lunedì, 28 maggio 2012
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Col de l'Aroletta

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sottotitolo: 
dal versante E
Autore
Autore: 
Benedetto Lorusso
Scheda
Data del rilievo: 
06/07/2011
Foto: 
Il foro della becca Crevaye visto dal colle
Tipologia Percorso: 
A/R
Difficoltà: 
EE
Grado Alpinistico: 
I
Impegno Fisico: 
Discreto
Impegno Psichico: 
Discreto
Attrezzatura: 
Bastoncini
Periodo Consigliato: 
Estivo
Tempo di Salita: 
3h30'
Tempo di Discesa: 
3h00'
Esposizione: 
Est
Quota di partenza: 
1690 m
Quota di Arrivo: 
860 m
Dislivello: 
1170 m
Quota Massima: 
2860 m
Tratti Esposti: 
Tratto finale
Acqua: 
Abbondante
Accesso: 

Raggiunta l'uscita dell'autostrada Autostrada A5 di Aosta Est si imbocca la nuova superstrada per il Gran San Bernardo. Dopo qualche, chilometro, all'altezza di Gignod, si sovlta a destra in direzione della Valpelline. Da qui si percorre la SR28 sino a Dzovenno (1575 m), da qui risalire una stradina asfaltata sino a raggiungere la frazione di Ruz (1696 m) seguendo le evidenti indicazioni per il Rifugio Crête Sèche.

Aperto tra l’Aroletta inferiore e la Vierge, mette in collegamento la comba di Faudery ad Ovest con quella di Crete Seche ad Est.
Il versante occidentale è alpinistico.

Da Ruz si raggiunge il rifugio Crete Seche e da esso (ignorando le segnalazioni per l’Aroletta) il Bivacco Spataro all’inizio del Plan de la Sabbla e ai piedi del cono detritico che porta al colle. Si risalgono faticosamente questi detriti utilizzando le tracce di discesa lasciate dai rocciatori che frequentano le soprastanti guglie per arrivare alla paretina finale, alta quaranta metri.
Sulla sinistra di questa paretina sale uno stretto canalino, abbastanza faticoso perché spesso bisogna superare tratti lisci.
Conviene portarsi a destra sulla paretina abbastanza appoggiata e ricca di appigli che con facile arrampicata porta al valico.
Di fronte il Trident de Faudery e il foro della Becca Crevaye e tutta la nera catena del Morion.
Il canalino è più semplice in discesa, al suo inizio c’è un ancoraggio per la corda doppia, tecnica di solito non usata dagli escursionisti.
Scendendo chi non ne ha ancora abbastanza di detriti, può lasciare a sinistra il bivacco Spataro e scendere fino ad un pianoro dove si incontrano segni gialli che portano al sentiero per il rifugio.

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