Mesolcina
Il lago Calvaresc e la capanna Boffalora
Il Calvaresc non è presente nella serie "Laghetti alpini della Svizzera Italiana", non ostante sia vicino al Trescolmen. Decidiamo di fregarcene, e andare a visitarlo ugualmente.
Partenza alle 9:00, salita agevole da Rossa per il primo pezzo, fino ad una corte posta di fronte ad Augio, con tantissimi muretti a secco diroccati. Poi si entra nella valle, e si sale più decisi. Sentiero di sasso, il durone sotto il piede non è molto contento.
Breve pausa all'altezza dello slargo della valle, prima di affrontare l'ultima salita fino all'alpe Calvaresc Sot. Qui giriamo a destra, e saliamo fino alla capanna Boffalora, con fermata pranzo. Struttura piccola, ma molto carina, gestita da volontari. La signora che ci accoglie è sorprendentement cordiale ed ospitale, e si sforza di parlare italiano. Piatto di minestra e dolce, prima di rimetterci in moto.
Restiamo alti percorrendo l'anfiteatro che chiude gli alpi, per arrivare tra ganne e sali-scendi all'alpe Calvaresc Desora, da dove una piccola salita conduce al lago. Merendina sulle rive, e la batteria della macchina fotografica tira le cuoia. Colpa mia, non l'ho ricaricata dopo l'ultima escursione 
Iniziamo la discesa, alp Desora, poi sorpresina. La discesa da Desora a Sot è bella tosta, pendente, catene in basso, sasso scivoloso in alto. Arrivati a Sot nuova pausa per permettere ai quadricipiti di recuperare, poi giù fino a Rossa, lunghissima, dove arriviamo alle 19:00.
Ripartizione delle difficoltà: T2 da Rossa alla Boffalora, e da Desora al lago. T3 dalla Boffalora a Desora, e da Desora a Sot.
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Il lago Trescolmen (alta Calanca)
Ho marcato come T3 (EE) questa escursione, dato che a partire da Cascinot il sentiero è praticamente in stato di abbandono: il tratto lungo il fiume, spazzato da una frana, non è più stato ripristinato. Salendo il sentiero si sta chiudendo, è esposto e frana. In diversi punti è difficile vedere dove si mettono i piedi.
La fine estate è l'occasione per riprendere in mano la serie "Laghetti alpini della Svizzera Italiana": ormai ne abbiamo fatta la metà, ci mancano quelli più "lontani" da raggiungere. Dato che il prospetto parla di "sentiero facile senza problemi", invitiamo anche Marco con Ivan e Alice. A noi si unisce Silvia.
Partenza da Valbella, discesa al ponte, poi si inizia la salita. La zona è bandita di caccia, ciò non ostante salendo incontriamo 4 cacciatori con tanto di preda, che stanno osservando qualcosa sull'altro versante della valle, Per non farci prendere a pallettate non commentiamo e non poniamo domande...
Arrivati a Cascinot, i bimbi hanno bisogno di fare il pieno, per cui piccola sosta. Un cartello indica "in su", senza dare la meta. Controlliamo la cartina, bisogna tenersi a filo del fiume. Arrivati alle sponde, il sentiero non c'è: alcuni omini indicano il passaggio, non agevole, lungo la riva. Passiamo dall'altra parte, risaliamo fino al punto in cui è visibile il sentiero, riguadiamo, ed iniziamo la salita.
A partire da qui la situazione si fa un po' più complicata: alti gradoni, problematici per Alice, i rododendri che stanno invadendo il sentiero (e non sono morbidi a strusciarsi contro), il sentiero smangiato dall'acqua e in alto esposto e franato in diversi punti.
Passiamo il guado che porta sull'altro versante, e il sentiero diventa ancora più problematico. Poco oltre Marco decide di fermarsi, e tornare al fiume: il pericolo per i bimbi è troppo elevato.
Silvia, Rita ed io continuiamo, e salendo ci convinciamo della saggezza della decisione di Marco. Riguadiamo il fiume per l'ultimo strappo che ci porta all'alpe di Trescolmen, da dove praticamente in piano si arriva al lago.
Mentre Rita e Silvia imbadiscono il sasso che funge da tavolo, salgo su di una piccola frana per cercare di riprenderlo per intero, senza riuscirci. Una coppia sta prendendo il sole, e non ci degna di atenzioni. Pic-nic veloce, il cielo si sta oscurando velocemente, hanno previsto precipitazioni nel tardo pomeriggio. Così iniziamo la discesa, e raggiungiamo Marco e bimbi a Cascinot, dove troviamo una thermos di caffé che ci attende 
Da qui discesa agevole fino a Valbella, poi gelato e bibite per tutti a Rossa.
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Da San Bernardino a Rossa via Pass di Passit
Mi piaciono le traversate, e ce n'era una in carnet da diverso tempo: da San Bernardino a Rossa, e magari anche più in giù...
Partiamo alle 8:40 da San Bernardino, giornata splendida, e percorriamo la forestale che costeggia il lago artificiale. A circa metà strada si dirama il sentiero di salita verso il Pass di Passit. Salita senza storia, con bella vista a partire da Q1800 circa. Arriviamo al passo verso le 10:40, e ci godiamo i due bei laghetti presenti sulla piana del passo. Poi ci affacciamo sulla valle che conduce alla Calanca: stretta, selvaggia, ripida e affascinante.
Iniziamo la discesa sul sentiero che spesso è largo poco più di un piede, strapiombo netto da parte, e pendenza di discesa marcata. Sentiero che richiede concentrazione e passo sicuro. In diversi punti franante, marche sbiadite, probabilmente non è più curato da diverso tempo.
Ad ogni canalone laterale, una lingua di neve. Le prime facili, poi ne troviamo una grossa, non si vede dove passa il fiume sotto. La percorriamo tenendoci ben distanti cercando di evitare i possibili punti deboli per evitare brutte cadute nel letto del fiume. Continuiamo la discesa, l'ultima lingua di neve non è attraversabile. Vi salgo, mi sporgo per guardare sotto, troppo sottile. Ci tocca scendere lungo il pendio franoso a più di 70° (per fortuna che c'è la parte posteriore, laddove la schiena cambia nome scendendo) per guadare il rivo più in basso, e risalire nuovamente al sentiero.
Nella parte bassa delle catene provvidenziali aiutano la discesa. La valle sbuca alta sulla Calanca a Alp d'Alogna, il sentiero svolta a destra e scende con una pendenza un po' più umana. Alle 13:10 siamo di fronte alla Calancasca, i quadricipiti che cantano...
Da qui ordinaria amministrazione. Scendendo verso Pian d'Asc si passa una bella gola, dove le acque creano disegni di spuma e smeraldo, attraverso un fitto bosco di conifere.
Ultima discesa forte per Pian d'Asc, poi diventa forestale. Alle 14:35 siamo a Valbella, speravamo in un grotto per reintegrare liquidi e sali con un minestrone, ma niente da fare. Quarto d'ora di sosta per il pranzo fuori paese (una dozzina di case, quasi tutte in legno), e via di nuovo verso Rossa lungo la strada che ormai è asfaltata.
Alle 15:30 siamo a Rossa, il postale ci sta attendendo. Il caldo, la stanchezza ed il ritardo sulla tabella di marcia ci sconsigliano di continuare fino ad Arvigo Saliamo, unici viaggiatori, il postale ci riporta a Grono, dove terminiamo con un bel caffé e un cornetto gelato, meritatissimo.
Difficoltà del sentiero: T2 da San Bernardino al Pass di Passit, T3 dal Pass di Passit all'Alp de Alogna, T2 fino a Pian d'Asc, T1 da Pian d'Asc a Rossa.
Descrizione completa dell'escursione con mappa, foto e testo.
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Lago di Cama
Laghetto posto a metà della valle di Cama, che fa parte del percorso "La via dei grotti", che unisce la Mesolcina con la zona del lago di Como, passando per la bocchetta del Notar in val Bodengo.
Lungo la salita dal lago di Cama verso la bocchetta si incontra il lago Sambrog.
La conca è caratterizzata da una bella superificie piana, è molto frequentato in estate.
La salita prevede circa 700 metri di ascensione su scalini, roba da ammazzare i quadricipiti.
Vie d'accesso:
1) Da Cama: salita lungo la valle di Cama, laterale della Mesolcina. Ben ombreggiata grazie al folto bosco di castagni in basso, poi faggi e infine conifere.
2) Dalla val Bodengo: salita alla bocchetta del Notar, e discesa al laghetto.
Descrizione dell'escursione da Cama al laghetto con mappa, foto e testo.
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San Bernardino
scursioni tranquillissima per riprendere confidenza con gambe e ciaspole dopo la lunga pausa natalizia.
Dal piazzale dell'Albarella prendiamo la forestale, poi sentiero che porta al passo. Al cartello didattico teniamo la destra. Davanti a noi un serpentone di gitanti, non si soffre di solitudine.
Salita e discesa senza storia né gloria, ma giornata da cartolina, con cielo terso, le montagne che si stagliano decise, e la neve, ormai molliccia a causa delle alte temperature di queste giornate.
Al passo non ci fermiamo, attorno all'ostello sembra un formicaio. Continuiamo lungo il laghetto, e scendiamo seguendo più o meno la strada del passo, con piacevolissimi fuori pista per tagliare i tornanti.
Arrivati a San Bernardino pieno del pancino con minestra d'orzo.
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Ciaspolata a San Bernardino
Rita ed io ci siamo regalati per Natale le ciaspole (le prime!), e dopo il corso valanghe di settimana scorsa, era ora di innaugurarle. In prima battuta avevo pensato di salire da Piera alla capanna Dötra, ma dopo aver chiamato la gerente, e aver saputo che per mezzogiorno erano pieni, e memore anche del numero di motoslitte che salivano e scendevano durante la passeggiata fatta in febbraio 2008, ho pensato che il posto sarebbe stato più frequentato dell'Idroscalo di Milano in agosto.
Cosi telefono a Clemente, il responsabile UTOE per le gite in racchetta, e gli chiedo consiglio. Clemente mi propone San Bernardino, il monte Bar o il monte Lucio. Optiamo per San Bernardino.
Il sentiero parte dietro il complesso alberghiero "Albarella". Battuto dal gatto delle nevi, e da decine di persone, è praticamente un'autostrada per le racchette, ottimo per chi come noi è alle prime armi. Perdersi? Impossibile. Tra i paletti che delimitano il sentiero ed il fondo fatto, lo si può percorrere ad occhi chiusi.
Dopo circa 10 minuti di salita si arriva ad un bivio, riconoscibile dalla presenza di un cartello didattico relativo alla fauna del luogo. Prendere il sentiero di destra, mentre durante la discesa si arriverà da sinistra.
Siamo saliti fino all'ospizio del passo del San Bernardino, dove abbiamo fatto pic-nic, restando sul versante sinistro orografico. Dopo l'ospizio, per scendere, ci siamo fatti la piana del laghetto (completamente coperto di neve), per scendere seguendo più o meno la strada carrozzabile del passo.
Scendendo ci siamo divertiti a fare un po' di "fuori-pista", per capire come tengono le ciaspole in discesa nella neve fresca: godimento assicurato.
Giornata splendida e soleggiata, ma fredda (-12° al passo), disturbata occasionalmente dal vento. Diversi gitanti come noi, e incontro con un samoiedo splendido e giocherellone.
Rientro in paese e cioccolata calda più fetta di torta (speriamo meritata). Innaugurazione riuscita.
A questa pagina puoi trovare il diaro completo della passeggiata con foto e testo.
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L'antica via del passo del San Bernardino
Da diverso tempo avevamo promesso a Lara e Marco, e ai loro bimbi Ivan e Alice di accompagnarli nuovamente in una passeggiata, dopo quella al parco della Breggia. Memori della bella ciaspolata da San Bernardino villaggio al passo, abbiamo proposto loro di ripeterla, e continuare fino ad Hinterrhein, per rientrare poi con il postale.
Partenza con tutto comodo alle 10:45 da San Bernardino villaggio. Dietro il complesso alberghiero Albarella inizia uno dei sentieri che porta al culmine, e che ha il pregio di restare lontano dalla strada cantonale. Saliamo lungo questa via, i bambini tengono bene la salita, e alla 13:00 siamo in prossimità dell'ostello. Ci teniamo distanti dallo stesso (monopolizzato da motociclisti che salgono qui e si fermano a mangiare), e ci piazziamo in una piccola conca con vista sul laghetto per il pic-nic, anche per evitare il famoso vento freddo che spira quasi in continuazione.
Dopo la pausa riprendiamo il cammino in direzione di Hinterrhein. Il primo pezzo di sentiero è ancora più bello di quello che sale, anche se purtroppo è sempre in prossimità della strada. Il percorso è quasi pianeggiante fino in località Tählalp, dove si trova un piccolo alpeggio.
Da qui il sentiero inizia a scendere in modo più marcato, e appena superata la cresta di separazione gira verso destra, seguendo la vallata in direzione della nostra meta. Pieno di erbacce, probabilmente viene utilizzato poco, e si sta perdendo, anche se le marche sembrano rifatte recentemente.
Raggiunto il fondo valle si continua ancora per qualche centinaio di metri in direzione di Thusis, e dopo una svolta si vede il ponte che permette il passaggio sull'altra sponda. Arriviamo alla fermata del postale con 7 minuti di ritardo (16:26 invece che 16:19), ci tocca attendere due ore fino al prossimo. Per una volta siamo fortunati: la famosa precisione svizzera è andata a farsi benedire, alle 16:31 arriva il postale, con 12 minuti di ritardo...
Rientro a San Bernardino attraverso la galleria (alcuni dei postali fanno anche il giro del passo).
Sul passo del San Bernardino corre lo spartiacque continentale: verso sud l'acqua si convoglia in direzione del mar Mediterraneo, a nord invece va a formare il Reno, per arrivare all'oceano Atlantico.
La salita dal villaggio al passo e ritorno (450 metri di dislivello) è fattibile anche con le ciaspole. Troppo pericolosa invece la discea verso Hinterrhein con le ciaspole per pericolo valanghe.
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Lago di Cama
Introduzione
Splendida escursione adatta anche alle famiglie.
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Sopra Mesocco: Nassel, Calnisc, Gumegna
Escursione già fatta nel 2007, avevamo voglia di rivedere le belle cascate che si incontrano lungo il percorso. Partecipano Rita, Francesca, Antonella, Silvana, Fabio, Roberto, Marco, Renzo ed il sottoscritto.
Partenza alle 9:15 da Mesocco, la giornata si preannuncia calda assai. Scendiamo fino al fiume, passiamo il ponte, poi iniziamo la salita verso Nassel, per fortuna quasi tutta nel bosco. Vi arriviamo attorno a mezzogiorno, ma abbiamo perso per strada una parte della comitiva, che è finita a Stabi, splendido insediamento posto all'entrata della conca che porta all'alpe de Barna. Recuperiamo il gruppo mancante, e continuiamo verso Calnisc, dove mi ricordo c'era un bel prato adatto al pic-nic. Arriviano alla prima cascata del percorso, il sentiero è franato per una valanga, c'è ancora neve sopra e attorno. Il passaggio richiede cautela, poi possiamo riprendere il ritmo normale.
Alle 12:30 siamo a Calnisc. In giro non c'è nessuno, cosî occupiamo una veranda, e ci sistemiamo per il pranzo. Rita ed io, morigerati, tiriamo fuori un po' di pane, carne secca, frutta secca e noccioline salate. Francesca, Antonella, Silvana, Fabio e Roberto invece, piazzano una tovaglia, e tirano fuori ogni ben di Dio dai loro sacchi, dal salame piccante alla crostata, dai sottaceti al vino e birra: sono organizzatissimi.
Tanto impeto alimentare richiede una sosta prolungata, e infatti ci rimettiamo in moto solo alle 14:20.
Il sentiero verso Gumegna rientra nel bosco, ma serve a poco: dal basso arrivano folate d'aria calda impressionante. Durante l'escursione mi spazzo tre litri d'acqua. Dopo una prima valletta, con cascata, giriamo all'interno della seconda, salita spezzagambe, e arriviamo a uno dei due corsi d'acqua che saltano dalla montagna. Sono divisi da una lingua di roccia, che rende invisibile la seconda cascata quando sei alla prima. Sopra la più grande delle due, ancora neve.
Superiamo la lingua rocciosa, seconda cascata, molto più piccola. Poi rientro nel bosco, e in un attimo arriviamo a Gumegna, alle 15:50. Da qui inizia la lunga discesa su forestale verso Mesocco, con vista dall'alto sui resti del castello di Serravalle, Pian San Giacomo e il fronte che chiude il piccolo altipiano di San Bernardino.
Alle 17:50 Siamo a Mesocco, caldo bestiale. Lasiamo passare i bollori, poi congedo e rientro a casa.
Il sentiero, soprattutto tra Calnisc e Gumegna, si sta chiudendo, soprattutto nei tratti fuori bosco. Si vede che viene frequentato molto poco, e le erbacce stanno invadendo tutto. Ancora due o tre anni al massimo, e resteranno solo le marche bianco-rosso-bianco ad indicare dove si trovava.
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