lunedì, 13 febbraio 2012
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Blenio

Due cime mancate in un sol giorno

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sottotitolo: 
Terri e Coroi, ci riprovo
Autore
Autore: 
Nino Dal Borgo
Scheda
Via: 
Capanna Motterascio - Q2340 circa - capanna Motterascio - bocchetta di Larciolo - Q2500 circa - capanna Motterascio - alpe Garzott
Data del rilievo: 
02/10/2011
Foto: 
Il piz Terri dalla bocchetta di Larciolo
Tipologia Percorso: 
A/R
Difficoltà: 
EE
Tempo Complessivo: 
9h30'
Dislivello: 
1250 m
Distanza percorsa: 
10,00 km

Seconda giornata, grande giornata, ci attende il Terri, primo 3000 per Rita e per me, ma anche per Pietro.

Sveglia alle 6:30, ho dormito 9 ore filate (a casa dormo meno solitamente), non ostante qualche concerto di strumenti a fiato. Ho letto in molti rapporti che altri utenti di capanne e rifugi hanno problemi a dormire in capanna: sono fortunato, mi butto giù, e chi si è visto si è visto.

Rigoverniamo la stanza, colazione, preparativi, e finalmente alle 7:45 siamo in pista.Seguiamo i paletti T4 che conducono verso la valletta, sentiero di mucche scavato, più pericoloso per le caviglie di una pietraia. Dopo una mezz'oretta veniamo superati da 12 escursionisti, i quali poco più avanti passano su di una piastra di pietra. La guardo, e quasi svengo... Appoggi per i piedi millimetrici, tipo camminare su di una corda, niente appigli per le mani. Loro sono passati come se andassero al ballo delle debuttanti, io sono li bloccato. Pietro prova a scendere al fiume (50 metri più in basso) per vedere se si può aggirare l'ostacolo (la piastra scende quasi fino al letto del fiume). Difficile, ma si può fare. Ci penso, se non hanno messo la cordina qui, probabilmente è perché più avanti diventa ancora più difficile. E il camino per rientrare in cresta: a questo punto rischio di riuscire a salire, poi chiamare la Rega per farmi riportare a casa. Lasciamo stare, ci giriamo, e rientriamo in capanna.

Alle 9:10 siamo seduti con Ornella ed Emilio davanti ad un bel caffé e fetta di torta. Che si fa? Ornella ci propone di raggiungere il pizzo Coroi, un tre orette. Emilio traccia il percorso sulla cartina, e ci avventuriamo. Passiamo l'alpe Motterascio, scendiamo nella piana per attraversarla, terreno da torbiera, si sprofonda. Poi su dritti come fusi verso la bochetta di Larciolo. Dopo la bocchetta il disegno fatto da Emilio non coincide molto con quello che vediamo. Troviamo un sentiero da capre, lo seguiamo, ci fa salire ma non sembra portarci a destinazione. Alle 11:45 decidiamo di fare dietro-front, siamo ancora ben distanti dalla nostra meta. C'è ancora la discesa fino al Garzott, e continuando così arriviamo al Coroi fra due o tre giorni.

Alle 13:05 siamo nuovamente in capanna. Guardo dentro di me, non trovo né dispiacere, né sconforto, né avvilimento per non essere riuscito ad arrivare su nessuna delle due cime. Giornata splendida, paesaggi incantevoli, le gambe felici, profumi e silenzio, rane e gracchi, sono ampiamente soddisfatto. Così mi spappo polenta e formaggio dell'alpe invecchiato 14 mesi come premio, e mi metto in fase post-prandiale digestiva con la coscienza assolutamente a posto.

Ma c'è ancora la discesa... Alle 15:20, quando finalmente lo choc digestivo si è riassorbito, partiamo. Salutiamo Ornella, Emilio e la capanna, arrivederci all'anno prossimo. Discesa senza storia né gloria, fino al ponte metallico, dal quale parte anche il sentiero che sale all'alpe Larciolo. Poi nella pineta costeggiando il Luzzone, bassissimo, fino al Garzott.

Descrizione completa dell'escursione con foto e testo.

Il "Sentiero degli Stambecchi"

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Autore
Autore: 
Nino Dal Borgo
Scheda
Via: 
Pian Geirett, passo Uffiern, Sasso Lanzone, lago Retico, capanna Bovarina, Ronco di Gualdo
Data del rilievo: 
03/09/2011
Foto: 
Sulla cresta del Sasso Lanzone
Tipologia Percorso: 
Traversata
Difficoltà: 
EE
Tempo Complessivo: 
8h30'
Dislivello: 
1300 m
Distanza percorsa: 
13,00 km

L'avevo fatto l'anno scorso con Andreas, mi aveva fatto piangere di commozione. Ma Rita non aveva potuto venire. Così chiedo ad Andreas se è disposto ad accompagnarci nuovamente: risposta affermativa. Al gruppo si unisce anche Pietro, anche lui, come Rita, alla prima esperienza su di un percorso di questo tipo.

Partiamo alle 8:40 da Pian Geirett, unici che salgono verso l'Uffiern invece che la Scaletta. Vampate di nebbia si alzano ed iniziano a nascondere le cime delle montagne.

La salita fino al passo Uffiern è senza problemi di rilievo. Nella parte alta è tutto sfasciume, ma la via è marcata benissimo. La nebbia, però, si infittisce sempre più. Guardo Andreas, che continua serafico: se lui dice che è tutto a posto, è tutto a posto.

Verso le 11:00 arriviamo al passo, non senza due belle soste lungo il percorso (Andreas è una guida splendida, ha un passo da ammazzare tutti, ma quando vai con lui non ti fa morire, e ti fa gustare ogni momento dell'escursione). Attacchiamo la salita verso la cresta del Sasso Lanzone in una marea di nebbia che si alza e si abbassa a ritmo forsennato. Vedi uno scorcio, e non fai neanche in tempo a scattare la foto che è già scomparso.

Arrivati alla cresta (somiglia alla schiena di uno stegosauro), guardo Andreas con la macchina fotografica in mano. L'anno scorso me l'aveva fatta mettere via. Quest'anno mi sorride, scuote la testa: posso tenerla. Sono tutto orgoglioso, vuol ben dire che in questo anno qualcosa ho migliorato Smiling

Percorriamo la cresta con l'aiuto della nebbia, che non ci fa vedere lo strapiombo di 1500 metri a sinistra, e quello minore di 300 a destra. Esiste solo la cima, ed il percorso. Tengo botta, non vado mai in apnea né iperventilazione. Dopo solo 25 minuti (l'anno scorso avevo impiegato 45 minuti per lo stesso tratto) arriviamo alla picolissima sella che segna la fine del Sasso Lanzone e l'inizio della Cima di Garina. Qui il sentiero piega a sinistra, e tramite una serie di cordine ci fa scendere di diverse decine di metri in pochissimi minuti. Firma sul libro di vetta, poi giù, sotto l'occhio attento di Andreas. Rita e Pietro hanno stabilito il loro nuovo record di quota massima: Q2826.

Iniziamo la cirumnavigazione della Cima di Garina, non senza fermarci per il pic-nic alle 13:00. La nebbia, accortasi che non è più necessaria, ha iniziato a dissolversi, e ci permette di gustare lo splendido panorama tutt'attorno, compresa la bella discesa a picco fino a Ghirone.

Passato l'iultimo poggio vediamo finalmente il lago Retico, splendido e cangevole. Scendiamo quasi saltellando lungo il canalone, e ci fermiamo a gustarcelo sulle sue rive, oltre a dare sollievo ai piedi.

Poi giù di nuovo, questa volta lungo i prati pascolati che portano alla Bovarina. Ultimo tratto nel bosco di larici, poi alle 16:25 gambe sotto il tavolo, caffé e gelato, il mio premio partita. Un bel "batti 5" per tutti quanti, ce lo siamo meritati.

Ripartiamo alle 16:55, dato che sul tratto "Ronco di Gualdo - Campo Blenio" sono il più veloce, ci siamo messi d'accordo che scendo io a prendere l'auto, e recupero i miei compagni. Alle 17:15 sono a Ronco (spero che le gambe non faranno male per tre giorni), e mentre inizio la discesa passa un auto. Butto alle ortiche il mio amor proprio, e faccio autostop. Mi accompagnano fino a Campo Blenio, telefono ad Andreas, li informo che in un quarto d'ora sarò da loro.

Recuperati i compagni, scendiamo ad Olivone, e in terrazza ce la contiamo su, con birretta e caffé (e si, sono astemio), le impressioni della giornata, il condividere le emozioni dei momenti di silenzio.

Percorso splendido, da rifare l'anno prossimo, magari con il cielo azzurro.

Descrizione completa dell'escursione con foto e testo.

Lago Cadabi

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Autore
Autore: 
Nino Dal Borgo
Scheda Lago
Foto: 
Il lago Cadabi
Altitudine: 
2646 m
Origine: 
Escavazione glaciale

Laghetto posto ai piedi dell'Adula (Rheinwaldhorn), la più alta montagna almeno parzialmente in Ticino. Delimitato dal passo del Laghetto, si trova in una piccola conca.

Vie d'accesso:

1) Dalla valle Malvaglia: Cusié, alpe Quarnei (con l'omonima capanna), passo del Laghetto.

2) Dalla diga del Luzzone (valle di Blenio): val Carassina, capanna Adula CAS, capanna Adula UTOE, laghetto.

Il passo del Laghetto è una canalina con circa 70° di inclinazione, materiale franato, con ruscello. Catalogato T3, necessita dell'uso delle mani.

Le acque, scendendo verso l'alpe Quarnei, formano una bella cascata.

Descrizione dell'escursione da Cusié al lago Cadabi con mappa, foto e testo.

Lago delle Colombe

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Autore
Autore: 
Nino Dal Borgo
Scheda Lago
Foto: 
Il lago delle Colombe

Laghetto posto sul passo delle Colombe, delimitato dal Pizzo Colombe o Pizzo Campanitt.

Vie d'accesso sia dalla valle di Blenio che dalla valle Leventina (il passo congiunge le due zone).

Blenio: da Acquacalda, Casaccia, Passo delle Colombe.

Leventina: diga del Ritom, lago Cadagno, capanna Cadagno, Passo delle Colombe.

Sull'altro versante del Pizzo Colombe si trova il Passo del Sole. Di conseguenza è possibile fare un anello Acquacalda, Passo delle Colombe, Passo del Sole, Acquacalda girando attorno al Pizzo Colombe.

Descrizione dell'escursione al Passo Colombe e Passo del Sole dal lago Cadagno con mappa, foto e testo.

Capanna Bovarina e alpe Pradasca

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Autore
Autore: 
Nino Dal Borgo
Scheda
Via: 
Campo Blenio, Ronco di Gualdo, capanna Bovarina, alpe Pradasca, Ronco di Gualdo, Campo Blenio
Data del rilievo: 
23/01/2011
Tipologia Percorso: 
Circolare
Difficoltà: 
WT2
Periodo Consigliato: 
dicembre, gennaio, febbraio, marzo
Tempo Complessivo: 
6h00'
Dislivello: 
940 m
Distanza percorsa: 
13,00 km

Escursione classica per questo periodo...

Partiamo da Campo Blenio alle 10:00, preceduti come settimana scorsa da un serpentone umano, e saliamo lungo la forestale che porta a Ronco di Gualdo, dove arriviamo alle 11:25. Il gruppo che ci precedeva prende a sinistra, e sale all'alpe Pradasca, mentre noi, dopo una breve pausa, passiamo il ponticello e saliamo diretti alla Bovarina, con arrivo alle 12:45.

Dopo una breve sosta-pranzo, continuiamo lungo la canalina che sale verso l'alpe Bovarina, ma scolliniamo a sinistra prima di raggiungerla, accorciando il percorso. Poi discesa fino all'alpe Pradasca, Ronco di Gualdo, e rientro a Campo Blenio alle 16:00.

WT2 per i miei compagni che l'hanno fatta con le ciaspole, T2 per me che l'ho fatta tutta senza: la neve era talmente compatta e la crosta gelata e portante, che le mie barche, cioé, i miei piedi, non affondavano.

Descrizione completa dell'escursione con mappa, foto e testo.

Pizzo Rossetto

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Autore
Autore: 
Nino Dal Borgo
Scheda
Via: 
Campo Blenio - Ronco di Gualdo - capanna Bovarina - alpe Pradasca - passo Cantonill - pizzo Rossetto - Campo Blenio
Foto: 
La zona di Anveuda e Dötra vista dal passo Cantonill
Tipologia Percorso: 
Circolare
Difficoltà: 
E
Periodo Consigliato: 
aprile, maggio, giugno, luglio, agosto, settembre, ottobre
Tempo Complessivo: 
9h15'
Dislivello: 
1200 m
Distanza percorsa: 
13,00 km

Croce Portera

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sottotitolo: 
Ciaspolata tranquilla
Autore
Autore: 
Nino Dal Borgo
Scheda
Via: 
Camperio - Dötra - Croce Portera
Data del rilievo: 
17/01/2010
Foto: 
L'Adula nell'ultima luce della sera
Tipologia Percorso: 
A/R
Difficoltà: 
WT2
Attrezzatura: 
Racchette da neve, bastoncini, Artva, sonda e pala
Periodo Consigliato: 
Dalle prime nevicate fino allo scioglimento della neve
Tempo Complessivo: 
7h30'
Dislivello: 
650 m
Distanza percorsa: 
14,00 km

Racchettata tranquilla per una domenica con la meteo che si è mostrata molto più favorevole di quanto indicato dalle previsioni.

Greina da amare, giorno 2

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Autore
Autore: 
Nino Dal Borgo
Scheda
Via: 
Capanna Motterascio - Crap la Crusch - capanna Terri - Lago Luzzone
Data del rilievo: 
22/08/2010
Foto: 
Alba alla capanna Motterascio: il Sosto in bella vista, e le tre sorelle: Campo Tencia, Tenca e Penca
Tipologia Percorso: 
Parzialmente Circolare
Difficoltà: 
E
Periodo Consigliato: 
giugno, luglio, agosto, settembre
Tempo Complessivo: 
7h45'
Dislivello: 
1300 m
Distanza percorsa: 
20,00 km

Greina da amare, giorno 1

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Autore
Autore: 
Nino Dal Borgo
Scheda
Via: 
Pian Geirett - passo della Greina - Crap la Crusch - capanna Motterascio / Michela
Data del rilievo: 
21/08/2010
Foto: 
Il piano della Greina
Tipologia Percorso: 
Traversata
Difficoltà: 
EE
Periodo Consigliato: 
Da giugno a ottobre
Tempo Complessivo: 
6h15'
Dislivello: 
600 m
Distanza percorsa: 
10,00 km

Introduzione

Due passi al giorno: Gana Negra e Cantonill

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Autore
Autore: 
Nino Dal Borgo
Scheda
Via: 
Acqucalda - passo di Gana Negra - passo Cantonill - Acquacalda
Data del rilievo: 
04/07/2010
Foto: 
Il pizzo Colombe / pizzo Campanitt, che segna il confine tra la regione del Piora e la valle di Blenio
Tipologia Percorso: 
Circolare
Difficoltà: 
E
Pendenza max: 
60°
Periodo Consigliato: 
Primavera e autunno. Quasi tutto esposto alla stecca del sole.
Tempo Complessivo: 
9h30'
Dislivello: 
1280 m
Distanza percorsa: 
18,40 km

Era da un po' di tempo che Rita ed io volevamo visitare la zona del passo di Gana Negra, di cui avevamo sentito parlare un gran bene, e che avevamo intravvisto con Enrico durante la ciaspolata alla Bovarina del 19.03.2010. Le cartine Quadraconcept (sia la topografica 1:25'000 che la satellitare 1:20'000) mi danno un sentiero che sale direttamente da Samprou, tagliando fuori in questo modo il passo del Lucomagno.

Partenza da Acquacalda alle 9:00, fa già caldo, la giornata si annuncia torrida. In breve arriviamo a Samprou, ma nessuna indicazione del sentiero di salita. Niente marche, niente cartelli, niente traccia. Decidiamo di salire seguendo il naso e la cartina. Arriviamo su di un pianoro, quasi sopra Casaccia, e ancora nessuna indicazione. La cartina indica che dovremmo essere giusti, e continuare lungo le creste del pendio.

Seguiamo questa direzione, zigzaggando sempre più in alto, poi, finalmente una marca bianco-rosso-bianco, a oltre 2/3 della salita: siamo giusti. Rinfrancati, continuiamo lungo il percorso indicato dalla cartina, e alle 11:30 arriviamo al passo di Gana Negra.

Da qui le cose si semplificano, il sentiero è ben visibile. Passiamo questa splendida zona, caratterizzata da massi di roccia solida, e da altri, scurissimi, con una stratificazione sottile e friabile molto evidente. Durante la discesa verso l'alpe Bovarina incontro con la prima marmotta dell'anno.

Ci fermiamo per il pic-nic alle 13:00, poco sopra l'alpe Bovarina, accanto ad un delizioso mini-laghetto. Ripartiamo dopo mezz'ora, e arrivati all'alpe facciamo rifornimento d'acqua: il caldo è torrido ed afoso anche a questa altezza. Dall'alpe prendiamo la forestale che scende lungo il lato dx, evitando così la discesa fino alla Bovarina, Ronco di Gualdo, e la risalita all'alpe Pradasca.

Alle 14:25 arriviamo poco sopra l'alpe Pradasca, da dove si dirama il sentiero per il passo Cantonill, che imbocchiamo. L'afa è opprimente, e arrivati quasi in cima veniamo colpiti da piccoli staffili d'acqua: non è pioggia, ma l'umidità che si condensa a livello del suolo. Al Cantonill, dove arriviamo alle 14:25, il cielo si apre, e l'afa diminuisce un poco. Vengo utilizzato da una capretta come albero per grattare la testa, laddove stanno uscendo le corna. La lascio fare, so cosa vuol dire sentire prurito...

Discesa parzialmente nel bosco verso Anvéuda, poi il sentiero si spiana attraversando i prati che la circondano. Da qui continuiamo verso Dötra, dove arriviamo alle 16:40. Sosta birra-caffé-gelato-succo di mele alla capanna SAT, e dopo una mezz'oretta ci rimettiamo in moto per affrontare l'ultima salita, che porta a Croce Portera. Dalla parte della Dötra, splendidi campi fioriti, dall'altra parte il sentiero che si tiene abbarbicato lungo la costa della montagna.

Arriviamo ad Acquacalda alle 18:30, cotti e abrustoliti dal sole.

Descrizione completa dell'escursione con tutte le foto e testo.