domenica, 20 aprile 2014
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Cervino

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Autore
Autore: 
Giancarlo Beretta
Scheda
Via: 
Cresta del Leone e Cresta Hornli
Foto: 
Cervino ©2006 Giancarlo Beretta
Tipologia Percorso: 
Traversata
Difficoltà: 
AD
Grado Alpinistico: 
III
Attrezzatura: 
Corda, imbrago, piccozza e ramponi
Periodo Consigliato: 
luglio, agosto, settembre
Tempo Complessivo: 
14h00'
Tempo di Salita: 
11h00'
Tempo di Discesa: 
3h30'
Esposizione: 
Ovest
Quota di partenza: 
2050 m
Quota di Arrivo: 
4478 m
Dislivello: 
2428 m
Pericolo Oggettivo: 
Presenza di rocce instabili lungo tutto il percorso
Accesso: 

All'uscita dell'autostrada Autostrada A5 a Châtillon attraversare il paese ed imboccare la strada della Valtournenche. Si risale l'ntera vallata sino a Breuil-Cervinia: poco prima dell'abitato si incontra una lunga galleria paravalanghe, alla sua uscita si gira a sinistra e si imbocca la strada che porta verso il campo di golf; si prosegue attraversando il centro sino a raggiungere un ampio parcheggio nei pressi dell'Hotel Europa.

Introduzione

Il Cervino, magnifica montagna unica come aspetto, si eleva isolata e ardita a dominare la Valtournenche da un lato e la Valle di Zermatt dall'altro. Non mi dilungherò a descrivere ulteriormente le sua bellezze: sono già state scritte migliaia di pagine su questo argomento.
Inutile dire che per affrontare questa traversata bisogna essere ben allenati soprattutto se non si vuole pernottare all' Hörnlihutte o allo Schwarzsee e fare in tempo a prendere le funivie per il Piccolo Cervino e successivamente quella che scende dal Plateau Rosa a Cervinia.
Nonostante la presenza di molte corde fisse non è da considerare una salita elementare o agevole alla stregua delle ferrate.

Descrizione

1° giorno
Salire seguendo il sentiero (13) al Rifugio Duca degli Abruzzi e da qui raggiungere la Capanna Carrel a 3835m di quota.

2° giorno
Dalla Capanna percorrere la crestina orizzontale, dove era anche situata la vecchia Capanna Luigi Amedeo (ora in esposizione nella piazzetta di Valtournenche) e salire una successione di ripidi gradini utilizzando anche una corda fissa (corda della sveglia) che obliqua verso destra consentendo di superare placche lisce con un piccolo strapiombo centrale. Al suo termine afferrare, pochi metri a destra, un'altra corda fissa per superare placche meno ripide e continuare per un terrazzane detritico. Restando sotto e a destra del filo di cresta si entra in un breve canale ripido con una corda al centro e al suo termine, dopo aver seguito a destra uno stretto passaggio orizzontale, si percorre una cengia-sentiero che si lascia quasi subito per salire a sinistra un facile canalino che porta ad un intaglio sul di un filo di cresta frastagliato. La prima parte si aggira sul fianco destro poi, dopo un secondo intaglio, la cresta si innalza ripida. Si segue a destra una cengia orizzontale stretta ed esposta con una protuberanza che sospinge verso l'esterno e termina su un terrazzino alla sommità di un piccolo sperone da cui si possono vedere il primo sole sulla Dent d'Hérens. Brevissima discesa ed ecco un piccolo tratto molto liscio con le incisioni delle iniziali di Whimper e M. Luc, in seguito si attraversano in leggera discesa delle placche per avvicinarsi al ghiacciaietto sospeso del Linceul, lo si attraversa sul suo bordo superiore con l'ausilio di una fune d'acciaio per raggiungere il culmine di grossi macigni da cui ci si alza per un poco marcato canale situato poco a sinistra della visibile “Gran Corda” e raggiungerla.
Si continua l'arrampicata sul filo di cresta fino ad aggirare un grosso masso a sinistra e giungere così ad una terrazza. Da qui si continua fino a raggiungere il primo culmine del Pic Tyndall: si segue lo stretto e abbastanza lungo filo di cresta per arrivare ai piedi del picco terminale della testa del Cervino e si superano alcuni intagli riprendendo la salita sul filo e raggiungendo e superando a sinistra un diedro sotto il filo. Continuando a salire a sinistra si raggiunge un'impennata che, attraversata per poi ritornare sul filo, permette di raggiungere la vertiginosa scala Jordan dopo la quale si supera un'altra corda dopo di che, per una cengia, si riprende il filo di cresta dove si trovano le ultime due corde poi la pendenza si attenua e in breve si raggiunge la vetta italiana (4476m).
La vetta svizzera (4478m) si raggiunge scendendo ad una breccia e percorrendo la crestina nevosa che congiunge le due vette.
Il panorama è veramente impagabile e Cervinia è così piccola sotto di noi.

Discesa

Dalla vetta svizzera si prosegue verso est per iniziare a scendere sul facile ma non banale filo di cresta fino a raggiungere una serie di corde fisse ancorate a dei fittoni: se si riescono a fare delle calate in doppia da questi fittoni senza usare le corde fisse (in modo da essere indipendenti da coloro che salgono numerosi dall' Hörnlihutte e non dover così attendere che finisca la fila in salita) in un baleno ci si trova sopra la Capanna Solvay, piccolo bivacco da utilizzare solo in caso di pericolo o brutto tempo. Dalla Capanna Solvay la discesa è molto facile ed è costituita da tracce di passaggio che si alternano a piccoli salti di roccia facilmente superabili che portano in breve all'Hörnlihutte.
Dal rifugio si scende al sottostante e ben visibile Schwarzsee da dove si prende la funivia che lo collega a Trockener Steg e da qui la funivia che raggiunge il Piccolo Cervino. Si scende tenendosi ai margini della pista da sci e finalmente si arriva alla stazione di Plateau Rosa: pochi minuti di discesa ancora in funivia e si ritorna a Cervinia.

Bibliografia

  • Gino Buscaini, Alpi Pennine volume II, Guida dei Monti d'Italia, CAI / TCI, Milano, 1970

Cartografia

  • Valtournenche Monte Cervino Val d'Ayas ovest, Carta dei sentieri foglio 7, 1:25000, L'Escursionista Editore, 2004

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1 17/08/2011 Alpinismo Ivano Castaldi