lunedì, 13 febbraio 2012
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Locarnese

La classica di primavera: valle Verzasca

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Autore
Autore: 
Nino Dal Borgo
Scheda
Via: 
Bivio di Corippo, Lavertezzo, Motta, Ganne, Brione, Alnasca, Gerra, Lorentino, Frasco, Sonogno
Data del rilievo: 
25/04/2011
Foto: 
Il ponte a doppia gobba di Lavertezzo
Tipologia Percorso: 
Traversata
Difficoltà: 
T
Tempo Complessivo: 
6h15'
Dislivello: 
760 m
Distanza percorsa: 
15,50 km

Escursione che mettiamo in calendario ogni anno... Questa volta prendiamo con noi anche Marco, assieme a Ivan (11 anni) e Alice (6 anni).

Partenza alle 9:45 dal bivio di Corippo, dopo poche centinaia di metri sulla strada si entra nel bosco lungo il sentierone della valle Verzasca. Tra sali-scendi continui e dolci si passano diversi piccoli insediamenti posti lungo la via, per arrivare a Lavertezzo e al suo ponte a doppia gobba. Piccola pausa per rifocillare i bimbi (hanno ritmi alimentari molto diversi da noi adulti).

Ripartenza in direzione Motta e Ganne, con sosta alla capannetta "Orgnana". Giornata deliziosa, temperatura ottima per camminare, il canto del fiume che nasconde in buona parte il rumore del traffico sull'alstra sponda.

A Ganne salita al ponte stradale per attraversare, il punto più pericoloso del tracciato, per prendere poi a sinistra e salire il promontorio che delimita la parte alta della Verzasca. Passiamo Brione, e alle 13:10 arriviamo alla seconda capannetta, quella denominata "Alnasca". Pausa pic-nic, poi ci rimettiamo in moto sotto la stecca del sole (da qui in avanti è quasi tutta esposta), per passare ulteriori insediamenti tenuti con cura, tra cui Alnasca, e arrivare a Lorentino alle 14:40. Agriturismo aperto = caffé e gelato.

Alle 15:05 ci rimettiamo in moto, Alice comincia a mostrare segni di affaticamento. Niente da ridire, si è fatta circa 13 Km e 700 metri di dislivello. Alle 15:45 siamo al ponte pedonale di Frasco, Marco decide di terminare qui con i bimbi, e attendere il postale che parte alle 16:32 da Sonogno.

Rita ed io tiriamo fuori il turbo, e in un quarto d'ora arriviamo a Sonogno. Ulteriore caffé (sono proprio un vizioso), poi puntuale il postale parte, raccogliamo Marco, Ivan e Alice a Frasco, e assieme a loro commentiamo il tragitto seduti comodamente.

Valle splendida, acque smeraldo: grazie Verzasca.

Descrizione completa dell'escursione con foto e testo.

Pizzo Leone

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sottotitolo: 
Il ruggito del Leone
Autore
Autore: 
Nino Dal Borgo
Scheda
Via: 
Pozzuolo, alpe di Naccio, pizzo Leone
Data del rilievo: 
15/11/2008
Foto: 
Il lago Maggiore verso Est: delta della Maggia, Ascona, Locarno, ed il piano di Magadino
Tipologia Percorso: 
A/R
Difficoltà: 
E
Periodo Consigliato: 
Tutto l'anno, fattibile anche con le ciaspole al chiar di luna
Tempo Complessivo: 
5h00'
Dislivello: 
500 m
Distanza percorsa: 
10,00 km

Sabato da estate indiana: Paolo, coordinatore dell'associazione Why Not ha organizzato una gita tranquilla al pizzo Leone, e viene ricompensato con una giornata splendida.

Partiamo in nove dal parcheggio della strada che da Ronco sopra Ascona porta verso l'alpe di Naccio. Sentiero agevole, ben marcato, senza difficoltà. dopo una ventina di minuti arriviamo al bivio dal quale si può scendere a Rasa. Questo tratto è quasi l'unico nel bosco. Avanti ancora, in circa 35 minuti arriviamo all'alpe di Naccio.

Breve pausa per godere del panorama, poi via verso il pizzo Leone, dove arriviamo in un'oretta. Gli ultimi 50 metri sono un po' più impegnativi, il sentiero è stretto. Dalla cima si gode di un panorama a 360° dal Ghiridone al pizzo Vogorno, dal gruppo del Monte Rosa al monte Tamaro, il lago Maggiore, e su verso Bellinzona la valle Morobbia con il passo del San Jorio. Visibilità praticamente perfetta.

Dopo un'oretta di pausa con pic-nic, inizia la discesa. Arriviamo al parcheggio giusto in tempo: il sole è tramontato da una decina di minuti. Abbiamo incontrato qualche traccia residua della neve di mercoledi e giovedi, ma nessun problema effettivo.

Gita sconsigliata in piena estate: il tragitto è praticamente tutto allo scoperto, e già oggi il sole picchiava, figuriamoci in luglio-agosto...

A questa pagina puoi trovare il diaro completo della passeggiata con foto e testo.

Centovalli: da Intragna ai Monti di Comino

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sottotitolo: 
Intragna - Costa - Selna - Dröi - Monti di Comino - Slögna - Calezzo - Intragna
Autore
Autore: 
Nino Dal Borgo
Scheda
Data del rilievo: 
25/04/2010
Foto: 
Le Terre di Pedemonte nelle Centovalli: Tegna, Verscio e Cavigliano
Tipologia Percorso: 
Circolare
Difficoltà: 
E
Periodo Consigliato: 
Primavera e autunno. Quasi tutto esposto alla stecca del sole.
Tempo Complessivo: 
8h30'
Dislivello: 
1200 m
Distanza percorsa: 
14,00 km

Truppa folta questa volta: Danila, Laura, Piera, Pinuccia, Rita, Alberto, Pierfranco, Marco, Ivan (che innaugura gli scarponicini nuovi), Enrico ed il sottoscritto, più tre cani: Billie, Willy e Jack.

Partenza da Intragna alle 9:15, salita verso Costa passando dal bel mulino nella valletta. Dopo breve sosta, riprendiamo il cammino verso Selna, posta su di una splendida terrazza. Ulteriore sosta, poi via nel bosco in direzione di Dröi. Poco sotto l'insediamento svincoliamo verso sinistra, e prendiamo l'unico tratto un po' più impegnativo, circumnavigando il monte Aula. Arrivo alle 13:15 ai monti di Comino.

Pausa pranzo con vista sul Ghiridone / Gridone / Limidario e il pizzo Leone, e alla nostra destra Segna, che scollina in valle Onsernone. Dopo la sosta ci dirigiamo verso uno dei due grotti dei monti, per il meritato caffé.

Alle 15:30 partenza per la discesa, questa volta in direzione di Slögna, nel bosco. Da qui procediamo verso Calezzo, e poco prima dell'abitato termina il sentiero per passare (purtroppo) all'asfalto. Ad un tornante riusciamo ad imboccare nuovamente un sentiero non marcato, che in breve ci porta all'altezza del grotto Du Rii, da cui rientramo al punto di partenza.

Gita molto bella, si scoprono le terrazze delle Centovalli. Guardandola dal basso non se ne intuisce l'esistenza, ma penso che la maggior parte dell'anno la popolazione si trovasse in alto, piuttosto che nei villaggi posti in basso.

Osservazione: ho marcato l'escursione come T1, dato che praticamente tutta avviene su comodi sentieri, quando non su forestale. L'unico pezzo dichiarabile T2 per me è quello tra il bivio per Dröi e i monti di Comino. Qui il sentiero è largo poco meno di un metro, ed esposto sulla sinistra.

Descrizione completa dell'escursione con foto e testo.

Valle Verzasca

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Autore
Autore: 
Nino Dal Borgo
Scheda gita
Data della gita: 
21/11/2009
Foto: 
Lo smeraldo della Verzasca
Difficoltà: 
E
Tempo Complessivo: 
6h00'
Avvistamenti
Affollamento: 
Nessuno
Condizioni
Condizioni meteo: 

Ottime, giornata serena

Condizioni sentiero: 
Sottobosco con foglia umida, ma senza problemi

Partiamo dal ponte del Bivio di Vogorno, percorriamo brevemente la strada in direzione di Corippo, poi ci innoltriamo nel bosco seguendo il sentiero che sale e scende continuamente, portando quasi a livello del fiume per rialzarsi nuovamente.

Incrociamo diversi rustici (case costruite prevalentemente con la tecnica dei muretti senza calce), per arrivare di fronte a Lavertezzo. Breve sosta per rimirare le acque sotto il ponte a doppia arcata romana.

Continuiamo in direzione di Orgnana, e poco dopo incrociamo la strada della valle, passiamo il ponte, e scendiamo sulla sinistra seguendo nuovamente il sentiero che ci porta primo a pelo d'acqua, per salire poi deciso nel punto di ripida del fiume, e scendere nuovamente verso la piana di Brione.

Da qui si continua fuori bosco, passando Brione e Gerra Verzasca, per arrivare a Lorentino. Pausa pranzo, poi via nuovamente fino alla strada della valle, secondo passaggio di ponte, e rientriamo nel bosco fino a pasare Sonogno, e attraversare il fiume all'altezza della pista di pattinaggio.

Minestra calda, caffé, e gatto che fa le fusa sulle ginocchia mentre attendiamo l'orario di partenza dell'autopostale che ci riporterà a Vogorno: finale splendido.

Descrizione completa con foto e testo.

Il sentierone della Valle Verzasca

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sottotitolo: 
Acqua di smeraldo
Autore
Autore: 
Nino Dal Borgo
Scheda
Data del rilievo: 
21/11/2009
Foto: 
Lo smeraldo della Verzasca
Tipologia Percorso: 
Traversata
Difficoltà: 
E
Periodo Consigliato: 
Marzo - Giugno e Settembre - Novembre. Percorribile anche nei mesi estivi, ma da Brione a Sonogno è quasi tutto sotto la stecca del sole.
Tempo Complessivo: 
6h00'
Dislivello: 
750 m
Distanza percorsa: 
17,00 km

Escursione deliziosa per chi ama il trekking. Il sentiero, marcato T2 secondo la classificazione svizzera, non presenta nessuna difficoltà.

Dal bivio di Vogorno si prende il sentiero che si svolge lungo il lato Ovest (lato destro orografico), mentre i paesini restano sull'altro lato. Si percorre il bosco fino a Lavertezzo (visitare il ponte a doppia arcata romana), da dove si continua fino a congiungersi con la strada principale.

Qui si attraversa il ponte, e ci si porta sulla sponda sinistra orografica, per risalire verso Brione scollinando oltre alla rapida che forma il fiume. Da Brione si resta sullo stesso lato, passando Gerra e Lorentino, dove si trova un agriturismo aperto unicamente nei mesi estivi.

Poco dopo Lorentino occorre passare nuovamente il fiume sul ponte della strada principale, per riportarsi sul lato destro, che si tiene fino ad arrivare a Sonogno.

A Sonogno da visitare il mueso della lana: in questo villaggio tutta la lavorazione viene fatta ancora con mezzi artigianali.

Sonogno è il punto di partenza ideale per ascendere il Pizzo Barone, arrivare alla capanna Efra con il suo laghetto, oppure affrontare il Passo di Redorta che porta in Vallemaggia, a Prato Sornico.

La valle è molto incassata, aspra e selvaggia, con continui getti d'acqua e cascate. La sinfonia del fiume e dell'acqua accompagna il gitante per tutta l'escursione, e il fiume Verzasca delizia gli occhi con le sue acque di smeraldo.

Rientro da Sonogno al Bivio di Vogorno con l'autopostale.

Descrizione completa con mappa, foto e testo.