghetto de Loie. Il sentiero si fa subito molto erto, zig-zagando lungo un crinale che separa due vallette. Prima parte nel bosco, poi all'aperto, e nell'ultimo tratto nuovamente nel bosco.

Arrivati all'Alp de Loie giriamo a sinistra, passiamo una piccola ganna, e ricominciamo la salita verso la canalina orizzontale che dà accesso alla conca del laghetto, dover arrivo alle 13:00.

Laghetto splendido, di un verde simile a quello dello Sfille. Pausa pic-nic, po decidiamo di continuare verso Mont Bardoney e scendere dalla valle dietro le cascate (la pendenza è più umana), ma arrivati alla bocchetta che dà sulla zona di Bardoney notiamo che il cielo ormai si è volto allo scuro, è attesa una perturbazione nel pomeriggio. Dato che il percorso è più lungo da questa parte, ci sono buone probabilità che ci troveremo in mezzo ad un termporale... Marcia indietro, rientriamo dalla via di salita.

Alle 14:20 siamo nuovamente all'alpe, regolazione degli scarponi e giù per il pendio, ad una velocità per me quasi inumana. Arriviamo al sentiero delle cascate in 1 ora e 10 minuti, temo per i miei quadricipiti.

A Lillaz sosta caffé / birra / gelato, poi chiedo il permesso di fare il rientro a Cogne da solo, e ricevutolo, parto con la mia falcata, e alle 16:45 sono all'labergo.

Descrizione completa dell'escursione con foto e testo.

La classica di primavera: valle Verzasca

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Autore
Autore: 
Nino Dal Borgo
Scheda
Via: 
Bivio di Corippo, Lavertezzo, Motta, Ganne, Brione, Alnasca, Gerra, Lorentino, Frasco, Sonogno
Data del rilievo: 
25/04/2011
Foto: 
Il ponte a doppia gobba di Lavertezzo
Tipologia Percorso: 
Traversata
Difficoltà: 
T
Tempo Complessivo: 
6h15'
Dislivello: 
760 m
Distanza percorsa: 
15,50 km

Escursione che mettiamo in calendario ogni anno... Questa volta prendiamo con noi anche Marco, assieme a Ivan (11 anni) e Alice (6 anni).

Partenza alle 9:45 dal bivio di Corippo, dopo poche centinaia di metri sulla strada si entra nel bosco lungo il sentierone della valle Verzasca. Tra sali-scendi continui e dolci si passano diversi piccoli insediamenti posti lungo la via, per arrivare a Lavertezzo e al suo ponte a doppia gobba. Piccola pausa per rifocillare i bimbi (hanno ritmi alimentari molto diversi da noi adulti).

Ripartenza in direzione Motta e Ganne, con sosta alla capannetta "Orgnana". Giornata deliziosa, temperatura ottima per camminare, il canto del fiume che nasconde in buona parte il rumore del traffico sull'alstra sponda.

A Ganne salita al ponte stradale per attraversare, il punto più pericoloso del tracciato, per prendere poi a sinistra e salire il promontorio che delimita la parte alta della Verzasca. Passiamo Brione, e alle 13:10 arriviamo alla seconda capannetta, quella denominata "Alnasca". Pausa pic-nic, poi ci rimettiamo in moto sotto la stecca del sole (da qui in avanti è quasi tutta esposta), per passare ulteriori insediamenti tenuti con cura, tra cui Alnasca, e arrivare a Lorentino alle 14:40. Agriturismo aperto = caffé e gelato.

Alle 15:05 ci rimettiamo in moto, Alice comincia a mostrare segni di affaticamento. Niente da ridire, si è fatta circa 13 Km e 700 metri di dislivello. Alle 15:45 siamo al ponte pedonale di Frasco, Marco decide di terminare qui con i bimbi, e attendere il postale che parte alle 16:32 da Sonogno.

Rita ed io tiriamo fuori il turbo, e in un quarto d'ora arriviamo a Sonogno. Ulteriore caffé (sono proprio un vizioso), poi puntuale il postale parte, raccogliamo Marco, Ivan e Alice a Frasco, e assieme a loro commentiamo il tragitto seduti comodamente.

Valle splendida, acque smeraldo: grazie Verzasca.

Descrizione completa dell'escursione con foto e testo.

Cascata Pacard

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Autore
Autore: 
Fabio Bertuzzo
Scheda gita
Data della gita: 
29/10/2010
Foto: 
© Fabio Bertuzzo

La via dei Monti del Gambarogno

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Autore
Autore: 
Nino Dal Borgo
Scheda
Data del rilievo: 
26/02/2011
Foto: 
Ascona con il suo golfo
Tipologia Percorso: 
Traversata
Difficoltà: 
E
Periodo Consigliato: 
Febbraio, marzo, aprile, maggio,giugno, luglio, agosto, settembre, ottobre, novembre
Tempo Complessivo: 
6h30'
Dislivello: 
1175 m
Distanza percorsa: 
13,00 km

Splendida escursione attorno a Q800 che passa tutti i Monti storici del Gambarogno.

Partiamo da Vira alle 10:20 per salire a Fosano lungo la mulattiera e sentiero poi, continuando verso i Monti di Fosano, il Bivio dei Monti di Piazzogna, dove il sentiero volge verso Ovest per restare alla stessa quota.

Ai Monti di Piazzogna sosta pic-nic con coccole a gatto con un bel po' di DNA del gatto delle foreste norvegese. Lungo la forestale raggiungiamo i Monti di Vairano, e finalmente il sentiero entra nel bosco. A metà strada verso i Monti di Gerra, ponte metallico con splendida cascata ancora semi-ghiacciatta.

Dopo i monti di Gerra la foglia inizia ad essere un problema, arriva a metà polpaccio. Il bosco, di castagno all'inizio, si è trasformato con betulle prima, e faggi poi. Silenzio, non incontriamo praticamente nessuno durante tutto il percorso.

Dai Monti di Gerra continuiamo per quelli di St.Abbondio sempre nel bosco, per arrivare poi ai Monti di Caviano, splendido insediamento estremamente curato e ben tenuto.

Discesa abominevole su Caviano lungo la mulattiera con orrida pendenza, fondo dissestato, sassi lisci, che ci spacca le gambe ben più di tutto il tratto fino a qui.

A Caviano Andreas (con il quale avevo fatto il Sentiero degli Stambecchi) viene a recuperarci, ci offre torta, caffé, thé e amicizia per finire in bellezza una giornata già splendida.

Panorama potenzialmente notevole rovinato completamente dalla foschia presente.

Da ripetere in autunno, per sentire il grande finale della sinfonia mandalica delle stagioni.

Descrizione completa dell'escursione con mappa, foto e testo.

Sopra Mesocco: Nassel, Calnisc, Gumegna

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Autore
Autore: 
Nino Dal Borgo
Scheda
Data del rilievo: 
27/06/2010
Foto: 
Ancora neve a Q1400 il 27 di giugno
Tipologia Percorso: 
Circolare
Difficoltà: 
E
Periodo Consigliato: 
aprile, maggio, giugno,luglio, agosto, settembre, ottobre
Tempo Complessivo: 
8h45'
Dislivello: 
1056 m
Distanza percorsa: 
15,40 km

Escursione già fatta nel 2007, avevamo voglia di rivedere le belle cascate che si incontrano lungo il percorso. Partecipano Rita, Francesca, Antonella, Silvana, Fabio, Roberto, Marco, Renzo ed il sottoscritto.

Partenza alle 9:15 da Mesocco, la giornata si preannuncia calda assai. Scendiamo fino al fiume, passiamo il ponte, poi iniziamo la salita verso Nassel, per fortuna quasi tutta nel bosco. Vi arriviamo attorno a mezzogiorno, ma abbiamo perso per strada una parte della comitiva, che è finita a Stabi, splendido insediamento posto all'entrata della conca che porta all'alpe de Barna. Recuperiamo il gruppo mancante, e continuiamo verso Calnisc, dove mi ricordo c'era un bel prato adatto al pic-nic. Arriviano alla prima cascata del percorso, il sentiero è franato per una valanga, c'è ancora neve sopra e attorno. Il passaggio richiede cautela, poi possiamo riprendere il ritmo normale.

Alle 12:30 siamo a Calnisc. In giro non c'è nessuno, cosî occupiamo una veranda, e ci sistemiamo per il pranzo. Rita ed io, morigerati, tiriamo fuori un po' di pane, carne secca, frutta secca e noccioline salate. Francesca, Antonella, Silvana, Fabio e Roberto invece, piazzano una tovaglia, e tirano fuori ogni ben di Dio dai loro sacchi, dal salame piccante alla crostata, dai sottaceti al vino e birra: sono organizzatissimi.

Tanto impeto alimentare richiede una sosta prolungata, e infatti ci rimettiamo in moto solo alle 14:20.

Il sentiero verso Gumegna rientra nel bosco, ma serve a poco: dal basso arrivano folate d'aria calda impressionante. Durante l'escursione mi spazzo tre litri d'acqua. Dopo una prima valletta, con cascata, giriamo all'interno della seconda, salita spezzagambe, e arriviamo a uno dei due corsi d'acqua che saltano dalla montagna. Sono divisi da una lingua di roccia, che rende invisibile la seconda cascata quando sei alla prima. Sopra la più grande delle due, ancora neve.

Superiamo la lingua rocciosa, seconda cascata, molto più piccola. Poi rientro nel bosco, e in un attimo arriviamo a Gumegna, alle 15:50. Da qui inizia la lunga discesa su forestale verso Mesocco, con vista dall'alto sui resti del castello di Serravalle, Pian San Giacomo e il fronte che chiude il piccolo altipiano di San Bernardino.

Alle 17:50 Siamo a Mesocco, caldo bestiale. Lasiamo passare i bollori, poi congedo e rientro a casa.

Il sentiero, soprattutto tra Calnisc e Gumegna, si sta chiudendo, soprattutto nei tratti fuori bosco. Si vede che viene frequentato molto poco, e le erbacce stanno invadendo tutto. Ancora due o tre anni al massimo, e resteranno solo le marche bianco-rosso-bianco ad indicare dove si trovava.

Descrizione completa con tutte le foto e testo.

Il laghetto Cadabi

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sottotitolo: 
ai piedi dell'Adula
Autore
Autore: 
Nino Dal Borgo
Scheda
Via: 
Cusié - capanna Quarnei - laghetto Cadabi
Data del rilievo: 
01/08/2009
Foto: 
La capanna Quarnei, sull'alpe omonima
Tipologia Percorso: 
A/R
Difficoltà: 
EE
Pendenza max: 
75°
Periodo Consigliato: 
Da giugno a settembre
Tempo Complessivo: 
10h00'
Dislivello: 
1250 m
Distanza percorsa: 
20,00 km

Rita giovedì si legge i vari opuscoli della serie "Laghetti alpini della Svizzera Italiana", e mi propone il laghetto dei Cadabi, salendo da Quarnei: sono un po' spaventato per la descrizione del tratto dalla testa della cascata fino al laghetto, soprattutto gli ultimi 50-70 metri, quasi in verticale. Come reagirò con le miei vertigini? D'altra parte, l'unico sistema per saperlo è provare. Inoltre, nessuno dei due era mai stato in Val Malvaglia...

Partenza alle 8:30 dal parcheggio Foppa, poco dopo le quattro case che formano Cusiè. La meteo è instabile, decidiamo di arrivare almeno fino alla capanna Quarnei, e se si mette a piovere, beh, ci faremo un'oretta e mezzo di passeggiata sotto l'acqua per rientrare.

Il sentiero (fino alla capanna è un T2 tranquillo) sale dolcemente sullo stesso versante, conducendo fino all'alpe di Pozzo, dove troviamo dei pastori all'opera con le loro capre (una buona cinquantina). Da qui si imbocca la stretta valletta, percorsa da una teleferica per la merce, che porta in breve all'alpe Quarnei, e dall'alpe alla capanna, sita su di un poggio con bellissima vista sulla valle Malvaglia.

Sosta per una tisana, cornetto intregrale (che abbiamo portato con noi). Chiedo indicazioni al capannaro, che dalla finestra mi fa vedere il percorso per arrivare al laghetto: lo stomaco mi dà una strizzatina.

Alle 11:15, dopo una mezz'ora di pausa, partiamo scendendo nuovamente all'alpe, per iniziare poi la salita, impegnativa ma sempre T2, verso la testa della cascata. Dopo aver aggirato lo sperone sulla sinistra che delimita la parete della cascata, il sentiero a tratti si fa un po' più impegnativo, ma tengo botta. Arriviamo al pianoro dietro la cascata, e guardo su... Oddio oddio oddio, devo salire di li? Rita mi guarda, le dico "Andiamo...". Riprendiamo la salita che ci porta sulla sinistra del canalone, proprio sotto la parete verticale piena di ferro e di color ruggine. Il sentiero inizia a farsi stretto, la pendenza sulla destra... Tengo gli occhi fissi davanti a me. Arriviamo all'imbocco del canale di salita. Guardo, e penso "Salire probabilmente ce la faccio, scendere?". Discuto con Rita: siamo d'accordo che se non dovessi sentirmela di scendere, rientriamo in qualche modo dall'altra parte, scendendo alla capanna UTOE Adula, val Carassina, e chi si è visto si è visto.

La salita funziona, anche se non sempre siamo sicuri di percorrere il tragitto migliore... Non guardo in giù, e arrivo in cima.

Alle 13:10 siamo in cima. Proprio in testa al canalone, un signore piccolino, anziano, capelli bianchi, sembra uno gnomo, con la sigaretta arrotolata in bocca, bastone di legno tipo Appenzello (un vero Alpenstock, insomma), che ci guarda con benevolenza. La Provvidenza esiste: si offre di farci da guida per scendere. Scatto tre foto del laghetto, non riesco neanche a vedere l'Adula per le nuvole che corrono basse. Una banana, un balisto, e si parte. Il signore davanti, io in mezzo, Rita dietro. Lui scende saltellando come uno stambecco, e lo invidio di cuore. Io sembro un ragno a quattro zampe, che usa ogni parte del corpo (soprattutto quella dove la schiena cambia nome scendendo). Ricevo consigli, poi dopo 10-15 metri di discesa comincio a capire, mi ricordo dei sassoni della diga della Maggia da bambino, e scendo, con piccolissimi attacchi di iperventilazione. Arrivati in fondo al canalone ringrazio il signore, e lo lascio libero. Mentre Rita ed io arrivamo al pianoro della cascata, lui è già quasi alla capanna Quarnei.

Ci fermiamo per fare pranzo, sono le 14:30, e praticamente non abbiamo mangiato niente dal mattino, e ripartiamo. Arriviamo verso le 15:45 alla capanna Quarnei. Sosta, mi mangio un minestrone, e offro da bere al signore che ci ha guidati, il quale inizia a chiaccherare con noi e non ci lascia più andare.

Alle 16:30 ripartiamo, ma scendiamo dall'altro versante. Il sentiero da questa parte ha una pendenza maggiore, le gambe cominciamo ad essere stancotte. Finalmente arriviamo in fondo alla valle, dove troviamo il ponticello che ci riporta sull'altro versante. Da qui tutto fila liscio, il sentiero è bellissimo, nel bosco di larici, e ci porta all'alpe della Bolla prima, per arrivare al parcheggio alle 18:30.

Rientrato ho letto le relazioni degli utenti che ci erano stati: mi è venuto da ridere e da piangere, quando ho visto che praticamente non hanno neanche commentato l'esistenza del canalone, a parte un "un piccolo malagevole canale dal fondo instabile e ricco d’ acqua", oppure "Risalendo il canale bisogna prestare un po’d’attenzione, siccome il riale che fuoriesce dal lago passa proprio da qui, di conseguenza i sassi sono bagnati e scivolosi!". Mi sono sentito proprio un pulcino!

Descrizione completa con foto e testo.

Giro delle cascate d’Amola

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Autore
Autore: 
Maurizio Peroni
Scheda
Segnavia: 

211

Tipologia Percorso: 
A/R
Difficoltà: 
T
Periodo Consigliato: 
maggio, giugno, luglio, agosto, settembre, ottobre
Tempo Complessivo: 
2h30'
Dislivello: 
450 m
Distanza percorsa: 
10,00 km

Introduzione