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Jam

Jam - Lamberto Camurri - © 2005 SPareti e Montagne

Autore: Lamberto Camurri

Anno della prima pubblicazione: 2005

Editore: Pareti e Montagne, Parma

Pagine: 166

Formato: 16,5 x 23,5

Legatura: Brossura

Prezzo: 20,00 €

Argomento: Narrativa

Recensione di:

Più di trent'anni di carriera alpinistica di alto livello non potevano non lasciare un segno anche nel campo della letteratura, specie se chi scrive è Lamberto Camurri, scalatore dalla penna facile e, nel tempo, redattore delle principali testate specializzate italiane. Attualmente scrive su Pareti, rivista dell'omonimo gruppo editoriale che ha curato anche l'edizione di questo volume.

«Difficile è decidere quando scatta la sensibilità storica, quando nasce la sensibilità per la annotazione di un fatto, un gesto, una scelta non sono più casuali nella giornata ma meritano una codifica, una attenzione per il loro valore: da quel momento però ogni evento successivo ha una sua ragione, si contestualizza e procede verso il futuro».

I récits d'escalade di Camurri coprono un arco temporale: alcuni qui in parte riproposti risalgono perfino al 1984. Ma che senso ha il tempo umano in montagna? La nostra parabola è sicuramente troppo breve per scalfire certi giganti, per questo le nostre emozioni vanno fissate e, per chi vuole, condivise.

«Nascono le memorie, dalle note dei diari, anche solo mentali, quasi sempre in quei momenti di riflessione resi disponibili dal sole basso e fresco, dall'umido della nostra brughiera amazzonica dopo il quotidiano acquazzone di tarda estate».

Il clima generale è di poetica personale, anche se indirizzata ad un pubblico di iniziati, a quanti cioè sanno tradurre il linguaggio tecnico in immagini mentali: tacche bidito, svasi, lanci e ristabilimenti, ma anche cleans, fix e tutto quanto fa dell'arrampicata moderna quello sport così incredibilmente audace, ma non più così da rompicollo come negli anni ruggenti.

Per quanti invece difettano in immaginazione e non sanno "vedere con la mente" il nostro protagonista nei punti cruciali delle vie, vi è un corredo fotografico spettacolare, ma voluto deliberatamente in bianco e nero. Scelta sicuramente contro corrente, dettata forse dalla volontà di lasciare spazio alla fantasia del lettore, dal non voler dire tutto per non togliere qualcosa agli altri. Personalmente, invece, credo che il mondo e la vita siano a colori e che ridurli al bianco e nero sia una sorta di "talebanismo" dell'immagine difficilmente condivisibile in toto.

Ma il libro non si limita ai soli récits d'escalade , e, nella seconda parte, si converte in vera e propria guida, proponendo le topos di 40 vie nel massiccio del Monte Bianco. Si tratta di molte delle più famose e spettacolari vie su granito, qui disegnate con dovizia di particolari: dall'orientamento dell'appoggio delle fessure, alla loro ampiezza per prevederne le protezioni più adatte. Naturalmente si aggiungono numerosi altri commenti esplicativi. La gradazione della difficoltà è proposta secondo gli standard europei (ogni tiro) e statunitensi (in generale). Le note riguardanti l'avvicinamento sono essenziali, ma, considerata la diffilcoltà delle vie, chi intende tentare l'avventura è già persona esperta e sa cavarsela da solo.

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