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| Valle d'Aosta / Montjovet |
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Autore: Maurizio Bergamini
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Il ponte medievale di Echallod, danneggiato dall'alluvione
dell'ottobre 2000
| Lunghezza percorso: | 17.00 Km (+ 17 di ritorno)10.250 km |
| Caratteristiche: | itinerario ciclistico (MTB) |
| Difficoltà: | Medi Pedalatori Facile (MPF) |
| Periodo consigliato: | tutto l'anno |
| Quota del punto di partenza: | 1010 m |
| Dislivello: | |
| Quota del punto di arrivo: | 1010 m |
| Accesso al punto di partenza: |
Da Aosta
a valle (Est) della cosiddetta "Mongiovetta" (cioè quel tratto di strada ripido e tortuoso che percorre la gola tra i comuni di Montjovet e Saint-Vincent), proprio in corrispondenza della doppia curva che, a seconda della provenienza, segna l'inizio o la fine della Mongiovetta, vi è un bivio per la frazione Bourg (di Montjovet). La strada si snoda sotto i piloni dell'autostrada: su uno di essi è affissa l'indicazione Meran. Svoltare e dopo pochi metri parcheggiare in un piazzale in corrispondenza delle chiuse della Dora. |
Itinerario facile, adatto a tutti: si snoda su strade comunali poco trafficate (ma comunque aperte alla circolazione di tutti i mezzi). Il fondo stradale è sovente sconnesso, talvolta sterrato o in pavé, quindi non adatto alle biciclette da strada: ideali le mountain bike con ruotine da strada.
Attraversata la Dora sul ponte delle chiuse, si svolta seguendo l'indicazione Meran. La strada è stata distrutta
dall'alluvione dell'ottobre 2000, ed è stata parzialmente ripristinata: è sterrata per qualche decina di metri,
e dissestata per qualche centinaio.
Nella frazione di Meran si deve proseguire a sinistra, senza attraversare la ferrovia, quindi seguire l'indicazione
che ci invita a destra verso Champdepraz. A 3,3 km dalla partenza (tutte le nostre indicazioni chilometriche
faranno riferimento ad essa) si raggiunge ed attraversa il villaggio di Viéring.
Quindi si sale verso la località Fabbrica, che si raggiunge dopo 4,2 km. Qui si svolta a sinistra in direzione
di Issogne. A 7,2 km, procedendo verso quest'ultimo paese si raggiunge il ponte stradale che porta a Verrès.
Compare sulla destra l'indicazione di itinerario ciclistico, che invita ad addentrarsi nel villaggio di Fleuran.
Accettare l'invito, che ci condurrà al celeberrimo castello dopo 8,2 km. Sulla piazzetta centrale del paese,
chiusa da un lato dal castello e dall'altro dalle case (tra cui un ristorante) non si vedono indicazioni. Si
deve svoltare a sinistra in cima alla piazza e, poco dopo, riappaiono le indicazioni di itinerario ciclistico.
Procedere in direzione di Echallod e Arnad. Il vecchio ponte medievale di Echallod, seriamente danneggiato dall'ultima
piena della Dora, è a 12,2 km.
Poco dopo si deve passare per la prima volta sotto l'autostrada, si imbocca un lungo rettilineo con in fondo
(effetto ottico) il forte di Bard. In realtà in fondo ad esso si dovrà ritransitare sotto l'autostrada e,
costeggiando il cimitero, giungere nel centro di Hône, dopo 15,2 km.
Attraversato orizzontalmente il vecchio borgo, si sbuca sulla strada per la valle di Champorcher, lungo il
torrente Ayasse. Si gira a sinistra, in discesa, seguendo idealmente il torrente e puntando diritto verso il
ponte pedonale che unisce i comuni di Hône e di Bard. Attenzione al fatto che dal lato Bard il ponte sbuca sulla
strada statale, senza alcuna barriera protettiva per i pedoni ed i ciclisti. Si attraversa la strada e ci si
immette nella salita che costituisce il vecchio borgo medievale di Bard. Si avrà un ottimo colpo d'occhio sugli
imponenti lavori di restauro del forte, mentre nel villaggio diversi piccoli cantieri fanno ben sperare nella
"ripresa" di questo paese, che di certo ha attraversato momenti migliori. La salita (e la nostra gita) terminano
alla chiesa parrocchiale, dopo 17 km.
Chi avesse gambe sufficienti ed interesse all'arrampicata sportiva, potrà proseguire ancora per 3/400 metri in
discesa, lungo una strada dal selciato in pavé e lastroni di pietra: arriverà ad una palestra di roccia tra le
più frequentate della bassa Valle. Dopo altri 300 metri la vecchia strada sbuca sulla statale, senza possibilità,
a breve, di proseguire per vie laterali.
Per ragioni di filosofia personale e di sicurezza generale consideriamo finito qui il percorso di andata e
suggeriamo un ritorno lungo lo stesso itinerario. E' evidente che chi vorrà potrà tornare alla partenza
percorrendo in senso contrario (est-ovest) la strada statale, compiendo così un percorso circolare; ma il
traffico incessante, con il suo corollario di inquinamento acustico e dell'aria, unito al rischio di incidenti,
ci inducono a sconsigliare a tutti questa opzione, in modo particolare a chi accompagna dei bambini.
Il percorso proposto non presenta importanti variazioni altimetriche, ma la zona nel pomeriggio è sovente
battuta da vento impetuoso, che può rendere penosa l'avanzata in una delle due direzioni di marcia.
La strada talvolta attraversa le pianure allagate nell'ottobre 2000, e trasformate dal fiume in deserti di
sabbia: in caso di vento forte le conseguenze sono facilmente immaginabili.
Il tratto compreso tra le frazioni basse di Champdepraz e Issogne è ricco di insediamenti industriali e di
cantieri post-alluvione: nei giorni feriali, tra le ore 12 e le 12:15, in corrispondenza della pausa pranzo degli
operai si trasforma in una vera e propria prova speciale rallistica.
Lungo tutto il tragitto vi sono innumerevoli fontane.
Per chi dimenticasse queste "istruzioni" a casa, basti ricordare che il solo tratto da percorrere con
l'autostrada alla propria destra è il rettilineo tra Echallod e Hône.
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| Sguardo dal punto dipartenza | La frazione Fabbrica di Champdepraz | L'intenso traffico tra Issogne ed Arnad |
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