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| Cultura / Recensioni |
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Autore: Emilio Rigatti Anno della prima pubblicazione: 2004 Collana: La biblioteca del ciclista Editore: edicicloeditore, Portogruaro (Ve) Lingua: Italiano Pagine: 250 Formato: 13 x 20 cm Legatura: Brossura Prezzo: 13,00 € Argomento: Narrativa Recensioni di: |
Il sottotitolo del volume “Viaggi quotidiani su due ruote e manuale di diserzione automobilistica” già da solo ben introduce l'argomento sviluppato nel libro: la scelta consapevole di rinunciare all'uso della macchina a favore del ben più ecologico e salutare mezzo a due ruote.
Emilio Rigatti esordisce con questa sua seconda opera letteraria rompendo gli schemi letterari e proponendo un non-libro che parla di una non-storia di un non-viaggio. Difficile come concetto, ma che diventa chiaro, e a tratti direi addirittura illuminante, mano a mano che ci si addentra nel libro.
Il mio approccio con il volume è stato all'inizio “sospettoso”. Sono molto attratto dai temi “ambientali”, per i quali non nascondo la mia grande simpatia e passione, ma spesso mi capita di trovarmi a che fare con sproloqui o vaneggiamenti ecologici, slegati dalla realtà e dalla società contemporanea. Così ho iniziato la lettura del libro lentamente, leggendo e rileggendo attentamente ogni riga, quasi come se stessi cercando l'”errore” a tutti i costi. Invece questo gioco si è rivoltato contro me stesso, portandomi non solo a condividere in pieno i pensieri dell'autore, ma anche a fantasticare su possibili evoluzioni del Rigatti-pensiero.
“Minima pedalia” è un diario di un non-viaggio durato un anno nel quale l'autore decide di abbandonare la macchina a favore dell'uso della bicicletta per andare al lavoro, oltre 20 chilometri tutti i giorni. Dopo le prime “faticose” giornate di rodaggio, dove il protagonista deve trovare la sua nuova dimensione e confrontarsi con la nuova realtà, le altre giornate diventano continue e sempre diverse avventure. Ogni giornata è un racconto a sé, una nuova esperienza, un nuovo incontro, un nuovo imprevisto. La bicicletta diventa il mezzo per conoscere il mondo circostante, quello dietro casa, che vediamo tutti i giorni e che spesso non guardiamo mai realmente. Forse un concetto scontato per chi già usa la bici, ma forse sconosciuto a chi la usa raramente o la vede solo come un mezzo di fatica. La forza di Rigatti è nel non abbandonare la sua scelta mai, né con il bello né con il brutto tempo, caldo o freddo che sia, giorno o notte. “Minima pedalia” ricorda i “Minima Moralia” di Adorno, riflessioni sulla nostra civiltà, sul nostro modo di vivere, a volte ingabbiati dalle circostanze e non per scelta personale, ma con la possibilità di scegliere e cambiare, a patto di averne la coscienza.
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