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  Cultura / Recensioni  

Le racchette da neve

Le Alpi Contese - Michel Mestre - (c) 2000 CDA

Autori: Alessandro Leonardi e Marco Seghezzi

Anno della prima pubblicazione: 2001

Editore: Take

Prezzo: 6,20 €

Recensione di: Maurizio Bergamini

Il titolo è già di per sé esemplificativo del contenuto di questo agile volumetto, cui possiamo aggiungere il sottotitolo: “23 itinerari in Valle d’Aosta”. La grafica è essenziale, le foto in bianco e nero ed il formato tascabile. Il tutto per ottenere un prodotto alla portata di tutte le borse, senza ulteriori pretese se non quella di essere uno strumento utile. E poi non dimentichiamo che si tratta della prima guida pubblicata in Italia sul tema delle passeggiate con le racchette.

Il risultato finale è tutt’altro che banale: chi ha detto che procedere con le ciaspole sia una cosa semplice in ogni circostanza solo perché si va a piedi? «E’ necessario conoscere i modi di impiego e appoggio delle racchette, di utilizzo dei bastoni e di posizione del corpo, il tutto in relazione alle condizioni del manto nevoso». Gli autori, uno dei quali, Marco Seghezzi, è guida alpina della Valle d’Aosta, riescono a fornirci delle informazioni semplici, raccolte in brevi capitoletti introduttivi. Il lettore non deve commettere l’imprudenza di sottovalutarne l’importanza, perché il loro “peso specifico” è inversamente proporzionale alla loro lunghezza. Certo la passeggiata con le racchette non è paragonabile all’alpinismo su roccia o su ghiaccio, ma non per questo si deve dimenticare che vi è comunque un impegno fisico e tecnico, cui si aggiungono delle condizioni ambientali che non tutti sono abituati a valutare.

Un breve distillato di consigli è utile a tutti, specialmente quando affronta tutte le tematiche legate all’escursione, dall’abbigliamento allo zaino (ed al suo contenuto), dall’impiego dell’ARVA al pericolo di valanghe, ai rischi connessi al clima invernale in quota. Occorre inoltre scegliere oculatamente il proprio itinerario, e proprio a questo scopo la guida ne propone di diverse difficoltà, concentrandone quasi la metà nella valle centrale, nei dintorni di Aosta. Si tratta di una scelta tecnica dovuta al fatto che là le montagne hanno dei profili più dolci e i valloni di accesso sono facilmente raggiungibili. L’analisi altimetrica rivela poi una netta preponderanza per le gite al di sotto dei 2600 m, sicuramente ideali per un pieno godimento dell’ambiente, limitando però i diversi fattori di rischio.

Per i più decisi si ricorda che esiste la possibilità di avventurarsi anche di notte, magari sotto un cielo stellato e/o con la luna piena. E’ un’altra dimensione della montagna, anch’essa da non sottovalutare, ma nemmeno da demonizzare: basterà anche un itinerario breve e facile, ma scelto con intelligenza, dato che lo scopo di chi va di notte non è quello di giungere il più in alto possibile, ma quello di fondersi con una natura che in certi momenti ritrova tutto il suo primordiale e misterioso sapore.

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