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L'Alpe

Letteratura e montagna

Letteratura e montagna - L'Alpe 011 - AA.VV. - © 2004 Priuli & Verlucca

Autore: AA.VV.

Anno della prima pubblicazione: 2004

Collana: L'Alpe

Editore: Priuli & Verlucca Editori, Pavone Canavese (To)

Lingua: Italiano

Pagine: 140 pp.

Formato:

Legatura: Brossura

Prezzo: 10.10€

Argomento: Cultura di montagna

Recensioni di:

L'ultimo numero della prestigiosa rivista “L'Alpe”, la prima rivista internazionale dedicata alla cultura ed alla gente di montagna diretta da Enrico Camanni, affronta un tema di grande attualità e “spinoso” nello tempo: il misterioso rapporto tra letteratura e montagna. L'argomento è da sempre di grande interesse, sia negli ambienti alpinistici che non, ed è fonte di dibattiti e discussioni sia a livello nazionale che internazionale. Con lo spirito che la contraddistingue in ogni suo numero, L'Alpe propone una sua visione dell'argomento cercando di non cadere nei luoghi comuni e di affrontare l'argomento con gli esperti di entrambi i settori: alpinisti e scrittori. Nasce da queste idee la monografia “letteratura e montagna” che non è l'ennesima raccolta di scritti di montagna, ma una rosa di articoli di autorevoli personaggi che si interrogano sui punti i comuni tra letteratura e montagna, tra scrittura e avventura. La questione di partenza dell'argomento è ben espressa nell'editoriale di Camanni che dice:”Così come sono stati scritti fiumi di inchiostro sulle montagne degli alpinisti, si sono versati inchiostri e lacrime sulla cosiddetta “letteratura di montagna”, lamentando la scarsa fortune del genere e, soprattutto, la scarsa considerazione del mondo esterno verso la montagna stessa.” Già perché è vero che mentre, difficilmente si sentono lamentele arrivare dagli autori dei generi gialli, saggi, narrativa e tutti gli altri, frequente è il lamento degli “autori di montagna” che si sentono “autori di serie B”, scrittori declassati e non considerati dal grande pubblico. Un dato che accomuna qualunque genere letterario è, purtroppo, il fatto che oggi tutto il mondo editoriale soffre di una crisi dovuta ad una forte diminuzione dell'interesse del pubblico nei confronti della lettura in generale. Anche in questo caso le riflessioni di Camanni colgono in maniera semplice ed ineccepibile quello che potremmo considerare “l'errore” che genera questa situazione. E cioè il fatto che la maggior parte degli “scrittori di montagna” sono alpinisti, gente che considera la montagna come elemento unico e che solo per questo fatto la montagna stessa deve, per forza, generare letteratura e, per di più, buona, “capace di accendere grandi amori e grandi emozioni”. Perché se le cose stessero veramente così, allora si dovrebbe parlare anche di “letteratura di città”, “letteratura di mare”, letteratura di auto”, e così via, generando di volta in volta infiniti tipi di letterature e di scritture. Però è altrettanto vero il fatto che queste “altre letterature” esistono e pur non costituendo, o non volendo essere riconosciute, come genere a sé stante spesso hanno grande fortuna. Tanto per sottolineare il concetto proviamo a pensare di voler paragonare il celeberrimo volume di Diemberger “K2 – Il nodo infinito” con il famosissimo capolavoro di Alessandro Manzoni “I promessi sposi”. Paragone troppo azzardato? Perché, entrambe sono opere letterarie che affrontano argomenti diversi, ma nello stesso tempo altrettanto specifici: un'avventura di montagna finita tragicamente il primo, uno spaccato dei costumi di vita in Lombardia nel passato l'altro. Allora dove è la differenza che speso si coglie, ma difficilmente viene alla luce? Che nei libri di montagna si pretende che il soggetto sia la montagna stessa mentre negli altri generi letterari il soggetto è l'uomo con tutto il mondo che lo circonda. Infatti la montagna in letterature esiste eccome, descritta con infiniti punti di vista, con esiti e destini diversi. Se si sposta l'attenzione dall'”oggetto montagna” al”soggetto scrittore” ecco che nascono nuove idee, nuovi confronti e nuovi modi di parlare di montagna. Ed è questo quello che emerge dagli articoli contenuti nella rivista con firme eccellenti come quella di Dino Buzzati, Mario Rigoni Stern, Joseph Zoderer e tanti altri.



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