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Autore: Massimo Bellossi
Sito personale: http://users.iol.it/mbell
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| Valle d'Aosta / Ayas |
|
| Lunghezza percorso: | 6.5 km + Ipotesi A: 1.5 km; Ipotesi B: 6 km |
| Caratteristiche: | Naturalistico |
| Difficoltà: | Medi Pedalatori Difficile (MPD) |
| Periodo consigliato: | maggio, giugno, luglio, agosto, settembre, ottobre |
| Quota del punto di partenza: | 1568 m |
| Dislivello: | |
| Quota del punto di arrivo: | 2271 m |
| Accesso al punto di partenza: | |
Per gli amanti della bicicletta e della Valle d'Ayas eccovi un bell'itinerario sulle alture che sovrastano Champoluc. Pedalando tra i monti si potrà godere di un paesaggio veramente suggestivo.
St. Jacques - Alpe Nana Inferiore - Alpe Nana Superiore - Alpe Tournalin
Partendo da Champoluc si arriva a St.Jacques, dove conviene fare rifornimento d'acqua
. Si ridiscende la strada asfaltata per un centinaio di metri e si imbocca il bivio a sinistra seguendo l'indicazione Crocetta. Si procede per circa 300 m. Arrivati al parcheggio antistante il rifugio Casale (1665 m), si prosegue sulla sinistra sulla strada sterrata. Il tratto che segue (poco più di 2 km) è subito molto impegnativo ed alterna diversi tornanti a lunghe rampe, con forti pendenze, rese alquanto difficili anche dal fondo in molti punti sabbioso a causa del frequente transito di camion ed altri mezzi. Si arriva quindi su un falsopiano in corrispondenza della partenza della seggiovia delle Mandrie (1950 m ca). Si prosegue lasciando la seggiovia sulla propria sinistra; la strada riprende a salire per alcune centinaia di metri fino ad arrivare ad un bivio. Da qui è possibile proseguire verso il Crest oppure salire in direzione Taconet-Lago della Forca.
Lunghezza dal bivio 1,5 km - Dislivello
-50/
100m
Si prosegue sulla destra. La strada sterrata scende per un breve tratto fino ad arrivare il località Soussun (1900 m) e quindi riprende a salire per circa un chilometro fino a Crest (2000 m). Da qui si può proseguire verso Cuneaz (2065 m) e visitare quello che fino a poche decine di anni fa era il più alto insediamento abitato tutto l'anno della Valle d'Aosta. Si può quindi rientrare a Champoluc ripercorrendo la strada dell'andata oppure (ma accertatevi di avere freni perfettamente funzionanti) arrischiare la discesa lungo il cosiddetto Pistone (molto ripido in alcuni punti), cioè la pista di rientro per gli sciatori.
Lunghezza da Crest 7-8 km - Dislivello
300/
-50/
150/
-100/
400
Da Crest, fatta scorta d'acqua
, si prosegue in direzione del Lago delle Rane-Belvedere. Il primo tratto è decisamente ripido e difficilmente si riesce ad evitare di spingere la bicicletta. Superati i primi due tornanti la pendenza torna ad essere accettabile e si riesce a proseguire pedalando fino al Lago delle Rane (2150 m), dove è possibile fare rifornimento d'acqua
ad una sorgente posta alle spalle del laghetto. Si prosegue quindi abbastanza agevolmente, costantemente con la vista sul Cervino, fino ad un falsopiano. Fatte poche centinaia di metri si giunge ad un bivio: proseguendo verso sinistra si arriva al Belvedere (2300 m) dove, volendo, è possibile concludere le proprie fatiche infilando le gambe sotto il tavolo !! Ma così facendo si perderebbe la parte più interessante (!) dell'escursione. Proseguendo, la strada scende per alcune centinaia di metri fino ad arrivare in una conca dove è possibile ammirare uno dei più bei laghetti del circondario, il Contenery (2250 m). Purtroppo negli ultimi anni, causa i lavori sulle piste di sci e la deviazione dei ruscelli che lo alimentano, difficilmente è possibile ammirarne le acque oltre la metà di Luglio. Superato il Contenery, la strada riprende a salire dapprima lentamente, quindi, superato il tornante, in maniera tanto decisa da non consentire di pedalare. Si spinge la bici per alcune centinaia di metri fino a giungere, in prossimità dell'arrivo di una seggiovia, al Lago Ciarcerio (2370 m). Si prosegue poi in leggera discesa per circa 800 m. Al bivio, avendo più in alto sulla propria destra l'arrivo della seggiovia delle Mandrie, si gira a destra e si ricomincia a salire abbastanza agevolmente in mezzo a delle rocce fino ad arrivare al Lago della Forca (2320 m) e quindi, in leggera discesa, fino alla partenza della seggiovia della Bettaforca (2300 m). Da qui parte l'ultima rampa, estremamente impegnativa sia per la pendenza che per il fondo alquanto sconnesso. Sono oltre due chilometri da fare quasi tutti a spinta. Ma ne vale sicuramente la pena: arrivati al Colle della Bettaforca (2700 m) è possibile ammirare un panorama splendido dominato dalla parte più spettacolare ed imponente del ghiaccio del gruppo del Monte Rosa e, inoltre, rifocillarsi al rifugio posto di fronte all'arrivo della seggiovia che sale dal versante di Stafal. Il ritorno è sullo stesso percorso dell'andata (salvo optare per una discesa verso Stafal-Gressoney-la-Trinité). La prima parte della discesa è abbastanza faticosa ed impegnativa. Giunti alla partenza della seggiovia si può proseguire direttamente verso il Lago della Forca -Taconet-Mandrie, oppure, stando completamente sulla destra del vallone, prendere la strada sterrata in direzione della località di Resy (2000 m) dove è possibile rifocillarsi in uno dei rifugi, ma da dove non è possibile proseguire oltre (salvo caricare la bici in spalla e percorrere il sentiero nel bosco fino ad arrivare sulla strada sterrata che porta al Pian di Verra. Altra alternativa per la discesa: dalla partenza della seggiovia della Bettaforca si può imboccare la pista di sci non eccessivamente ripida salvo alcuni punti in corrispondenza dei due tornanti. Seguendo questa strada si arriva ad incrociare la strada sterrata che dalla Crocetta sale alle Mandrie.
Lunghezza dal Bivio 6 km - Dislivello
750/
-50
Dal bivio si prosegue sulla sinistra in leggera salita. Dopo un paio di tornanti si arriva al Taconet (2090 m) noto anche come rifugio Paradisia per essere stato utilizzato per alcune riprese del film "Tutta colpa del Paradiso". Da qui in poi la strada ricomincia a salire con un discreta pendenza. Si supera un'alpe dopo circa 1 km (è l'ultimo punto dove è possibile rifornirsi d'acqua
) e si procede quindi in direzione del Lago della Forca (2320 m) e quindi fino al Colle della Bettaforca. Per il ritorno vale quanto descritto sopra, salvo optare per una salita al Lago Ciarcerio per poi ripercorre tutta l'itinerario al contrario (Ciarcerio-Contenery-Belvedere-Crest).
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