lunedì, 13 febbraio 2012
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Svizzera

Bellavista

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Autore
Autore: 
Marco Bonati
Scheda
Segnavia: 

bianco/rosso/bianco

Data del rilievo: 
03/01/2012
Tipologia Percorso: 
Parzialmente Circolare
Difficoltà: 
E
Periodo Consigliato: 
tutto l'anno
Tempo Complessivo: 
4h30'
Dislivello: 
570 m

INTRODUZIONE
Ampio giro sul versante boscoso del Monte Generoso, quello più abitato e ancora parzialmente utilizzato per le attività forestali e di pastorizia. La meta finale - peraltro raggiungibile per altre vie in auto o con il tipico treno a cremagliera - è un noto punto panoramico affacciato a sbalzo sul Lago di Lugano con panorami fin sulle vette del Vallese. Lungo il percorso si possono visitare esemplari di nevere (edifici per lo stoccaggio della neve a scopo di refrigeramento dei prodotti caseari) ancora perfettamente conservati. Inoltre, non è inconsueto l'incontro con begli esemplari di camoscio.

DESCRIZIONE
Da Muggio 651 m, tramite una stradina asfaltata chiusa al traffico non autorizzato, si scende al ponte sulla Breggia 570 m per poi risalire alla chiesa di San Giovanni 658 m; poco oltre - alle antiche case di Tur (un'architrave è incisa con la data 1797) - la pista carrozzabile termina e si imbocca sulla sinistra una bella mulattiera che sale con lunghi traversi e regolari tornanti nella selva di castagni da frutto. Raggiunta la cascina abbandonata dell'Alpe di Germania 967 m, ci si presenta un bivio (punto di convergenza con la via di ritorno): si svolta a destra e con un lungo mezzacosta nella faggeta - toccate le cascine con nevera di Dosso Piatto - si raggiunge con un ultimo strappo il villaggio di Muggiasca 951 m, abitato tutto l'anno e con vivace attività agricola. Si prosegue in salita sulla strada asfaltata per alcune centinaia di metri finchè le indicazioni non indirizzano su di un ripido sentierino sulla destra: qualche tornante nel bosco e ci si ritrova sulla vasta costa prativa della Cascina d'Armirone 1152 m. [Dell'alpeggio originale rimane solo - ben restaurato - l'edificio dell'oratorio del 1750]. Sotto un filare di aceri monumentali si incrocia una pista carrozzabile: la si segue verso destra fino al piazzale di un ristorante; qui - di nuovo a destra - viene indicata la strada per la stazione ferroviaria di Bellavista: sono 700 metri di comoda strada in un luminoso bosco di faggi. Nei pressi della stazione 1221 m (fermata intermedia estiva del treno per la vetta del Monte Generoso) si attraversano i binari e, a fianco dei ruderi dell'albergo "Des Alpes", si imbocca un viottolo che conduce in piano al terrazzo panoramico a picco sul sottostante Lago Ceresio. Si torna alla cascina d'Armirone (possibilità di scorciatoia indicata sulla sinistra) e si prosegue sulla pista asfaltata fino ad uno slargo - i Cassinelli 1105 m - dove viene segnalata a sinistra la discesa verso il dosso di Pianspessa 1035 m (nevera e roccolo). Percorsi i panoramici prati, il sentiero si infila nel bosco e - stretto ma ben tracciato - scende con ripidi tornanti all'Alpe di Germania, dove ci si ricongiunge - come indicato - col percorso di salita.

100 anni della ferrovia dello Jungfrau

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Autore
Autore: 
www.jungfrau.ch
Informazioni

Il Light Artist Gerry Hofstetter e il suo staff hanno costituito il campo e centro operativo a un'altitudine di 3300 metri appena sotto la cima innevata della Jungfrau.

Piz Grevasalvas

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Scheda
Autore: 
Sergio Santini
Data del rilievo: 
30/05/2009
Traccia GPS: 

Weissmies

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Scheda
Autore: 
Sergio Santini
Data del rilievo: 
18/07/2009
Traccia GPS: 

Piz Cam

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Scheda
Autore: 
Sergio Santini
Data del rilievo: 
13/05/2009
Traccia GPS: 

Piz Uter

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Scheda
Autore: 
Sergio Santini
Data del rilievo: 
04/12/2011
Traccia GPS: 

Piz Lunghin

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Autore
Autore: 
Marco Bonati
Scheda
Segnavia: 

bianco/rosso, bianco/blu

Data del rilievo: 
25/09/2011
Tipologia Percorso: 
Circolare
Difficoltà: 
EE
Grado Alpinistico: 
I
Periodo Consigliato: 
luglio, agosto, settembre, ottobre
Tempo Complessivo: 
8h30'
Dislivello: 
1322 m

INTRODUZIONE
Escursione lunga e con buon dislivello che va a raggiungere uno dei punti panoramici più rinomati dell'Engadina. Il percorso segue dapprima la storica mulattiera medievale del Pass da Sett, per poi raggiungere il punto nodale geografico del Pass Lunghin, il principale dell'Europa occidentale. Come indicato da un cartello al valico, le acque che sgorgano nei suoi pressi possono prendere tre opposte direzioni: verso il Mare del Nord, verso il Mar Nero e verso il Mare Adriatico. Una ripida discesa conduce al turistico e trafficato Passo del Maloja che però si lascia subito alle spalle per tornare al punto di partenza lungo il sentiero storico del Malogin: lungo il percorso, ormai quasi a Casaccia, si possono visitare i resti della chiesa di San Gaudenzio (attualmente in fase di attento restauro; lavori previsti dal 2009 al 2015).

DESCRIZIONE
Dal parcheggio di Casaccia 1458 m si imbocca subito la pista forestale che inizia a fianco del cimitero; all'altezza della biglietteria del piccolo skilift locale la si abbandona per prendere a sinistra un sentiero fra i prati.
Entrati nel bosco, il sentiero diventa mulattiera e - a tratti - si può riconoscere il lastricato della strada medievale per il Pass da Sett: intersecando in un paio di punti la pista forestale, si raggiunge la soglia della Val Maroz: in vista dell'Alpeggio di Maroz Dora 1799 m, alcune segnalazioni indirizzano verso un sentiero che - sulla destra - inizia un traverso ascendente lungo il Cranch da Sett. Una stretta serie di tornantini sul ripido margine della valletta percorsa dall'Aua da Sett - qui con alcune belle cascate - porta ad inoltrarsi verso il passo: un guado precede il passaggio scavato nella roccia del Sascel Battù e - ad un nuovo attraversamento - un ponte ad arco noto come "Ponte romano" (ma, in realtà medievale). Si prosegue con poca pendenza fino a che, dopo gli edifici dell'ex ospizio (Tgesa da Sett), un lunghissimo tratto a pascolo conduce al Pass da Sett 2310 m (una pista forestale che sale da Bivio raggiunge il passo e prosegue per alcune centinaia di metri verso la val Maroz fino ad uno spuntone roccioso con postazioni militari al suo interno). Proprio in corrispondenza del passo una palina indica la direzione per il Pass Lunghin (i sentieri sono due ma si riuniscono poco oltre); si procede in lenta salita attraverso un altopiano quasi di soli sassi; solo nell'ultimo tratto il sentiero si fa più ripido nel pietrisco. Il Pass Lunghin 2645 m è una larghissima sella detritica di grandissima importanza geografica: le acque che percorrono le tre valli che vi fanno capo sono parte dei tre bacini opposti europei: Reno, Danubio, Po. Il Piz Lunghin 2780 m è già ben visibile dal passo: si tratta della aguzza piramide verso SE sormontata da un voluminoso ometto di pietre: se ne raggiunge la cresta ovest con un giro verso sinistra, poi si prosegue nei pressi del filo con qualche passo di semplice arrampicata (I°); aggirata sulla destra una liscia placca compatta, si raggiunge la vetta sulla traccia ghiaiosa. Meraviglioso panorama da est (Engadina ) a sud (Bernina-Masino) a ovest (Bregaglia); verso nord si ha una visione ravvicinata del versante sud del Piz Grevasalvas. Per la discesa, si torna alla base della placca liscia e quindi ci si butta per la linea di massima pendenza sul terriccio inconsistente (o neve) fino ad incontrare il sentiero in discesa dal Pass Lunghin: lo si segue verso destra fino a raggiungere le rive del Lagh da Lunghin 2484 m. Precise indicazioni inviano a percorrere un valloncello roccioso in rapida discesa verso sud; si procede con comodi tornanti fino al bivio di Plan di Zoch 1945 m, dove si volge a destra. Un'altra serie di tornanti conduce sul fondovalle a valicare le acque del fiume En (Inn)presso le case di Pila. Da qui una carrareccia porta in breve sulla strada cantonale presso un monumentale albergo al Passo del Maloja 1810 m. Si continua verso destra per poche centinaia di metri e - poco oltre la stazione degli autopostali - si scende a destra verso il "Sentiero storico" per Casaccia. La traccia segue una valletta umida (zona protetta) che si esaurisce in un ripidissimo fitto bosco di abeti (sentiero del Malogin); gradualmente ci si avvicina in parallelo alla strada cantonale e - a varie altezze a saliscndi - se ne percorre il boscoso (Bosch da Canova) versante destro. Appena oltre un dosso appaiono i ruderi maestosi della Chiesa di san Gaudenzio 1508 m, già in vista dei prati sovrastanti Casaccia. Si attraversano i pendii a pascolo fino ad attraversare il percorso dello skilift iniziale, nei pressi della pista forestale della Val Maroz: seguendola in discesa si arriva rapidamente al parcheggio.

Punta di Terra Rossa

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Autore
Autore: 
Sergio Santini
Scheda gita
Data della gita: 
04/09/2010
Foto: 
in vetta alla Punta di Terra Rossa
Difficoltà: 
EE
Tempo Complessivo: 
6h00'
Dislivello: 
1300 m
Distanza percorsa: 
14,46 km
Avvistamenti
Affollamento: 
Poca gente

Punta di Terrarossa

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Scheda
Autore: 
Sergio Santini
Data del rilievo: 
04/09/2010
Relazione Gita: 
Punta di Terrarossa
Via: 
dall'Ospizio del Sempione

Bella gita al cospetto del M. Leone in compagnia di Dario Giovanni e Antonio.
Partiti dall'Ospizio del Sempione seguito la strada e poi il sentiero per la Cabana Monte Leone, prima del Rif. deviato a SX per prendere la cresta Ovest della Punta di Terrarossa. Discesi dalla normale sul versante Sud per passare dalla Cabana M. Leone

Centovalli: la via dei Mercati, parte 1, da Locarno a Camedo

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Autore
Autore: 
Nino Dal Borgo
Scheda
Via: 
Locarno, Golino, Intragna, Calezzo, Slögna, Verdasio, Lionza, Borgnone, Camedo
Data del rilievo: 
30/10/2011
Foto: 
Il lago artificiale di Palagnedra
Tipologia Percorso: 
Traversata
Difficoltà: 
E
Periodo Consigliato: 
aprile, maggio, giugno, luglio, agosto, settembre, ottobre
Tempo Complessivo: 
7h15'
Dislivello: 
1200 m
Distanza percorsa: 
22,00 km

Escursione in solitaria, e con i sintomi imminenti di un mega-raffreddore che mi ha tagliato le gambe...

La "Via dei Mercati" era una mulattiera che univa Domodossola con Intragna, passando i vari paesini della valle Vigezzo e delle Centovalli. Percorsa dai mercanti, che portavano granaglie, metalli e sale provenienti dalla Pianura Padana, e tornavano con lana, formaggi e salumi. Esistono ancora alcuni tratti originari, ma la maggior parte del percorso del Medioevo è stato mangiato dal tempo.

Partenza dal tennis di Locarno alle 7:15, scavalco la Maggia sulla nuova passerella (accanto alla "direttissima" Locarno - Ascona), e subito dopo scendo per infilarmi sulla Astrovia, il percorso creato sulla diga insommergibile che propone il sole ed i pianeti messi a distanza proporzionata, con cartello didascalico. I primi (mercurio, venere, terra) distano tra di loro poche centinaia di metri, gli ultimi più di 1 Km.

La gamba non va, non riesco a tenere il mio passo normale, non riesco a scaldarmi. Percorro tutto l'argine fino alla confluenza della Melezza con la Maggia, poi svolto a sinistra per portarvi verso Golino prima, e Intragna poi, dove arrivo alle 9:10, e mi faccio la sosta di un quarto d'ora.

Da Intragna, passato il grotto "Du Rii" si trova la scalinata che porta a Calezzo, ultimo tratto della via dei Mercati. Salita fino a Calezzo, giornata splendida e mite per essere la fine di ottobre. Da Calezzo si continua su forestale per un bel pezzo di direzione di Slögna, poi finalmente si entra nel bosco, splendido in questo periodo, e appare la mulattiera. Inizia un bel sali-scendi continuo, per seguire la miriade di vallette laterali, ogni tanto la mulattiera scompare, per lasciare posto a semplice sentiero, e riapparire più avanti. A Slögna prendo a sinistra (a destra si sale ai Monti di Comino), e tra alti e bassi, splendido bosco autunnale di castagno, faggio e betulla, arrivo alle 12:00 a Verdasio.

Sosta pranzo al ristorante "Il Pentolino" sulla bella terrazza baciata dal sole, e alle 12:45 mi rimetto in marcia. Il sentiero scende subito in modo marcato, per risalire nuovamente, e questo due volte. Poco prima di Lionza ritrovo finalmente la mulattiera, passo la zona del maglio e del lavatoio, poi via quasi in piano fino a Borgnone, e discesa su Camedo stazione, dove arrivo alle 14:35.

Rientro a Locarno con la Centovallina, diventata un trenino comodissimo (io avevo ricordo di panche di legno).

Escursione splendida, che dà la vista sulla parte più bella delle Centovalli, quella in alto, che si apre come i petali di una genziana: stretta e incassata in basso, ampia e dolce in alto. Da Intragna niente rumori di traffico (al massimo lo sferragliare delle ruote della Centovallina sui binari), e quasi tutto bosco.

A dicembre probabilmente la seconda parte, da Camedo a Domodossola.

Descrizione completa dell'escursione con foto e testo.