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Autore: Natalino Russo Anno della prima pubblicazione: 2006 Editore: CDA&Vivalda, Torino Pagine: 247 Formato: Legatura: Brossura Prezzo: 16,00€ Argomento: Narrativa Recensione di: |
Se mai ce ne fosse stato bisogno ecco un'altra conferma che il Camino de Santiago non è un'esperienza che lasci indifferenti, a prescindere dal fatto che si sia credenti o meno.
In questo caso non è certo la fede a fare da motore, anzi, tutto ciò che la riguarda ha quasi sempre un sapore piuttosto critico, manifestando talvolta la palese incapacità di ascoltare quel messaggio che invece il pellegrinaggio stesso genera nell'animo del credente.
Perchè si cammina? (O perchè si affrontano 800 km in bicicletta come nel caso dell'autore?). La risposta è che non c'è una risposta univoca, lo abbiamo già scritto/letto altrove per mezzo delle parole del proverbio che meglio sintetizza l'esperienza compostelliana: " se hace el camino all'andar " (il cammino si crea camminando).
Chi cerca qui delle informazioni tecniche, delle cosiddette "dritte" per intenderci, troverà anche quelle, ma soprattutto comincerà a conoscere da lontano l'esperienza del pellegrinaggio, che non è mai uguale a se stesso. «Un pellegrinaggio non è mai un viaggio circolare» dice l'autore. L'uomo di fede è pronto a sostenere l'esatto contrario: il cammino da un punto all'altro della terra non si esaurisce con il tagliare il traguardo geografico, anzi, il vero cammino comincia dopo, quando si ritorna alla consueta quotidianità. Il miracolo dell'Apostolo (il fatto "storico" che le sue spoglie riposino o meno nella cattedrale di Santiago ha poca importanza) non sta nel farci arrivare alla meta malgrado le nostre precarie condizioni atletiche, ma nel farci tornare con qualcosa di diverso e forse definitivo nel cuore, per aiutarci a vivere in modo diverso da prima.
I monaci lo chiamano "Deserto" e con ciò intendono il restare isolati da tutto e da tutti, per meglio ascoltare se stessi e quanto Dio vorrà loro ispirare attraverso la meditazione e la preghiera. Per i laici esistono altre forme della stessa esperienza: una di queste è lo spezzare il ritmo della propria consueta esistenza e camminare, camminare, camminare. E siccome la strada si crea man mano ( se hace el camino all'andar ) nessuno può dire in partenza dove i suoi piedi lo condurranno, anche se il traguardo fisico sarà lo stesso per tutti.
In quest'ottica di libertà di scelte e direzioni (che paradossalmente è puramente cristiana anche per chi va per altra via) si iscrive questo libro, concepito laico e nato serio e per nulla vacanziero.
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