lunedì, 13 febbraio 2012
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Escursionismo

Monte Rudo Quota 2175

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sottotitolo: 
Rautkofel Quote 2175
Autore
Autore: 
Giovanni Mazzolani
Scheda
Via: 
dal Forte di Landro
Segnavia: 

s.n.

Data del rilievo: 
24/07/2005
Foto: 
Caserma austriaca 1915-1917 ©2012 Giovanni Mazzolani
Tipologia Percorso: 
A/R
Difficoltà: 
E
Periodo Consigliato: 
fine giugno, luglio, agosto, settembre
Tempo Complessivo: 
4h30'
Dislivello: 
769 m

INTRODUZIONE
Quasi di fronte all’Hotel Tre Cime (Dreizinnenhotel) di Landro (Höhlenstein) si trova uno spiazzo erboso dove è possibile lasciare l’auto, oppure giungere dalla fermata del bus presso il Lago di Landro (Dϋrrensee). Il Monte Rudo (Rautkofel) è stato nella Prima Guerra mondiale un posto molto importante per le truppe austriache. Da questo monte era possibile controllare le attività belliche sul Monte Piana, dove erano attestate le truppe italiane. Il mattino del 24 maggio 1915, primo giorno di guerra, dal Monte Rudo venne sparato il primo colpo di cannone verso le postazioni italiane sul Monte Piana. Successivamente altri colpi di cannone colpirono Misurina e Forcella Lavaredo.

DESCRIZIONE
Si imbocca la mulattiera militare austriaca che porta al Forte di Landro e, poco dopo la sbarra si gira a destra passando a monte del forte. La mulattiera, ben conservata, si immette in un fitto bosco di alberi e baranci. Numerose le opere militari, in parte nascoste dalla folta vegetazione, testimoniano l’incredibile lavoro svolto per dotare le postazioni delle migliori condizioni operative. Sono tanti i tornanti (qualcuno ne ha contati 71) per giungere alla nostra meta. Verso circa i 2000 m. di quota il bosco cessa e appare la casermetta obiettivo della nostra gita. Dalla casermetta si controlla la strada Cortina-Dobbiaco e, a suo tempo il villaggio di Landro. Sotto di noi oltre 700 metri di canalone a precipizio verso la strada. Una traccia ripida su ghiaione, in parte franato, e con radi ometti conduce in cima al Teston di Monte Rudo 2607 m. dove si trovano altre postazioni. Ritorno per lo stesso itinerario.

Sentiero dei Pionieri - Monte Piano - Sentiero dei Turisti

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sottotitolo: 
Pionierweg - Monte Piano - Touristweg
Autore
Autore: 
Giovanni Mazzolani
Scheda
Via: 
dal Lago di Landro
Segnavia: 

6, 6A

Data del rilievo: 
23/07/2005
Foto: 
Galleria della Centrale ©2011 Giovanni Mazzolani
Tipologia Percorso: 
Circolare
Difficoltà: 
EE
Periodo Consigliato: 
fine giugno, luglio, agosto, settembre
Tempo Complessivo: 
5h30'
Dislivello: 
906 m
Distanza percorsa: 
12,30 km

INTRODUZIONE
Il “Sentiero dei Pionieri” (Pionierweg), venne approntato come mulattiera, ancora prima della Grande Guerra, dalle truppe austriache. Il tracciato si arrampicava per le rocce settentrionali del Monte Piano fin quasi a raggiungerne la sommità. Baracche e ricoveri, oltre che una possente teleferica che saliva da Landro (Höhlenstein), completarono quella che sarebbe diventata la principale via d’accesso al Monte Piano. Il passo successivo fu dotare l’intero complesso di illuminazione elettrica. L’energia sarebbe servita altresì a far funzionare i compressori e le perforatici utilizzate per scavare caverne e ricoveri in roccia. Fu allora realizzata una linea elettrica ad alta tensione che proveniva da Valdaora (Olang) e passava per Dobbiaco (Toblach) utilizzando le rispettive centrali. Essa proseguiva fino a Landro (Höhlenstein) e al Monte Piano. Poco sotto la cupola sommitale, allo sbocco del sentiero, fu dunque scavata e attrezzata la grande (Caverna della Centrale Elettrica).

DESCRIZIONE
Da Landro (Höhlenstein), di fronte al Bar-Ristorante “Flora Alpina” (Alpenflora), inizia il sentiero n. 6 “Sentiero dei Pionieri” (Pionierweg) che, per rada boscaglia, conduce ad attraversare il greto sassoso del Fiume Rienza. Appena al di là, tracce del muro a secco della mulattiera di guerra indicano l’esatta direzione. La strada, ben conservata si inerpica con prodigiosi tornanti. Passaggi delicati e tratti esposti fino a raggiungere un piccolo cimitero di guerra. Accanto al piccolo cimitero vi era la cosidetta “Thè Haus” dove muli e soldati riposavano prima di arrivare all’inferno del fronte e la stazione intermedia della teleferica che saliva da fondovalle. Dalla “Thè Haus” il sentiero prosegue sfiorando resti di costruzioni e baracche fino ad attraversare sotto una bella e gialla parete strapiombante. Ben presto ci troveremo di fronte agli immani cumuli di rovine dell’accampamento dell’”Ala Destra”: qui sorgevano baracche, un posto di medicazione, cucine, magazzini. Vi si rintracciano i resti della stazione terminale della teleferica e dell’ex comando di Battaglione dei Kaiserjäger denominato “Comando del Settore di Guerra”. Appena sotto la singolare scala in cemento, a sinistra della quale sbocca una breve galleria, vi è la caverna che fungeva da centralina dell’alta tensione, riconoscibile dagli isolatori che sovrastano l’ingresso. Ancora poco ed ecco la Grande Croce di Dobbiaco che domina la cima del Monte Piano. Nei pressi, il cippo di confine datato 1753 e la prima linea austriaca quasi tutta costituita da possenti trinceramenti, profondamente scavati. Qui inizia il sentiero n.6/a “Sentiero dei Turisti” (Touristweg) . Il sentiero, in parte scavato nella roccia e con costruzioni in legno dove il terreno è franato. Lungo il fianco boscoso il sentiero si fa più ripido. Il bosco è più rado e si intravede il lago. Al termine della discesa, si gira a destra, il sentiero con ampio giro lungo la riva orientale del lago ci riporta al punto di partenza.
Thè Haus si trova a circa 1800 m., qui inizia la “Via” del Colonello Bilgeri al Monte Piano. Segnavia rosso dislivello 500 m. difficoltà EEA, sentiero attrezzato con forte esposizione.

Rifugio Fratelli Fonda Savio

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sottotitolo: 
Fonda Savio Hϋtte
Autore
Autore: 
Giovanni Mazzolani
Scheda
Via: 
da Pian degli Spiriti
Segnavia: 

115

Data del rilievo: 
12/07/2011
Foto: 
Rifugio Fonda Savio ©2011 Giovanni Mazzolani
Tipologia Percorso: 
A/R
Difficoltà: 
E
Periodo Consigliato: 
giugno, luglio, agosto, settembre
Tempo Complessivo: 
2h30'
Dislivello: 
542 m

DESCRIZIONE
Dal parcheggio continuiamo per la carrareccia (poco più avanti divieto di transito), in mezzo a un bosco di conifere fino ad arrivare a Pian degli Spiriti (1896 m.).
Dal pianoro, attraversato da un ruscello, seguiamo il sentiero n. 115 a sinistra e ci alziamo tra conifere e mughi. Con una serie di tornanti (evitare le scorciatoie) ci portiamo a sinistra sotto le rocce del Col dei Tocci.
Il bosco comincia a diradarsi mentre ci spostiamo in diagonale, sulla destra, verso la Cima d’Antorno, e riprendiamo a ampi tornanti fino a superare il gradone che ci porta nel Ciadin dei Tocci (2140 m., 50 minuti), dal quale cominciamo a vedere il Rifugio F.lli Fonda Savio, posto in alto.
Ci sostiamo a sinistra contornando una zona di massi e un avvallamento. Ci portiamo sotto un ghiaione verso le Cime Cadin dei Tocci e la Torre Wundt.
Contorniamo le rocce, mentre dall’altra parte vediamo distintamente il ghiaione che porta alla Forcella del Diavolo e in alto il rifugio e il Ciadin del Nevaio.
Arriviamo sotto un ultimo gradino con tabelle (a destra il sentiero 117 porta a Forcella del Diavolo); saliamo tra roccette aiutati da un sentiero gradinato e usciamo al rifugio .

Neue Porzehϋtte

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Autore
Autore: 
Giovanni Mazzolani
Scheda gita
Data della gita: 
21/07/2010
Via: 
Dorfer Tal
Segnavia: 

461

Foto: 
Neue Porzehütte ©2011 Giovanni Mazzolani
Difficoltà: 
E
Tempo Complessivo: 
5h30'
Dislivello: 
492 m
Distanza percorsa: 
18,00 km
Avvistamenti
Affollamento: 
Discreto
Condizioni
Condizioni meteo: 

Velato

Condizioni via: 
Ottima
Condizioni sentiero: 
Ottima
Condizioni segnaletica: 
Ottima

La strada forestale è percorribile in auto fino al Klapfsee (6 km) il sabato e domenica fino al rifugio.

Redazione
Difficoltà percepita: 
Lungo

Filmoor-Standschützenhütte

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Autore
Autore: 
Giovanni Mazzolani
Scheda gita
Data della gita: 
22/07/2010
Segnavia: 

403

Foto: 
Filmoor-Standschützenhütte ©2011 Giovanni Mazzolani
Difficoltà: 
E
Tempo Complessivo: 
5h15'
Distanza percorsa: 
7,00 km
Avvistamenti
Affollamento: 
Poca gente
Condizioni
Condizioni meteo: 

Sereno

Condizioni sentiero: 
Prestare attenzione scivoloso
Condizioni segnaletica: 
ottima

Il sentiero inizia sulla destra del Rifugio Porze, costeggia la base del Palombino per poi salire all'Heretriegel dove un cavo in acciaio aiuta per un breve tratto a salire sul vasto pianoro che si segue lungamente in falsopiano. Stretto a sinistra lungo il dirupo in un prato di rododendri il sentiero scende all'Obere Stuckensee e risale ai 2360 m. del Rifugio Filmoor.

Redazione
Difficoltà percepita: 
Sentiero stretto con bassa vegetazione e numerosi rivoli d'acqua lo rendono sdrucciolevole fin verso l' Heretriegel

Obstansersee-Hütte

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Autore
Autore: 
Giovanni Mazzolani
Scheda gita
Data della gita: 
21/07/2009
Segnavia: 

403

Foto: 
Ostansersee-Hütte ©2011 Giovanni Mazzolani
Difficoltà: 
E
Tempo Complessivo: 
5h00'
Dislivello: 
1250 m
Distanza percorsa: 
12,50 km
Avvistamenti
Affollamento: 
Poca gente
Condizioni
Condizioni meteo: 

Coperto con vento forte e freddo

Condizioni sentiero: 
Buono
Condizioni segnaletica: 
Buona

Lasciato il Sillianer Hütte il sentiero n. 403 aggira l’ Hornischeck (Monte Arnese) e l’Hollbrucker Spitze
(Cima Pontegrotta) che si possono valicare.
Si giunge all’Hochgräten Joch dove si trova il cimitero austro-ungarico 1915-17 e il lago. Ora inizia la parte più faticosa del tracciato con le relative salite al Demut (La Mutta) e al Schöntalhöhe (Cima di Valbella) .Infine l’Eisenreich (Montagna del Ferro). Giunti in cima si vede il Lago Ostanser e il relativo rifugio .La discesa avviene su un sentiero sassoso, forse letto di un torrente in primavera, che rende faticoso il cammino .Penso sia più semplice prendere a dx per l’Obstanser Sattel (Forc. Pala degli Orti 2453 mt. ) e scendere al rifugio per Il sentiero n. 5/A che passa nei pressi del cimitero austriaco Schimmelkirche e giunge al rifugio, sentiero agevole e molto panoramico. Sul sentiero molti piccoli nevai anche ad estate avanzata.

Redazione
Difficoltà percepita: 
Dopo l'Hochgräten Joch i continui dislivelli lo rendono faticoso. In alcuni tratti fare attenzione

Rifugio Venezia al Pelmo

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Autore
Autore: 
Giovanni Mazzolani
Scheda gita
Data della gita: 
13/07/2011
Segnavia: 

475

Foto: 
Rifugio Venezia e Monte Pelmo ©2011 Giovanni Mazzolani
Difficoltà: 
E
Tempo Complessivo: 
3h00'
Dislivello: 
396 m
Avvistamenti
Avvistamenti floristici: 
Orchidee
Condizioni
Condizioni meteo: 

Sereno e caldo

Condizioni sentiero: 
Incerto nei prati
Condizioni segnaletica: 
Sbiadita

Da Vodo di Cadore localita Palada la strada ripida e in parte asfaltata porta a Malga Ciauta 1552 m. Giunti con l'auto alla Malga inizia a sinistra nel bosco il sentiero n. 475 che in ripida salita conduce a un pscolo per bovini recintato. Il sentiero prosegue con modesto dislivello per pascoli e magro bosco fino difronte al rifugio Venezia, poi il sentiero scende per un dosso erboso (i bovini sono incuriositi dalla nostra presenza) al Passo di Rutòrto 1849 m.Il sentiero per un breve e ripido tratto porta al rifugio. In caso di periodo piovoso i pascoli fradici e le orme dei bovini rendono il sentiero faticoso. L'Alta Via delle Dolomiti n. 3 percorre parte dell'itinerario. Il terreno umido consente una folta vegetazione con molta flora.