Bivacchi.....tutto esaurito!
L'anno scorso alla metà di luglio mi sono recato con moglie e figlio al Bivacco Regondi ad Ollomont per pernottarvi e l'indomani proseguire per il Mont Avril. Siamo arrivati verso le 11 di mattina (a mia moglie piace prendere il sole e a me piace viaggiare col fresco) e poco dopo giunge un'ecursionista belga. Verso le 15, dopo aver finito un libro ed iniziatone un altro e non vedendoci scendere, ci chiede se eravamo intenzionati a pernottare e, quando gli dissi di si, mi rispose scocciata che saremmo stati molto alle strette ed anzi mi chiese se avevamo dei sacchi a pelo per dormire all'aperto visto che lei era salita al bivacco per tenere il posto per una ventina o poco più di suoi connazionali.
Io gli dissi che i bivacchi non sono soggetti a prenotazione se non quelli privati con le chiavi e lei si stava anche incavolando perchè disse che praticamente una volta alla settimana nel mese di luglio un gruppo di turisti suoi connazionali salivano per pernottare e lei aveva sempre tenuto il posto ed era la prima volta che qualcuno si opponeva. Per farla breve ci siamo stati tutti perchè qualcuno aveva rinunciato strada facendo (doveva ancora smaltire le bevute della sera prima) e comunque abbiamo passato una notte infernale perchè si sono portati da bere e mangiare di tutto e di più facendo casino fino a quasi mezzanotte con veramente poco rispetto per noi e per la tranquillità dell'ambiente.
Volevo concludere che mi è capitato di dormire in bivacchi super-affollati (Balmenhorn,La Fourche,Carrel,Ghiglione ed altri) e mi sembra che la regola sia semplice : adattamento nel rispetto altrui e dell'ambiente.
Quest'anno, a breve, salirò al Mont Gelè dal bivacco e spero di non dover fare un incontro analogo e volevo sapere una tua opinione riguardo l'uso "vacanziero" dei bivacchi di media montagna, visto che è un uso che si sta diffondendo, e come ci si dovrebbe comportare in questi spiacevoli frangenti.

In effetti è un argomento molto delicato, sono curioso anche io di sentire cosa ne pensa Massimo, quando torna
.
Da una parte c'è il detto "chi prima arriva meglio alloggia" ma dall'altra c'è che quando si è in un bivacco ci si deve adattare e non si può rendere infernale la sosta agli altri.
A mio avviso ci vorrebbe un po' di buon senso, non è perchè una cosa è di tutti che alla fine non è di nessuno.
In teoria bisognerebbe comportarsi nei bivacchi e rifugi in modo ancora più coscenzioso di quando si è a casa propria. Questo perchè bisogna essere pronti ad adattarsi ad altri escursionisti, che magari hanno persino una cultura diversa dalla nostra.
Bisogna tenere conto che il rifugio è una protezione da condizioni montane che possono diventare estreme nell'arco di pochi minuti. Percui, ragionando come quando ero militare (Alpini) bisogna fare il possibile perchè tutti siano in condizioni di ragionevole sicurezza, anche se a discapito della comodità.
Va da seche se c'è da bere un bicchiere di vino lo si può fare, ma sbevazzare e fare schiamazzi no, può tramutarsi un errore fatale.
Non è perchè ci si senta sicuri che lo si è al 100%.
La montagna è un tempio e va rispettato.
Ciao,
convengo sul fatto che l'utilizzo dei bivacchi vada fatto in modo coscienzioso. Il bivacco è sempre aperto ed in casi di sovraffollamento bisogna cercare di stringersi un po' e di rispettare i presenti.
Ritengo che sia assolutamente sbagliato il comportamento di coloro che da un lato ritengono di avere l'esclusiva sul posto letto: nei bivacchi non ci sono prenotazioni, inoltre, al massimo, sarebbero stati loro a dover restare fuori in quanto arrivati dopo!
Ricordo inoltre che, nel rispetto di tutti, i bivacchi vanno tenuti in ordine, bisogna portare i rifiuti a valle e quindi è necessario farne un utilizzo "sostenibile". Da alcuni anni la Regione Autonoma Valle d'Aosta ha attivato una lodevole iniziativa "Mon Bivouac" dedicata alla pulizia dei bivacchi da parte delle guide Alpine, ma questa cosa non deve giustificare l'uso spropositato degli stessi: episodi riprovevoli sono sempre d'attualità (vedi Bivacco Federigo Zullo qualche mese fa).
Il mio augurio è che si vada in montagna con il corretto spirito, fatto a volte di sacrificio ma anche di relazioni cordiali con rapporti umani e non egoistici.
Buona Montagna
Massimo