sabato, 25 maggio 2013
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Trentino-Alto Adige

Trofeo Marmotta 2013

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Lo sloveno Nejc Kuhar vince il Marmotta Trophy. In campo femminile Silvia Rocca domina sulle nevi della Val Martello.

Lagorai Cima d'Asta 2013

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Il lombardo Lorenzo Holzknecht e la spagnola Mireia Mirò dominano la Lagorai Cima d'Asta del futuro.

Parla lombardo e spagnolo la ventiduesima sci alpinistica Lagorai Cima d’Asta, disputatasi oggi sulle nevi del Tesino e che ha visto vincere tra gli uomini senior il valtellinese Lorenzo Holzknecht e tra le donne la spagnola Mireia Mirò.
La gara, valida per il Trofeo Battisti Vesco, era la settima prova di Coppa Italia - Trofeo Scarpa e assegnava i titoli di Campione trentino individuale. Inoltre la Lagorai Cima d’Asta è in combinata con la Hohe Tauren Trophy, sui monti Tauri in Austria, che si correrà il 7 aprile.
Al via oltre 200 sci alpinisti di cui un terzo delle categorie giovanili. Se lo sci alpinismo cercava un futuro, la Lagorai Cima d’Asta di oggi glielo ha dato. E appunto nelle categorie giovanili affermazione tra i cadetti del Campione del Mondo il trentino del Brenta Team Davide Magnini, che ha così vinto il titolo provinciale. Nella categoria cadetti donne si è imposta la valtellinese Giulia Compagnoni e la campionessa trentina è Elisa Dei Cas del Brenta Team, mentre nella categoria Junior maschile è stato il portacolori dell’S.C. Alta Valtellina, Michele Pedergnana a vincere davanti ad un ritrovato Gian Luca Vanzetta della Caurol, che si è così aggiudicato il titolo trentino. Nella Junior femminile si è imposta la valtellinese Erica Rodigari. Nella senior femminile la campionessa trentina è Nadia Scola, e tra gli uomini Senior Thomas Martini. Tre i master un ex equo con Franco Nicolini e Camillo Campestrini, che sono campioni trentini.
La gara a seguito delle condizioni meteorologiche dei giorni scorsi si è disputata senza raggiungere i 2847 m della cima d’Asta ed è stata favorita da una finestra di bel tempo, a parte un po’ di nebbia alle quote basse. I concorrenti sono partiti con il sole e quando hanno superato la quota di 1800 metri hanno goduto della vista della Cima d’Asta alla cui base sono transitati.
Al via dato in maniera differenziata prima è partita la nutritissima pattuglia dei giovani e quindici minuti dopo i Senior e i Master. Dai 1440 m di Malga Sorgazza la gara è subito entrata nel vivo, con il consueto sprint per guadagnare le prime posizioni e sgranarsi sulla strada forestale prima di iniziare, dopo aver superato la zona della teleferica l’ascesa per il canalone verso il punto più alto i 2550 m da dove hanno fatto il primo cambio pelli. Sul canalone il gruppo di testa si è sgranato con lo sloveno Nejc Kuhar davanti a tutti, seguito dal valtellinese Lorenzo Holzknecht e dietro Follador, Martini e gli altri. Nella prima discesa, verso l’rifugio Ottone Brentari, Kuhar ha avuto problemi tecnici con uno scarpone e Holzknecht lo ha superato guadagnando la testa della corsa. Holzknecht da quel momento ha cercato di incrementare il vantaggio nella breve salita ai 2561 m del passo Soccede. Nella prima discesa impegnativa quella ai 1860 delle Soccede, dove ha effettuato il cambio pelli per salire ai 2370 m dei Lasteai e poi tuffarsi solitario nella discesa per la val di Fumo e giungere al traguardo di Sorgazza tutto solo in 1h42’47”. Secondo posto a 2’13” è giunto un provato Nejc Kuhar, terzo gradino del podio per il falcadino del Dolomiti Ski Alp Follador al traguardo in 1h45’32”. Quarto, primo dei trentini e quindi campione provinciale, è giunto il portacolori del Brenta Team Thomas Martini in 1h45’57”. Quinto il valtellinese Matteo Pedergnana, che ha preceduto l’ottimo Alex Salvadori, dell’Alpin Go.
La gara femminile non ha avuto storia con la Mirò decisamente in testa e la Martinelli dietro, seguita dalla fassana Nadia Scola. In quest’ordine poi le sci alpiniste sono arrivate con la Mirò che ha fermato i cronometri in 2h3’33”, la Martinelli le ha pagato 12’39” Nadia Scola, neo campionessa trentina ha fermato i cronometri in 2h19’25”. Quarta la trentina Federica Osler.
Nelle categorie giovanili, va segnalato, che il cadetto Magnini ha duellato con lo junior Michele Pedergnana, tagliando il traguardo appaiati. Anche tra i master uomini arrivo da gentleman con Franco Nicolini dello Ski Team Fassa e Camillo Campestrini dell’S.C. Cima 12 assieme dandosi la mano.

Intervsite.
Lorenzo Holzknecht, vincitore atteso. «Sono contento di questo successo, ne avevo bisogno per il morale. Non sto attraversando un grande periodo come forma, infatti ho rinunciato alla Coppa del Mondo ad Andorra ed ho preferito questa gara che è sempre molto bella e siamo stati favoriti anche dal meteo che ci ha regalato un bel sole ed un bel panorama in quota».
Lo sloveno Nejc Kuhar dopo il traguardo è sorridente, anche se stanco. «Ho fatto una gara molto dura venerdì notte ed oggi le energie erano poche. La Cima d’Asta è una competizione di alto livello, con un grande dislivello iniziale essere secondo dietro a Lorenzo è una bella soddisfazione, anche se ho avuto un problema con uno scarpone, altrimenti magari avrei potuto fere meglio».
Il veneto Follador sale sul podio. «Oggi di più non potevo fare, un podio alla cima d’Asta è sempre una bella soddisfazione».
Mireia Mirò ha vinto a mani basse, è molto sportiva. Si copre e aspetta la Martinelli, per abbracciarla.
«E’ stata una gran bella gara qui gareggiai da cadetta sette anni fa, ma devo dire che oggi ho avuto modo di fare, anche se non siamo salite in vetta un percorso molto bello, sia dal punto di vista alpinistico che tecnico e con un paesaggio fantastico».
Francesca Martinelli taglia il traguardo e trova la Mirò ad attenderla. Si Complimentano a vicenda e posano per le foto di rito. «Ho lasciato andare la Mireia, ho fatto il mio passo non ne avevo molto da spendere, ho cercato di godermi il bello della Cima d’Asta».
La terza classificata donne, la fassana Nadia Scola. «Non pensavo di riuscire a fare il podio e nemmeno di conquistare il titolo di campione trentino, mi sono riappacificata con questa gara, nella quale non ho avuto in passato grande fortuna».

Fiemme 2013 - inaugurazione

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FIEMME 2013: UFFICIALMENTE APERTI I CAMPIONATI
PIAZZA DUOMO TRASFORMATA IN UNA FAVOLA

  • Aperto ufficialmente il 49° Campionato del Mondo di sci nordico
  • Goran Bregovic infiamma le migliaia di persone presenti
  • Scalate sulla Torre Civica e pianoforte sospeso: la magia della cerimonia
  • Domani alle 12.45 le prime finali nella sprint maschile e femminile

Ciaspolada 2013 - la gara

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ALLA CIASPOLADA IRIDATA SUONA L'INNO DI MAMELI
BALDACCINI E MORLINI SONO I CAMPIONI DEL MONDO 

Il bergamasco Alex Baldaccini e l'emiliana Isabella Morlini sono i nuovi campioni del mondo di corsa con racchette da neve. E' tripudio tricolore alla Ciaspolada della Val di Non, che ha brindato al proprio 40/o compleanno assegnando il titolo mondiale, con oltre 5.000 partecipanti provenienti da trenta diverse nazioni a fare da ideale cornice alla rassegna iridata.

6 GENNAIO 2013: LA CIASPOLADA… MONDIALE!

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Al via la 40° edizione valida per il campionato del mondo di corsa con racchette da neve

Nel 1972 erano in 18 al via della prima edizione. Il 6 gennaio prossimo saranno oltre 6.000, provenienti da tutto il mondo, chi in gara guidato dal classico spirito decoubertiano, chi invece per giocarsi vittoria e titolo iridato 2013.

Coppa delle Dolomiti (19° Memorial Fabio Stedile)

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Autore
Autore: 
Pegasomedia
Foto: 
Luca Faifer, primo fra gli junior ©2012 Coppa delle Dolomiti
  1. Magnini e Faifer dominano il Memorial Stedile
  2. Un inconveniente tecnico penalizza Nicolini

Giro circolare sull' Alpe di Siusi

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Autore
Scheda gita
Data della gita: 
10/09/2012
Segnavia: 

525, 527,4 7, 531, 3O

Difficoltà: 
E

La partenza della nostra gita e' il Monte Pana, raggiungibile con la seggiovia da Santa Cristina oppure in macchina.
Dall'hotel Cendevaves possiamo prendere il sentiero 30A, addentrarci nel bosco e seguendo i cartelli, andare a raggiungere il sentiero 30 un po' piu' in alto. Si segue il 30 sulla destra verso Saltria per poi prendere il 525 verso il Rifugio Vicenza.
Arrivati al Plan de Cunfin, prima che la strada inizi a salire, si stacca sulla destra una traccia poco evidente (i segni rossi sono sui tronchi degli alberi ........che si trovano 80m piu' avanti!!). Trattasi del sentiero 527A che fa evitare di restare sulla strada e permette di incontrare il 527 piu' in alto, passando dapprima per il bosco, poi su breve sentiero di sassi.
Una volta sl 527 la salita si fa dolce ma continua, fino ad arrivare al tratto piu' faticoso che porta ad un cancelletto a quota 2122m dove si puo' godere di un ottimo panorama su Puez/Odles, Rasciesa, Seceda, Sassopiatto, Alpe di Siusi e Sciliar.
Da questo punto il sentiero prosegue in semipiano fino ad incontrare la strada che porta al rifugio Sassopiatto tramite breve ma faticosa salita.
Al rifugio si trovano le indicazioni per il sentiero 4 verso il Pas de Duron.
Il sentiero passa dapprima in cresta poi contorna sulla sinista la punta Palacia, fino alla Sella Palacia (2200m). Volendo si puo' seguire la traccia in cresta del sentiero invernale fino alla Sella.
Da qui si gode di un bel panorama sui Denti di Terrarossa e sui monti della Val di Fassa.
Si prosegue ancora sul sentiero 4 e, arrivati a un cancelletto che inditca a sinistra il sentiero per il Rif Alpe di Tires, noi prendiamo la destra. Si tratta del sentiero 4A (non segnato ma evidente, sentiero meno battuto di quello che porta all Passo di Duron.
Arrivati all'incrocio con la strada, si prende a destra verso la Malga Zallinger.

Sassolungo e Sassopiatto

Scheda
Foto: 
Sassolungo e Sassopiatto in una bella sera di tarda estate........
Data scatto: 
Sab, 08/09/2012 - 17:11
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Dati Exif
Marca: 
SONY
Modello: 
DSC-T100
ISO: 
100
Tempo di esposizione: 
10/600
Apertura: 
f/3.5
Lunghezza focale: 
606/100

Vallunga - Rifugio Puez

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Autore
Scheda gita
Data della gita: 
14/09/2012
Segnavia: 

12, 4, 16

Foto: 
Rifugio Puez
Difficoltà: 
E

Raggiunta Selva di Valgardena si puo'parcheggiare o al parcheggio della cabinovia Dantercepies, oppure al parcheggio Vallunga.
La gita iniza presso la Caserma dei Carabinieri.
Si passa davanti alla chiesetta di San Silvestro (1632m) e si prende il sentiero 12 che si dirama sulla destra nella Val di Chedul.
Il sentiero sale ripido per il bosco e di continua a salire finche' la vegetazione diminuisce. Continuiamo a seguire il nr 12 per la Forcella Crespeina, ignorando il sentiero sulla destra che porta alla forcella Cir. Il tratto sotto la forcella Crespeina (2528m) e' tutto gradinato con comodi gradini in legno.
Alla forcella, dopo la doverosa pausa per ammirare il vasto panorama sull'altopaino e la' in fondo il rigugio Puez, meta della nostra gita, si puo' proseguire per il sentiero alto marcato 2A, oppure per quelllo basso.
Vista la neve, e avendo gia' percorso il sentiero alto in altre occasioni, abbiamo proseguito sul nr 2 per scendere fino al bel lago di Crespeina.
Risaliti poi sul sentiero principale, lo si segue fino alla Forcella de Ciampei (2366m).
Si ignora la tracia di destra (discesa verso la Val Badia) e quella di sinistra (dicesa verso la Vallunga) e si prosegue dritto dove, su facile sentiero, si arriva al Rifugio Puez (2475m).
Per il rientro abbiamo proseguito sull'altavia numero 2 (indicazione Rifugio Firenze) ma al bivio abbiamo preso il numero 16 che scende su comodi gradini e raggiunge la Vallunga circa a meta'. Proseguendo sulla destra si ritorna al punto di partenza.
Una via di discesa alternativa e' di prendere il sentiero nr 14 dal Rif Puez e percorrere poi la Vallunga nella sua totalita'.

Il Parco Naturale Puez-Odles e' una zona stupenda, raggiungibile sia dalla Val Gardena, sia dalla Val Badia.
I sentieri sono tutti di difficolta' "E" ma esistono anche dei tratti attrezzati e delle vie ferrate per chi vuole raggiungere le vette.

Ferrata Sas Rigais - salita Est discesa Sud

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Autore
Scheda gita
Data della gita: 
11/09/2012
Foto: 
Croce di vetta
Difficoltà: 
--- alpinismo

Si parte dalla cabinovia Col Raiser (parcheggio 2.50Eur nel 2012)€11 sola andata.
All'arrivo si segue il sentiero 4 in leggera discesa verso il Rifugio Firenze. Da li prendere il 13 direzione Sass Rigais. Si seguono sempre le indicazioni per la ferrata fino ad arrivare a Pian Cautier dove si trova un crocevia: si puo' decidere di andare a sinistra e salier per la Ferrata SUD (sentiero 29) oppure andare a destra e salire per la ferrata EST.
Noi abbiamo optato per questa scelta.
Il sentiero inizia a salire fino ad arrivare alla Val dla Salieres dove ci si inerpica semprepiu su lungo sentiero che volta infine a sinistra e dove, in prossimita' delle prime roccette non attrezzate, noi ci siamo messi l'imbragatura.
Dopo i primi metri su roccette, si prosegue per altri 10-15 mins prima di arrivare all'attacco della ferrata che consiste principalmente di cavo metallico e qualche piolo per superate i tratti piu' verticali.
Si giunge a una spaccatura da superare in spaccata usando come appigli o la roccia (piu' tecnico) o il cavo.
Si prosegue su un tratto in arrampicatoa fino a raggiungere l'ultimo tratto attrezzato che conduce alla stretta vetta.(3025m)
La discesa avviene su ferrata sud che inizia dopo una stretta cengia aerea e alterna tratti attrezzati a sentiero. La difficolta’ non e’ mai eccessiva, ma si tratta di una lunga ferrata in discesa, con cavo non sempre ben teso e, in un paio di tratti, l’ultimo pezzo non e’ assicurato, nel senso che l’ultimo infisso…. Non e’ infisso nella roccia. In un breve tratto un attacco e’ rotto, quindi la corda finisce e riprende poco piu’ avanti.
Dopo il primo lungo tratto attrezzato, si trova un lungo sentiero su roccette. La ferrata pero' non e' ancora terminata: si trovano ancora dei cavi metallici e un paio di ponticelli in legno un po' piu' in giu'..
Il sentiero poi prosegue fino a tornare al Pian Cautier da dove si puo' scegliere se tornare al Col Raiser e riprendere la cabinovia, oppure andare al rifugio Firenze e scendere tramite sentiero.
Noi siamo tornati al Firenze e abbiamo preso il sentiero 1 che, fino alla Baita Sangon si snoda comodamente tra i boschi.
Superata la Baita il sentiero diviene piu' una strada fino a diventare strada asfaltata che conduce alla partenza della funivia Col Raiser.

Seguendo il giro che abbiamo fatto noi la ferrata di salita e' breve ma ripida e preceduta da un lungo tratto su ripido sentiero. La ferrata di discesa e' molto lunga e su terreno instabile anche se la difficolta' non e' mai eccessiva.