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Anno della prima pubblicazione: 2002 Autore: Luca Zavatta Editore: L'Escursionista Editore Caratteristiche: 311 pag., formato 11 x 16 cm, €15.50 Recensione di: Maurizio Bergamini |
E’ ancora fresca di stampa questa nuova guida, la terza sulla Valle
d’Aosta scritta dallo stesso autore, che ripropone uno stile ed un formato
che già hanno decretato il successo delle precedenti (le ricordiamo:
le “Valli del Monte Bianco”,
che riguarda la Valdigne e le zone limitrofe al colosso alpino; e “I
monti di Aosta, Cogne, l’Avic e Champorcher”, dove di Cogne
è trattata la parte extra parco: infatti è in atto proprio in
questa estate 2002 l’esplorazione e la recensione di tutti i sentieri
del Parco del Gran Paradiso).
La chiave di un piccolo successo editoriale sta tutta nell’autore e
nella sua purezza di intenti, sinceramente dichiarati: Zavatta non è
un montanaro di nascita, è riminese e nella sua città natale
vive e lavora per la maggior parte dell’anno. Ama la montagna ed in
modo particolare la Valle d’Aosta; teme l’alta quota ed aborre
l’arrampicata e l’alpinismo. Un escursionista consapevole, insomma.
Ed infatti con questo sostantivo presenta la propria guida, la propria casa
editrice e la propria attività commerciale: è infatti il titolare
della più grande libreria di montagna d’Italia, accessibile a
tutti via Internet al sito www.escursionista.it
Tornando a “Le Valli del Monte Rosa”, possiamo senz’altro
sbilanciarci nel sostenere che si tratta di un lavoro di rara completezza:
88 passeggiate giornaliere e 5 trekking da più di un giorno condensati
in poco più di 300 pagine; il tutto catalogato con un codice a colori
per indicarne il grado di difficoltà, anche se, lo ribadiamo, sono
esclusi per principio tutti gli itinerari alpinistici (cosa non da poco trattando
di un territorio che fa dei suoi ghiacciai e delle sue prestigiose vette la
principale attrattiva). Lo stile di scrittura è volutamente essenziale,
adatto a chi vuole fornire il maggior numero di indicazioni nel minor spazio
possibile, anche se non mancano le note di colore, ricavate non solo dalla
bibliografia consultata, ma anche dalla quantità di rapporti umani
stabiliti dall’autore nelle sue lunghe permanenze in Valle d’Aosta.
Un altro punto lo accosta a noi di Inalto: tutte le gite sono state percorse
personalmente dall’autore (cosa che in campo di libri-guida dovrebbe
essere ovvio, ma che, come tutti hanno potuto constatare, non sempre avviene).
Su questo punto possiamo sbilanciarci senza tema di smentite: il Luca Zavatta
è un amico personale dello staff di inalto.com ed anche il sottoscritto
ha avuto l’occasione di partecipare con lui ad un’uscita sul territorio.
Infine un ringraziamento all’autore per la dedica che accompagna il
volume: una foto ritrae un contadino che trasporta sulla schiena un enorme
telo riempito di fieno ed una scritta recita “A chi in montagna ancora
ci vive”. Grazie per aver capito tutte quelle cose che stanno dentro
e dietro alla fotografia; per aver capito che la montagna vive solo se c’è
chi la abita, che l’accudisce, che la protegge, pagando di tasca propria
con una vita di sacrifici, di duro lavoro, di scarso reddito e soprattutto
di ingratitudine da parte dei più, anche suoi conterranei, che inseguono
il miraggio dello “sviluppo” e della “valorizzazione”,
belve infide e traditrici, che già danno segnali di rivoltarsi contro
chi le ha allevate.
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